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	<title>Finzioni &#187; Diagonali</title>
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	<description>Progetto di lettura creativa</description>
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		<title>Vi sfido alla doppia lettura!</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 09:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Pollini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diagonali]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Pollini]]></category>

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		<description><![CDATA[<div><img width="570" height="300" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2012/01/broken_word_shatterfor_shutter-570x300.jpg" class="attachment-forpost wp-post-image" alt="broken_word_shatterfor_shutter" title="broken_word_shatterfor_shutter" style="margin-bottom: 5px;" /></div>S'ignora che soffre o Signora che s'offre? Il gioco della doppia lettura tra musica e poesia. <a href="http://www.finzionimagazine.it/libri/diagonali/vi-sfido-alla-doppia-lettura/">Continua a leggere</a>
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><img width="570" height="300" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2012/01/broken_word_shatterfor_shutter-570x300.jpg" class="attachment-forpost wp-post-image" alt="broken_word_shatterfor_shutter" title="broken_word_shatterfor_shutter" style="margin-bottom: 5px;" /></div><p style="text-align: right"><span style="font-size:8px">Photocredit:<a href="https://thesuccessfulwomen.com/tag/successful-women-2/">thesuccessfulwomen</a></span></p>
<p>La frase doppia &egrave; una frase le cui parole possono essere<strong> </strong><strong>spezzate e lette in due modi differenti</strong> prestandosi cos&igrave; a diverse letture. Un esempio &egrave; <em>s&#039;ignora che soffre</em>, che pu&ograve; essere letto anche come <em>signora che s&#039;offre</em>. Un ulteriore esempio &egrave; <em>intimare l&#039;azione</em>, o <em>intima relazione</em>, a seconda della lettura.</p>
<p>Dente gioca con questo nel ritornello de <a href="http://www.youtube.com/watch?v=f334Urb4PZc"><em>La settimana enigmatica</em></a>, cantando <em>I Re ne vogliono di pi&ugrave; semplici</em>, frase che acquista maggiore significato se letta come <em>Irene voglio nodi pi&ugrave; semplici</em>. Il testo nasconde poi un ulteriore gioco linguistico: tutti i versi sono definizioni e la loro successione forma due ulteriori frasi che arrricchiscono la doppia lettura del ritornello. A voi rispondere alle definizioni.</p>
<p><a href="http://www.giorgioweiss.it/">Giorgio Weiss</a> ne<em> Il poeta ampolloso</em> lascia al verso conclusivo, e al gioco della doppia lettura, il proprio pensiero, poco lusinghiero nei confronti del poeta ampolloso:</p>
<blockquote>
<p>&nbsp;Quale polla che sgorga per magia<br />
		&nbsp;da te nasce con vena prorompente<br />
		&nbsp;il flusso a scroscio della tua poesia:<br />
		&nbsp;che gran poeta sei, che grande mente!</p>
</blockquote>
<p>Tornando alla musica il testo di<em> <a href="http://www.youtube.com/watch?v=vXvilVZD3Yw&amp;feature=related">Cuore di pietra</a></em>, ancora di Dente, nasconde i nomi di diverse pietre preziose:</p>
<blockquote>
<p>Cuore di pietra preziosa<br />
		Fa che non ti rubino la voce<br />
		Fa che non si parli mai di amanti<br />
		Gi&agrave; da tempo non ci penso pi&ugrave;<br />
		Per la tua gonna turchese<br />
		Per i fogli e le matite<br />
		Io so da l&igrave; te non ti muovi<br />
		Anche se io ho palesemente<br />
		Voglia di te.</p>
</blockquote>
<p style="font: normal normal normal 12px/160% Verdana, Arial, sans-serif;margin-top: 0.6em;margin-right: 0px;margin-bottom: 1.2em;margin-left: 0px;padding-top: 0px;padding-right: 0px;padding-bottom: 0px;padding-left: 0px"><strong><font face="Arial, Verdana, sans-serif">Parte la sfida: voi quante riuscite a trovarne?</font></strong></p>
<div>&nbsp;</div>
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		<title>Wodehouse ovvero l&#8217;acido acetilsalicilico</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 09:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Licia Ambu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diagonali]]></category>
		<category><![CDATA[Avanti Jeeves]]></category>
		<category><![CDATA[feat-libri]]></category>
		<category><![CDATA[Licia Ambu]]></category>
		<category><![CDATA[P.G. Wodehouse]]></category>

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		<description><![CDATA[<div><img width="570" height="300" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2012/01/PGWodehouse-570x300.jpg" class="attachment-forpost wp-post-image" alt="PGWodehouse" title="PGWodehouse" style="margin-bottom: 5px;" /></div>Ci sono delle mattine che mentre il sole splende e gli uccellini cinguettano tu ti svegli con il mal di testa. Ce ne sono altre che mentre il sole splende e gli uccellini cinguettano il mal di testa non ce l'hai e quindi non ti fai l'aspirina che invece nel primo caso tendenzialmente ti spari.
Alcuni libri esercitano la stessa funzione <a href="http://www.finzionimagazine.it/libri/diagonali/wodehouse-ovvero-lacido-acetilsalicilico/">Continua a leggere</a>
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><img width="570" height="300" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2012/01/PGWodehouse-570x300.jpg" class="attachment-forpost wp-post-image" alt="PGWodehouse" title="PGWodehouse" style="margin-bottom: 5px;" /></div><p>Ci sono delle mattine che mentre il sole splende e gli uccellini cinguettano tu ti svegli con il mal di testa. Ce ne sono altre che mentre il sole splende e gli uccellini cinguettano il mal di testa non ce l&#39;hai e quindi non ti fai l&#39;aspirina che invece nel primo caso tendenzialmente ti spari.</p>
<p>Alcuni libri esercitano la stessa funzione: i libri aspirina. Wodehouse tutto, ma in particolare la produzione marchio Jeeves, &egrave; acido acetilsalicilico. Di quelli potenti. Quello sfigato/sbadato di Bertie Wooster non sopravviverebbe un quarto d&#39;ora senza l&#39;impareggiabile maggiordomo. E una volta che vi invadono, quella calma e quell&#39;equilibrio molto british, si porteranno via anche i residui del peggiore dei vostri giorni bleah.</p>
<p>Cos&igrave; lo ricorda proprio Bertie (<em><strong>Avanti, Jeeves</strong></em>, P.G. Wodehouse, Polillo Editore 2011), lo svampito gi&aacute; detto, il giorno del loro primo incontro. Jeeves suona il campanello di casa Wooster, mentre Bertie, reduce da una sbornia colossale, cerca di leggere <em>Elementi di teoria etica</em>:</p>
<blockquote>
<p>&quot;Le suggerirei di bere questo signore&quot;, disse con fare premuroso, un po&#39; come un medico di corte che somministra un tonico al principe infermo. &quot;&Egrave; un preparato di mia invenzione. Il colore glielo d&agrave; la Worcester Sauce. L&#39;uovo crudo lo rende nutriente e il pepe di Caienna lo insaporisce. Diversi signori mi hanno detto di averlo trovato molto tonificante dopo aver fatto le ore piccole&quot;. [...] Per un istante mi sentii come se qualcuno mi avesse fatto esplodere una bomba nella testa e mi passeggiasse in gola con una torcia accesa, poi di colpo tutto sembr&ograve; tornare a posto. Il sole entrava a fiotti dalla finestra, gli uccellini cinguettavano in cima agli alberi e, pi&ugrave; in generale, la speranza risorse.</p>
</blockquote>
<p>L&#39;unica controindicazione &egrave; che dopo averlo conosciuto lo vorrete anche voi, lo so. Provatemi il contrario.</p>
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		<title>Ode alla biblioteca</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 09:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Viola Bianchetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diagonali]]></category>
		<category><![CDATA[Borges]]></category>
		<category><![CDATA[feat-libri]]></category>
		<category><![CDATA[Firmino]]></category>
		<category><![CDATA[Il nome della rosa]]></category>
		<category><![CDATA[Kafka sulla spiaggia]]></category>
		<category><![CDATA[Viola Bianchetti]]></category>

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		<description><![CDATA[<div><img width="570" height="300" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/12/biblioteca-570x300.png" class="attachment-forpost wp-post-image" alt="biblioteca" title="biblioteca" style="margin-bottom: 5px;" /></div>Un elogio alla biblioteca, patria di tutti i lettori, con uno sguardo al passato e uno al futuro. <a href="http://www.finzionimagazine.it/libri/diagonali/ode-alla-biblioteca/">Continua a leggere</a>
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<p>Lo sa bene la pantegana Firmino, nata nel seminterrato della libreria Pembroke Books. Il ratto del romanzo di Savage &egrave; un vero goloso di pagine: dopo essersene nutrito per sopravvivere all&rsquo;abbandono materno, si &egrave; accorto che i libri sono molto pi&ugrave; gustosi da divorare metaforicamente e ha scoperto nella lettura un universo entusiasmante e idilliaco. La libreria salva Firmino dallo squallore di un mondo gretto e meschino, offre conforto al dolore per la sua insignificanza, solitudine, inadeguatezza, rende possibile la fuga in una realt&agrave; migliore.</p>
<p>E lo sa altrettanto bene il quindicenne Tamura Kafka, il quale, fuggito di casa, trova ospitalit&agrave; presso una biblioteca privata. Qui il ragazzo stringe un forte legame con il factotum Oshima e giunge a realizzare il proprio destino nell&rsquo;incontro con la misteriosa Saeki. La biblioteca &egrave; uno spazio dove ritrovare s&eacute; stessi e diventare adulti.</p>
<p>Ma non sempre la biblioteca &egrave; un luogo positivo e sereno. Infatti ciascun libro pu&ograve; avere un valore inestimabile o nessuna rilevanza, un significato assolutamente benefico o assolutamente malvagio, pu&ograve; essere fonte di conoscenza o di confusione ed ignoranza. E allora la biblioteca, che per sua natura preserva il patrimonio librario nella sua totalit&agrave;, ha una sua moralit&agrave;? E&rsquo; legittimo voler conoscere ogni cosa oppure ci sono segreti che devono rimanere tali? Ma soprattutto: chi ha la capacit&agrave; di distinguere cosa va nascosto e cosa va rivelato? <em>Il nome della rosa</em> pone questi interrogativi: qui la biblioteca &egrave; la sede di un sapere proibito e oscuro, un labirinto in cui le menti degli uomini si smarriscono nell&rsquo;inganno e nell&rsquo;errore, un teatro di delitti e follie.</p>
<p>Ma proprio per il fatto di racchiudere verit&agrave; e menzogna, bene e male, la biblioteca costituisce una splendida metafora dell&rsquo;universo stesso. Ne <em>La biblioteca di Babele</em> Borges immagina una &laquo;Biblioteca totale&raquo;, i cui &laquo;scaffali registrano tutte le possibili combinazioni dei venticinque simboli ortografici (numero, anche se vastissimo, non infinito) cio&egrave; tutto cio&egrave; ch&rsquo;&egrave; dato di esprimere, in tutte le lingue&raquo;. Si tratta di un cosmo governato da una rigida legge matematica e allo stesso tempo caotico: il numero degli eventi possibili &egrave; enorme ma non infinito, le informazioni si dispiegano per estensioni incommensurabili di tempo e spazio ma alla fine ritornano a ripetersi, la maggior parte dei segni &egrave; senza significato o incomprensibile, ma da qualche parte si trova anche la Verit&agrave;. L&rsquo;uomo non pu&ograve; che smarrirsi in questa immensit&agrave;, ma conserva la consapevolezza della presenza di un ordine, di uno schema provvidenziale, e dell&rsquo;esistenza di una Verit&agrave; unica e suprema.</p>
<p>Ma le biblioteche non hanno sempre avuto la forma a noi familiare. Nell&rsquo;antichit&agrave; il sapere era custodito in un luogo diverso ma altrettanto sicuro e vasto: la prodigiosa memoria degli aedi. I cantori ricordavano e recitavano una quantit&agrave; enorme di versi, preservando l&rsquo;intero patrimonio di conoscenze. E oggi? Forse siamo di fronte a qualcosa di simile: il destino della biblioteca &egrave; quella di digitalizzarsi e sparire come luogo fisico, cos&igrave; come quello dei libri &egrave; di essere letti su supporti informatici e non come tomi cartacei. Ma non per questo essa perder&agrave; il suo fascino, anzi. La biblioteca digitale apre prospettive ancora pi&ugrave; oniriche ed evocative: un immenso spazio virtuale, pi&ugrave; ricco di qualsiasi collezione fisica, dove la mente del lettore pu&ograve; errare libera, dove sono possibili ancora pi&ugrave; relazioni, scambi e interpolazioni fra libri e lettori, fra fantasie individuali e collettive, fra autore e pubblico. Pensate a cosa Borges avrebbe potuto vedere in uno scenario simile. Oppure immaginiamolo e creiamolo noi.</p>
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		<title>Sistema geocentrico o egocentrico?</title>
		<link>http://www.finzionimagazine.it/libri/diagonali/sistema-geocentrico-o-egocentrico/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 09:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Pollini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diagonali]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Pollini]]></category>
		<category><![CDATA[feat-libri]]></category>
		<category><![CDATA[John Stuart Mill]]></category>
		<category><![CDATA[Karl Popper]]></category>
		<category><![CDATA[Luciano de Crescenzo]]></category>

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<p>Leggendo della<strong> rivoluzione copernicana </strong>mi sono accorto che <em>egocentrico </em>&egrave; l&#39;anagramma di <em>geocentrico</em>. Sar&agrave; che in questo periodo sono alla ricerca di nuovi equlibri ma anche le piccole cose come questa mi aprono mondi immensi. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Bergonzoni">Bergonzoni</a>&nbsp;afferma <strong>&laquo;Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno&raquo;.</strong> Mi rifaccio allora il senno di poi, ma per ogni risposta nascono altre due domande.</p>
<p>&laquo;In ogni campo in cui &egrave; possibile una <strong>differenza di opinioni, la verit&agrave; dipende dall&#39;individuazione dell&#39;equilibrio</strong> tra due gruppi di ragioni contrastanti. Anche nella filosofia naturale, &egrave; sempre possibile fornire un&#39;altra spiegazione degli stessi fatti; una teoria geocentrica invece di quella eliocentrica&raquo; ammonisce<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Stuart_Mill"> John Stuart Mill</a>. Si pu&ograve; ridurre la ricerca di un equilibrio personale ad una mediazione tra elementi contrastanti? Questo si allontana dal Centro di gravit&agrave; permanente che <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Battiato">Battiato </a>ci ha tanto fatto desiderare. Asseriva<strong> </strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Karl_Popper">Karl Popper</a> che &laquo;<strong>Ogniqualvolta una teoria ti sembra essere l&#39;unica possibile, prendilo come un segno che non hai capito n&eacute; la teoria n&eacute; il problema che si intendeva risolvere&raquo;</strong>. &Egrave; tutto molto complesso, le relazioni umane sono un calcolo a pi&ugrave; variabili dove la soluzione non &egrave; mai una sola, e non a caso si &egrave; affermato il relativismo come principale chiave di lettura. Ancora Karl Popper: &laquo;La societ&agrave; aperta &egrave; aperta al maggior numero possibile di idee e ideali differenti, e magari contrastanti. Ma, pena la sua autodissoluzione, non di tutti:<strong> la societ&agrave; aperta &egrave; chiusa solo agli intolleranti</strong>&raquo;. Se io sono intollerante con me stesso &egrave; un bel problema.</p>
<p>Dovrei allora rifarmi il senno domandandomi se ho individuato il problema, mediare tra ragioni contrastanti, essere pi&ugrave; tollerante. In fin dei conti, come dice <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luciano_De_Crescenzo">Luciano de Crescenzo</a>, <strong>&laquo;Solo gli imbecilli non hanno dubbi. Ne sei sicuro? Non ho alcun dubbio!</strong>&raquo;</p>
<p style="text-align: right">Alessandro Pollini</p>
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		<title>Se l&#8217;abito fa il monaco al divano non serve il cuscino</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 09:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Licia Ambu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diagonali]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetta Palmieri]]></category>
		<category><![CDATA[feat-libri]]></category>
		<category><![CDATA[Funeracconti]]></category>
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		<description><![CDATA[<div><img width="570" height="300" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/11/funeracconti-570x300.jpg" class="attachment-forpost wp-post-image" alt="funeracconti" title="funeracconti" style="margin-bottom: 5px;" /></div>Non vorrei esagerare ma è un po' come comprare un divano, lo provi dieci secondi ma è cosí superlativamente bello che è comodo per forza, finché poi ci dormi su ed è uno strazio. <a href="http://www.finzionimagazine.it/libri/diagonali/se-labito-fa-il-monaco-al-divano-non-serve-il-cuscino/">Continua a leggere</a>
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<p>Non vorrei esagerare ma &egrave; un po&#039; come comprare un divano, lo provi dieci secondi ma &egrave; cos&iacute; superlativamente bello che &egrave; comodo per forza, e se i braccioli sono duri fa niente comprerai un cuscino <em>ad hoc</em>, poi ci dormi su ed &egrave; uno strazio. Acquisto sbagliato.&nbsp;</p>
<p>Da quando hanno inventato Ikea accade di trovare cose comode che sono anche accattivanti, l&#039;abito fa il monaco insomma. Forse assumono designer che usano ci&ograve; che disegnano. Dovrebbe valere lo stesso per un editore, dovrebbe trovarsi a pubblicare solo roba che si leggerebbe pure lui da cima a fondo (non tutto quello che, ma solo che sarebbe disposto a).</p>
<p>Insomma alla fine con I <em>Funeracconti</em> (Benedetta Palmieri, Feltrinelli 2011, 14 euro) &egrave; andata cos&igrave;: mi ha acchiappato la copertina, un po&#039; <em>Funeral Party</em> (2007), british e molto cool. E allora l&#039;ho letto. Rendendo merito all&#039;abito e al monaco nel complesso &egrave; stato una figata.</p>
<p style="text-align: right">Licia Ambu</p>
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		<title>Discorsi assurdi e tignole del grano</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 09:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Licia Ambu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diagonali]]></category>
		<category><![CDATA[Castelvecchi]]></category>
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		<description><![CDATA[<div><img width="570" height="300" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/11/Scaffale_libri-570x300.jpg" class="attachment-forpost wp-post-image" alt="Scaffale_libri" title="Scaffale_libri" style="margin-bottom: 5px;" /></div>Quanti fiumi di parole si potrebbero spendere su <em>L'influenza delle montagne sullo sviluppo dell'intelligenza umana</em>. Oppure su <em>Rapporto sulla temperatura raggiunta durante la cottura dalle gallette per l'esercito, con particolare riferimento alla distruzione delle tignole del grano</em>? <a href="http://www.finzionimagazine.it/libri/diagonali/discorsi-assurdi-e-tignole-del-grano/">Continua a leggere</a>
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			<content:encoded><![CDATA[<div><img width="570" height="300" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/11/Scaffale_libri-570x300.jpg" class="attachment-forpost wp-post-image" alt="Scaffale_libri" title="Scaffale_libri" style="margin-bottom: 5px;" /></div><p>Esistono i discorsi sui discorsi, i film sui film, gli scritti sullo scrivere e i pensieri sul pensiero. La conclusione dei quali spesso non &egrave; nemmeno fine a s&eacute; stessa. Allo stesso modo esistono libri sui libri.&nbsp;C&#039;&egrave; sicuramente una definizione culturale pi&uacute; erudita per spiegare tutto questo e probabilmente include parole filosofiche metaletterarie (o come metaletterario), prose auliche eccetera. Non &egrave; questo il caso. Noi qui si va al sodo.</p>
<p><em><strong>I libri pi&uacute; assurdi</strong></em> (Castelvecchi, 2007) &egrave; un libro sui libri. Pi&uacute; assurdi appunto. A suo modo, dietro l&#039;elenco dei titolo peraltro tutti esistenti, &egrave; un gran discorso sui libri. Pensate a quanti fiumi di parole si potrebbero spendere su <em>L&#039;influenza delle montagne sullo sviluppo dell&#039;intelligenza umana</em>. Oppure su <em>Rapporto sulla temperatura raggiunta durante la cottura dalle gallette per l&#039;esercito, con particolare riferimento alla distruzione delle tignole del grano</em>. D&#039;accordo questo era tosto, che dire di <em>L&#039;alcolismo fai da te</em>?</p>
<p style="text-align: right">Licia Ambu</p>
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		<title>La verità è della moglie morta</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 09:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Pollini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diagonali]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Pollini]]></category>
		<category><![CDATA[Arthur Schopenhauer]]></category>
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		<description><![CDATA[<div><img width="570" height="300" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/11/590x300_121643rabbiarossa3-480x319-570x300.jpg" class="attachment-forpost wp-post-image" alt="590x300_121643rabbiarossa3-480x319" title="590x300_121643rabbiarossa3-480x319" style="margin-bottom: 5px;" /></div>La verità non è nei fatti ma nei sentimenti. Tra la moglie morta di Montale e la rivoluzione di Mao Tze-tung possiamo ascoltare Morgan. <a href="http://www.finzionimagazine.it/libri/diagonali/la-verita-e-della-moglie-morta/">Continua a leggere</a>
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<blockquote>
<p>Avevamo studiato per l&#39;aldil&agrave;<br />
		un fischio, un segno di riconoscimento.<br />
		Mi provo a modularlo nella speranza<br />
		che tutti siamo gi&agrave; morti senza saperlo.</p>
</blockquote>
<p>Questo scrive<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eugenio_Montale"> Eugenio Montale</a> in <em>Xenia</em> parlando alla moglie deceduta.<strong> La possibilit&agrave; di essere morti senza saperlo</strong> riempie di terrore e meraviglia. <strong>La possibilit&agrave; dell&#39;incoscienza diventa diagonale</strong>, interessando tanto la vita quanto la morte. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arthur_Schopenhauer">Arthur Schopenhauer</a> parla di un <strong>velo di Maya che nasconde la realt&agrave;</strong>, il <em>noumeno</em>, rendendo i fenomeni del mondo poco pi&ugrave; di un sogno, rappresentazioni puramente soggettive. Tipo il mito della caverna di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Platone">Platone</a>, per intenderci: vediamo ombre proiettate sul muro e pensiamo sia la realt&agrave;.</p>
<p>Viene da domandarsi<strong> se occorra difendersi dalla realt&agrave;</strong>. La risposta pi&ugrave; ovvia &egrave; <em>s&igrave;, occorre difendersi, da quella esterna e da quella interna</em>. Non a caso ci relazioniamo con il mondo attraverso schemi mentali protetti da meccanismi di difesa. A giudicare dal funzionamento della nostra mente sembra che ci siamo evoluti sulla base di un rapporto con la realt&agrave; che &egrave; una guerra e certamente non una passeggiata per i campi.<font face="Times New Roman, serif"> &laquo;</font>La rivoluzione non &egrave; un pranzo di gala<font face="Times New Roman, serif">&raquo;</font> disse <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mao_Tse-tung">Mao Tse-tung</a>, che poi invase il Tibet, ma questa &egrave;<a href="http://www.freetibet.org/"> un&#39;altra storia</a>. A quanto pare neanche la realt&agrave; &egrave; un pranzo di gala. Il senso dell&#39;<strong>Illuminazione</strong>, nei canoni buddhisti, &egrave; questo: accettare la realt&agrave;, superare le contraddizioni, divenire perfettamente coscienti. Solo allora non occorrer&agrave; studiare segnali di riconoscimento.</p>
<p>La luce dell&#39;Illuminazione e quella che proietta ombre nella caverna platonica &egrave; assimilabile alla Verit&agrave;. Quello di<strong> Verit&agrave; &egrave; un concetto complesso</strong>. La si pu&ograve; intendere come funzione, per semplificare la questione. La Verit&agrave; non &egrave; direttamente osservabile, ma si manifesta nella capacit&agrave; di rendere la Realt&agrave;, con la <em>erre </em>maiuscola, se non manifesta almeno pensabile. Io mi accontento della definizione di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Morgan_%28cantante%29">Morgan</a>, secondo cui la <font face="Times New Roman, serif">&laquo;</font><strong><font>verit&agrave; si mostra solamente a chi sa sopportarla</font></strong><font face="Times New Roman, serif">&raquo;</font><font> e</font><font> </font><font face="Times New Roman, serif">&laquo;</font><font>non &egrave; nei fatti ma nei sentimenti</font><font face="Times New Roman, serif">&raquo;</font><font>. Forse una definizione poco rigorosa, ma se si accetta di essere ricoperti dal velo di Maya il concetto stesso di rigore diviene relativo.</font> Ad avvicinarsi alla realt&agrave;, o alla verit&agrave;, anche se per poca cosa, &egrave; allora per Montale di nuovo la moglie:</p>
<blockquote>
<p>[...] Erano ingenui<br />
		quei furbi e non sapevano<br />
		di essere loro il tuo zimbello:<br />
		di esser visti anche al buio e smascherati<br />
		da un tuo senso infallibile, dal tuo<br />
		radar di pipistrello.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: right">Alessandro Pollini</p>
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		<title>Costellazioni: unisci i punti per trovare te stesso</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 08:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Viola Bianchetti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Dante]]></category>
		<category><![CDATA[Feuerbach]]></category>
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		<category><![CDATA[Viola Bianchetti]]></category>

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		<description><![CDATA[<div><img width="570" height="300" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/10/universo590-570x300.jpg" class="attachment-forpost wp-post-image" alt="universo590" title="universo590" style="margin-bottom: 5px;" /></div>Il cielo stellato ha ispirato artisti e poeti di tutte le epoche. Ma qual è il motivo del suo fascino millenario? Che cosa evoca la visione della volta celeste? Che messaggio legge l'uomo negli astri? <a href="http://www.finzionimagazine.it/libri/diagonali/costellazioni-unisci-i-punti-per-trovare-te-stesso/">Continua a leggere</a>
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<p>La prima reazione di fronte al cielo notturno &egrave; sempre una vertigine allo stomaco: non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; niente a frapporsi fra te e l&rsquo;infinito, il misterioso, l&rsquo;insondabile. Si avverte quel senso di piccolezza, di impotenza, di ingenuo e ancestrale stupore suscitato dal riconoscimento di una forza sovrumana, inesplicabile. &laquo;Poich&eacute; infine che &egrave; mai l&rsquo;uomo nella natura? Un nulla rispetto all&rsquo;infinito, un tutto rispetto al nulla, una via di mezzo fra nulla e tutto&raquo; Ci ricorda Pascal nei <em>Frammenti</em>.</p>
<p>Ma dinanzi allo spettacolo sublime del firmamento l&rsquo;uomo comincia anche a chiedersi quale sia la sua origine, natura, struttura. Tenta di ordinare e razionalizzare l&rsquo;infinito e il misterioso. Oppure, mosso dal medesimo desiderio di comprendere, riempie il cielo di storie e immagini, associando ad ogni manciata di stelle un mito e trasformando la volta celeste nel pi&ugrave; colossale e meraviglioso poema mai scritto. E queste due interpretazioni non confliggono. Qui sta l&rsquo;autentica magia degli astri: sapere che quei punti luminosi sparsi su una semisfera nera sono ammassi di idrogeno ed elio arroventati da miliardi di reazioni di fusione termonucleare non toglie nulla alla verit&agrave; altrettanto valida che esse sono semidei gemelli, una ninfa tramutata in orsa e inseguita da una muta di cani, le gocce del latte sgorgato dal seno di Era, oppure una fanciulla indomita come in Stardust, di Neil Gaiman.</p>
<p>Questa &egrave; la filosofia, a cui non basta n&eacute; la sola conoscenza scientifica n&eacute; la sola fantasia ed immaginazione, e per questo trova nell&rsquo;osservazione del firmamento il suo stimolo pi&ugrave; alto. &laquo;I primi filosofi erano astronomi. Il cielo rammenta all&rsquo;uomo il suo destino, gli rammenta che non &egrave; chiamato solo ad agire, ma anche a contemplare&raquo; dice Feuerbach nell&rsquo;<em>Essenza del cristianesimo</em>. E Kant aggiunge con la sua perentoriet&agrave; teutonica: &laquo;Due cose riempiono l&rsquo;animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente [&hellip;]: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me.&raquo;. Confrontarsi con l&rsquo;infinito del cosmo ci porta a rivolgere lo sguardo all&rsquo;abisso speculare che si apre dentro di noi, a interrogarci con altrettanto sgomento e scrupolo sulla nostra identit&agrave;, essenza, scopo.</p>
<p>Guardare le stelle &egrave; l&rsquo;atto che per eccellenza nobilita l&rsquo;uomo: lo riscatta dalle tenebre dell&rsquo;abiezione e della bestialit&agrave;, in cui sprofonda inevitabilmente quando smarrisce il desiderio di comprendere se stesso e il mondo e la creativit&agrave; che la contemplazione della volta celeste gli trasmette. &laquo;E quindi uscimmo a riveder le stelle.&raquo; Sospira Dante al termine della sua terribile discesa nelle viscere infernali. Rivedere le stelle significa riconquistare una condizione di piena dignit&agrave; umana, significa ritrovare se stessi al proprio grado pi&ugrave; alto, in armonia con il cosmo.</p>
<p style="text-align: right">Viola Bianchetti</p>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 08:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Pollini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diagonali]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Pollini]]></category>

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<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wilfred_%28serie_televisiva_2011%29">Wilfred</a> ancora non &egrave; uscito in Italia, ma si trova in lingua originale e consiglio a tutti di vederlo. La soria &egrave; semplice: a Ryan, interpretato da Elijah Wood, quello che faceva Frodo, viene chiesto di accudire Wilfred, il cane della vicina di casa. <strong>Tutti lo vedono come un cane tranne Ryan, che lo vede come un essere umano.</strong> Una serie di avventure esilaranti portano Ryan a cambiare la propria vita. <strong>Poi entrambi fumano il bong sul divano.</strong></p>
<p><strong>Non &egrave; Wilfred l&#039;unico cane a rendere pi&ugrave; umano il padrone.</strong> La storia della lettararura &egrave; piena di esempi, a partire dai pi&ugrave; antichi. <strong>Ulisse </strong>&egrave; il pi&ugrave; forte, il pi&ugrave; figo, l&#039;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Humphrey_Bogart">Humphrey Bogart</a> ellenico che acceca ciclopi, sopravvive a sirene e chi pi&ugrave; ne ha pi&ugrave; ne metta. Durante il suo ritorno piange solo in una occasione.</p>
<blockquote>
<p>Cos&igrave; dicen tra lor, quando Argo il cane,<br />
		ch&#039;ivi giacea, del paziente Ulisse,<br />
		la testa ed ambo sollev&ograve; gli orecchi.<br />
		Nutrillo un giorno di sua man l&#039;eroe,<br />
		ma corne, spinto dal suo fato a Troia,<br />
		poco frutto pot&egrave;. Bens&igrave; condurlo<br />
		contro i lepri ed i cervi e le silvesttri<br />
		capre solea la giovent&ugrave; robusta.<br />
		Negletto allor giacea nel molto fimo<br />
		di muli e buoi sparso alle porte innanzi,<br />
		finch&egrave; i poderi a fecondar d&#039;Ulisse,<br />
		nel togliessero i servi. Ivi il buon cane,<br />
		di turpi zecche pien corcato stava.<br />
		Com&#039;egli vide il suo signor pi&ugrave; presso,<br />
		e, bench&egrave; tra que cenci, il riconobbe,<br />
		squass&ograve; la coda festeggiando, ed ambe<br />
		le orecchie che drizzate, avea da prima,<br />
		cader lasci&ograve;: ma incontro al suo signore<br />
		muover, siccome un d&igrave;, gli fu disdetto.<br />
		Ulisse riguardatolo, s&#039;asterse<br />
		con man furtiva dalla guancia il pianto.</p>
</blockquote>
<p>Travestito da mendicante incontra<strong> il cane Argo, il primo a riconoscerlo, in attesa del ritorno del padrone per lasciarsi morire.</strong> Il passare del tempo &egrave; segnato ne<em> Il barone rampante</em> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italo_Calvino">Italo Calvino</a> da un altro cane: il simpatico bassotto Ottimo Massimo.</p>
<blockquote>
<p>Eppure Cosimo cominciava ad accorgersi del tempo che passava, e il segno era il bassotto Ottimo Massimo che stava diventando vecchio e non aveva pi&ugrave; voglia di unirsi alle mute dei segugi dietro alle volpi n&eacute; tentava pi&ugrave; assurdi amori con cagne alane o mastine. Era sempre accucciato, come se per la pochissima distanza che separava la sua pancia da terra quand&#039;era in piedi non valesse la pena di tenersi ritto.</p>
</blockquote>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Benni">Stefano Benni</a> parla spesso di animali, e in<em> Margherita Dolcevita</em> prima ci regala una descrizione esilarante del<strong> cane Pisolo</strong>, poi lo utilizza come<strong> incarnazione e metafora della bellezza.</strong></p>
<blockquote>
<p>Mio nonno dice che ogni bellezza &egrave; complicata, e che Pisolo &egrave; come una casa, o come il mondo intero. In ogni casa ci sono il salotto buono, il bagno sfavillante e i mobili antichi, ma anche il ripostiglio polveroso, le tubature viscide e i tarli che rodono, la stanza dei giochi e la cantina oscura che spaventa e attrae noi bambini. In ogni casa che crediamo di conoscere bene c&#039;&egrave; sempre qualcosa di dimenticato, di nascosto. Un cassetto chiuso, con un coltello insanguinato in mezzo ai tranquilli cucchiaini. E nel giardino scopriamo una misteriosa scritta su un albero, o un fiore mai visto, nella strada che percorriamo tutti i giorni c&#039;&egrave; un vicolo buio, nella citt&agrave; scorre un fiume sotterraneo, e nel nostro paese vive nascosta una banda di assassini.<br />
		Ma Pisolo non &egrave; una metafora, &egrave; carne, pelo e avorio, ha sentimenti e ricordi.</p>
</blockquote>
<p>Non &egrave; un caso se <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Daniel_Pennac">Daniel Pennac</a> ci fa notare che &laquo;Uno crede di portare fuori il cane a fare pip&igrave; mezzogiorno e sera. Grave errore: <strong>sono i cani che ci invitano due volte al giorno alla meditazione</strong>&raquo;.</p>
<p style="text-align: right">Alessandro Pollini</p>
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		<title>Dietor, Čechov e gli ubriachi</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 08:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Licia Ambu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diagonali]]></category>
		<category><![CDATA[Anton Cechov]]></category>
		<category><![CDATA[feat-libri]]></category>
		<category><![CDATA[Licia Ambu]]></category>
		<category><![CDATA[Senza trama e senza finale]]></category>

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		<description><![CDATA[<div><img width="570" height="300" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/09/lampione-ubriaco-570x300.jpg" class="attachment-forpost wp-post-image" alt="lampione ubriaco" title="lampione ubriaco" style="margin-bottom: 5px;" /></div>Certi scrittori sono malefici, sempre a prendersela coi più deboli. Peggio delle suocere. <a href="http://www.finzionimagazine.it/libri/diagonali/dietor-checov-e-gli-ubriachi/">Continua a leggere</a>
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<p>A parte le volte in cui cercano di convincermi che il dietor nel caff&egrave; &egrave; cosa buona e giusta, quel che non sopporto sono i soggetti che se la prendono con i pi&ugrave; deboli. Le vecchie armate di battipanni con i bambini, le suocere con generi e nuore, i fiorai con gli innamorati. Insomma, non lo trovate sleale anche voi?</p>
<p>Se cosi &egrave;, non potrete che convenire che certi scrittori sono malefici. Gli innamorati, gli adolescenti, i cittadini (di pi&ugrave; ordine e grado) ad esempio. Ogges&ugrave;mio, ma perch&eacute;? Insomma non vi sembrano categorie gi&agrave; piene di grane? D&rsquo;accordo ci sono sfumature, ma gli scrittori sono o non sono quei tali che sanno convincerti che non sei l&rsquo;unico a pensare quello che pensi e quindi in effetti non sei solo? Ci sono classici o anche roba recente che vale la pena e vedremo fra dieci anni, ma qualcosa hanno saputo dare. Altre volte per&ograve; sembra ci siano prose fatte per parlarsi sopra o rifugiarsi in luoghi comuni che pi&ugrave; che dar strumenti chiudi il libro e pensi grazie ma gi&agrave; lo sapevo tutto questo, quindi? Ti metteresti a cercare il valore aggiunto ma mica c&rsquo;&egrave;. Io mi aspetto qualcosa anche se compro un libro per pura evasione (differente molto dalla banalit&agrave;), peggio mi sento se parliamo di saggistica. Sbaglio? Oppure la questione va posta in termini differenti ovvero: si pu&oacute; scovare fertilit&agrave; in ogni libro? Ah, la potenza delle storie&hellip;</p>
<blockquote>
<p>Non mi piace, per&ograve;, che abbia esordito con un racconto sugli ubriachi. Fategli notare che descrivere l&rsquo;ubriachezza per il gusto di riportare qualche facezia da ubriaco, &egrave; una specie di cinismo. Non v&rsquo;&egrave; nulla di pi&ugrave; facile che dar addosso alla gente sbronza&hellip;</p>
<p>(A. Čechov, <em>Senza trama e senza finale</em>, minimum fax, 2002)</p>
</blockquote>
<p>Questo lo scriveva nel 1886 Anton Čechov a Nikolaj Lejkin. Sono passati alcuni mesi ma come dargli torto? Vien fatto di pensare che a volte questi ubriachi siamo un po&rsquo; noi lettori. Punto di domanda.</p>
<p style="text-align: right; ">Licia Ambu</p>
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