Fabrizio Gabrielli

adora i birrini artigianali IBU 100, i 4-3-3 zemaniani, i suoni in 4/4, il giorno 26 luglio, i contrabbassi, le sigarèlle ed il balompié, che poi sarebbe il calcio, ma in ispagnuolo forse ha un suono più fascinoso. Ha un paio di converse tuttestélle con la firma di Julio Cortázar sulla linguetta, siriusli.

Charlie il verme

Charlie ci pensava spesso, a come si fa a scegliere una donna, da quando aveva smesso d’essere un ragazzino con le guance rosse e i vasetti di glicine in mano e s’era fatto un ometto che aveva girato il mondo in brigantino.

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Mmmh, magico Lytton

Sì, signora, ero gay. Ma adesso sto con lei, con Dora, Dora Carrington, pittrice e donna di mondo, sto scrivendo un libro che s’intitola Eminent Victorians, io faccio le biografie, sa signora, l’ultima cosa di cui ho bisogno sono i bulletti che mi danno del culattone.

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E=mc²

Scrisse su un foglietto Elsa è mia cugina non una, ma due volte. Una cugina al quadrato, quindi. Albertle, dovreste saperlo, era uno che gli piacevano, oltre alle cugine, gl’acronimi: E=mc², scarabocchiò. E niente, gl’era sembrato che il mondo intero gli si scoperchiasse in testa, quel giorno.

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‘Apò, Po(e)

Non c’è cosa più divina, l’avrai sentito rimbombare nelle cervici più e più volte, è il sempiterno motto che campeggia sullo scatolone nel quale riponiamo i pensieri discretamente distorti che lambiscono le grazie delle figlie di sorelle e fratelli di madri e padri.

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