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	<title>Finzioni &#187; Fuori Collana</title>
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	<description>Progetto di lettura creativa</description>
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		<title>Il senso al cubo</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 13:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edoardo Lucatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuori Collana]]></category>
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		<description><![CDATA[<div><img width="570" height="300" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/09/sculturaedo-570x300.jpg" class="attachment-forpost wp-post-image" alt="sculturaedo" title="sculturaedo" style="margin-bottom: 5px;" /></div>Benvenuti nel frangente. Il Libretto rosa di Finzioni esce nel momento giusto. Affermare la lettura creativa, praticandola e imponendone a gomitate il paradigma, costituisce l’operazione culturalmente più attuale nella quale ci si possa impegnare quest’anno, in questi giorni, in queste ore. <a href="http://www.finzionimagazine.it/extra/fuori-collana/il-senso-al-cubo/">Continua a leggere</a>
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><img width="570" height="300" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/09/sculturaedo-570x300.jpg" class="attachment-forpost wp-post-image" alt="sculturaedo" title="sculturaedo" style="margin-bottom: 5px;" /></div><p style="text-align: right; "><span style="font-size:10px;"><em><font class="Apple-style-span">David Cerny -&nbsp;Permanentn&iacute; instalace v FUTURA gallery Praha</font></em></span></p>
<p style="text-align: left; "><em>Magari non ve ne accorgerete nemmeno, ma questo articolo &egrave; un po&#39; pi&ugrave; lungo del solito. Abbiamo deciso di non tagliarlo n&eacute; dividerlo in pi&ugrave; puntate perch&eacute; solo nella sua interezza riesce a esprimere profondamente le sue idee. Dalla nascita del progetto Finzioni, fino al nostro recente Libretto rosa, il concetto di lettura creativa ci ha sempre guidato e ha sempre costituito l&#39;ossatura del nostro lavoro culturale. Edoardo Lucatti, penna storica di Finzioni, si inserisce nell&#39;attualissimo dibattito tra postmodernismo e neorealismo spiegando come la lettura creativa possa, e debba, mettere d&#39;accordo un po&#39; tutti.&nbsp;</em></p>
<p><em>Per facilitare la lettura vi indichiamo un servizio, <a href="http://www.instapaper.com/">Instapaper</a>, che&nbsp;consente di scaricare contenuti dalla rete (sopratuttto testi) e leggerli con tutta calma su quasi tutti i </em>device <em>in commercio. Se invece volete godervi la magnifica cornice grafica del nostro sito e scrollare per un quarto d&#39;ora ansiosi di commentare con papiri altrettanto lunghi, siete sempre i benvenuti.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La lettura creativa, il funerale del Postmoderno e il battesimo del New Realism</strong></p>
<p>Benvenuti nel frangente. Il <a href="http://www.finzionimagazine.it/category/finzioni/il-libretto-rosa-di-finzioni/">Libretto rosa</a> di Finzioni esce nel momento giusto. Affermare la lettura creativa, praticandola e imponendone a gomitate il paradigma, costituisce l&rsquo;operazione culturalmente pi&ugrave; attuale nella quale ci si possa impegnare quest&rsquo;anno, in questi giorni, in queste ore. &Egrave; in corso, infatti, una battaglia la cui vittoria &ndash; pensate un po&rsquo; &#8211; potrebbe arridere proprio a chi sappia giocarsi come si deve la carta della lettura creativa. E allora una cosa vale la pena dirla subito, e dirla chiara. Non spiegheremo al Pianeta cosa sia, in s&eacute;, la lettura creativa. Sarebbe un cattedrismo foriero di cronica orchite. Vi racconteremo, piuttosto, una grande guerra di idee e lo faremo dal punto di vista dell&rsquo;arma che secondo noi potrebbe risolverla: la lettura creativa.</p>
<p>Veniamo allo scontro. Da qualche tempo il mondo della cultura &egrave; attraversato dal dubbio che &ldquo;postmodernismo&rdquo; e &ldquo;pensiero debole&rdquo; <em>non siano pi&ugrave; di moda</em> oppure, con un tono pi&ugrave; teoretico che indori il pillolone, che <em>non riescano pi&ugrave; a governare la crescente dissimmetria fra mondo e rappresentazioni dello stesso</em>. Orchite <em>again</em>, insomma. Se per&ograve;, come ha detto Jean Cocteau, &ldquo;il genio &egrave; la punta estrema del senso pratico&rdquo;, bisogner&agrave; pur capire cosa ne venga a noi di tutte queste manfrine. Occorre dunque strappare ai paroloni dei filosofi 1) il succo di quanto vanno menando e 2) il varco verso la lettura creativa.</p>
<p>Postmodernismo? Pensiero debole? E che roba &egrave;? Siamo sicuri che ce ne freghi davvero qualcosa? Ma vi pare che dei giovani in buona salute debbano perdere del tempo prezioso a chiedersi cosa siano &lsquo;ste fregnacce qua? In realt&agrave;, diriffaodiraffa, <em>un po&rsquo; si sa</em>. Se sfogliate anche solo distrattamente le pagine culturali dei quotidiani, se guardate qualche rotocalco di costume e societ&agrave; e se frequentate quei locali in cui la risacca universitoide si mescola alle mode intellettuali del momento, &ldquo;postmodernismo&rdquo; e &ldquo;pensiero debole&rdquo; non vi saranno del tutto estranei. Sono 32 anni, alla fine, che se ne parla. &Egrave; da 32 anni, per la precisione, che saremmo postmoderni, al punto che qualcuno &#8211; di recente &#8211; ha detto: &ldquo;Anche basta&rdquo;. Ma basta con cosa? Basta con chi? Vogliamo dirlo o no? Nel tentativo di mantenere un clima da stadio che non moderi i toni e favorisca lo scontro, andremo avanti per vulgate. Guai, del resto, a farla troppo seria. Se vedete l&rsquo;onest&agrave; intellettuale, dietele che da questa parti non tira una bella aria.</p>
<p>Il fatto o l&rsquo;interpretazione? A voi cosa piace di pi&ugrave;? Il postmodernista, con il suo bel pensiero debole, tifa a pieni polmoni per l&rsquo;interpretazione, vuoi perch&eacute; anche l&rsquo;interpretazione &#8211; a suo modo &#8211; &egrave; un fatto mica da ridere, vuoi perch&eacute; i fatti nudi e crudi, alla fine della fiera, non sarebbero conoscibili se non attraverso la mediazione di un&rsquo;interpretazione capace di presentarceli. Il postmodernismo nasce dunque come rifiuto dell&rsquo;immediatezza, come rifiuto &#8211; per cos&igrave; dire &#8211; della <em>verginit&agrave;</em> del fatto. Essere postmoderni significa fare un po&rsquo; gli scafati e mostrarsi consapevoli che il fatto <em>in s&eacute; e per s&eacute;</em>, evidenza empirica che altri ingenuotti vorrebbero sufficiente a se stessa, &egrave; una gran chimera. Come ha scritto Vattimo su Repubblica, si tratterebbe di &ldquo;prender atto che la cosiddetta Verit&agrave; (al cui tempio aveva pregato l&rsquo;intera &#8211; e interamente prona &#8211; filosofia moderna) &egrave; un affare di potere&rdquo;. Vero, allora, sarebbe non gi&agrave; quello che corrisponde a come stanno realmente le cose bens&igrave;, pi&ugrave; culturalmente, quello che viene detto o attestato dalla voce che conta di pi&ugrave;. A monte di questa disperata conclusione politica, che mette davvero tristezza e alla quale il postmodernismo &egrave; giunto dopo aver capito che fra tutte le interpretazioni, purtroppo, ce n&rsquo;&egrave; sempre qualcuna pi&ugrave; ammanicata delle altre, c&rsquo;erano in realt&agrave; idee ben pi&ugrave; ottimiste. Si era infatti sperato che, pensionando il mito dell&rsquo;oggettivit&agrave; delle cose e fregandosene della loro introvabile <em>aletheia</em> (&ldquo;stato disvelato&rdquo;), ci si sarebbe affrancati da una gran fatica di Sisifo.</p>
<p>Il linguaggio, esentato dal vaglio verocondizionale<a href="#_ftn1" name="_ftnref1" title="">[1]</a> come un diciottenne dal servizio militare, sarebbe cos&igrave; diventato un luogo demiurgico, in cui progettare i mondi e le realt&agrave; in cui abitare. Mondi e realt&agrave;, per intenderci, a cui si sarebbe richiesto non pi&ugrave; di sussistere (come invece chiedeva Wittgenstein agli stati di cose) ma solo di funzionare, fruttare, avere senso, far ridere, amare, piangere, pensare. Un gran viaggio, insomma, in cui <em>al mondo come banco di prova della frase finiva per sostituirsi la frase come mondo in prova</em>. Proprio per questo, nell&rsquo;etica e nell&rsquo;estetica postmoderne, la letteratura funziona non gi&agrave; come rappresentazione del reale, bens&igrave; &#8211; <em>d&rsquo;embl&eacute;e</em> &#8211; come suo paradigma. Pi&ugrave; facile: non si &egrave; se non in una storia, e &ldquo;chissene&rdquo; se la storia non &egrave; vera. Ancora pochi giorni fa, incalzata da un sordido manipolo di fenomenologi, una mia amica &#8211; eroicamente ancorata all&rsquo;intima esigenza di discernere le cose serie e fondate dalle panzane &#8211; si &egrave; sentita dire: &ldquo;Ah Chi&agrave; (si chiama Chiara, ndr), semo fenomenologi. Nun ce &lsquo;nteressa il vero e il falso. Ce &lsquo;nteressano gli effetti&rdquo;. Ecco, il postmodernismo &egrave; sta roba qui: &ldquo;effetti&rdquo; da tutte le parti.</p>
<p>Dopo trent&rsquo;anni, per&ograve;, a qualcuno &egrave; venuto in mente che proprio gli &ldquo;effetti&rdquo; e, segnatamente, i tanto declamati <em>effetti della crisi</em> tenderebbero a mostrare come la verit&agrave; non soltanto sussista ma finisca, nelle sue note pi&ugrave; crude, per imporsi su qualunque altro effetto. Si tratterebbe, se vogliamo, dell&rsquo;effetto primario, dell&rsquo;effetto verit&agrave;, quello che fa saltare il banco, mandando a quel paese tutte le belle storie nelle quali i postmodernisti avevano deciso di vivere. Quali storie? Boh, per esempio quella secondo cui lo sviluppo dei mezzi di comunicazione avrebbe democratizzato il pianeta, dando voce a tutti. Storie cos&igrave;, fatte di speranze verosimili e di verit&agrave; sperabili. &ldquo;Gli ultimi anni &#8211; dice Maurizio Ferraris &#8211; hanno insegnato che il primato delle interpretazioni sopra i fatti non ha avuto gli esiti di emancipazione che si immaginavano illustri filosofi&rdquo;. Pensavate che i nuovi media vi avrebbero resi pi&ugrave; liberi? Col cazzo! Potrete forse raccontarvi su facebook cosa state pensando e cosa vi piace ma intanto i grossi broadcaster sono sempre gli stessi. Anzi: sono sempre pi&ugrave; grossi e sempre pi&ugrave; stronzi. Una botta di verit&agrave;, insomma. &ldquo;Personalmente &#8211; aggiunge Ferraris &#8211; sono convinto che proprio la realt&agrave;, per esempio il fatto che &egrave; vero che il lupo sta a monte e l&rsquo;agnello sta a valle, dunque non pu&ograve; intorbidirgli l&rsquo;acqua, sia la base per ristabilire la giustizia&rdquo;. Di qui l&rsquo;idea che bisognerebbe piantarla con il postmodernismo e tornare ad essere realisti. Ferraris, per l&rsquo;appunto, &egrave; favorevole a una sorta di New Realism, un pensiero che non si rassegni a dire che la verit&agrave; &egrave; un affare di potere ma che sappia, all&rsquo;opposto, recuperare la verit&agrave; per quello che essa &egrave; (&ldquo;il fatto che &egrave; vero che&rdquo;, dice lui), facendone un vero e proprio contropotere da sbattere in faccia a chi ci racconta palle su palle (il milione di posti di lavoro, la cucina pi&ugrave; amata dagli italiani, la nuova 500 che appartiene a tutti noi). Se non ammettiamo che questa missione &egrave; quantomeno possibile, conclude Ferraris rivolgendosi proprio a Vattimo, &ldquo;che cosa stiamo a fare qui? Se diciamo che la cosiddetta verit&agrave; &egrave; un affare di potere, perch&eacute; abbiamo fatto i filosofi invece che i maghi?&rdquo;.</p>
<p>Eh gi&agrave;, caro Ferraris. Perch&eacute;? Difficile rispondere. Noi altri poi, che passiamo il tempo a leggere libri per farci sopra quattro chiacchiere, non capiamo nemmeno <em>a che pro</em> dovremmo rispondere. E non gi&agrave; perch&eacute; la questione non ci interessi, bens&igrave; perch&eacute; tale questione &ndash; in tutta franchezza &#8211; l&rsquo;abbiamo risolta da un pezzo.</p>
<p>Sbadabam!</p>
<p>Nella lettura creativa, infatti, realismo e postmodernismo vanno cos&igrave; d&rsquo;accordo che quasi non ci si crede. Ogni tanto, va detto, diamo loro un&rsquo;occhiata per controllare che non si azzuffino, ma &egrave; una prudenza fin eccessiva perch&eacute;, e qui sta il segreto, nel posto in cui noi li facciamo giocare c&rsquo;&egrave; pane per i denti di entrambi. A zonzo fra librerie e biblioteche, in effetti, <em>non soltanto razzoliamo &#8211; assai postmodernamente &#8211; fra le storie ma finiamo al contempo per riconoscerle &#8211; modernamente &#8211; come un vero e proprio Dominio</em>, nell&rsquo;accezione che di questo termine hanno dato e danno i filosofi del linguaggio. Le storie, o i libri che le contengono, sono dunque un insieme trascelto di esistenti che individua il piano del Reale al quale ogni nostro cenno &egrave; commisurato e parametrato, non essendo cenno se non in funzione del suo particolare rapporto con quello stesso piano, cui per l&rsquo;appunto accenna. Ok, ok, tenete gi&ugrave; quelle spallucce saccenti e risentite. Sappiamo anche noi che, cos&igrave; parlando, non si &egrave; ancora detto nulla. Troppo sbrigativi, questi qui di Finzioni. Cosa pensano di essersi inventati? L&rsquo;acqua calda? Un qualunque libraio ha per dominio dei libri e delle storie, ma non sar&agrave; certo questo misero profilo occupazionale a fare di lui la cerniera fra postmodernismo e new-realism. Eh no, in effetti no. Tocca, quindi, affondare il colpo.</p>
<p>Tanto per cominciare, non di un solo tipo di storie vive l&rsquo;uomo. La postmodernit&agrave;, in questo senso, ha disseppellito racconti e narrazioni pressoch&eacute; ovunque e, soprattutto, ben al di l&agrave; della pagina letteraria, riconoscendo loro lo statuto di <em>schemi </em>- nell&rsquo;accezione kantiana del termine &#8211; ai quali ricorrere per costruire senso, significato, pensiero, mondo o mondi. Nelle pagine di <em>Culture in Mind: Cognition, Culture, and the Problem of Meaning </em>(1996), ad esempio, Bradd Shore afferma che</p>
<blockquote>
<p>il ruolo del racconto nella costruzione di senso si chiarisce in modo particolare seguendo gli avvenimenti anomali o altrimenti inquietanti. [&hellip;] Per il normale individuo, qualsiasi fatto inatteso &egrave; relativamente difficile da ammettere fino al momento in cui viene rielaborato in una forma accettabile. Seguendo tali fatti inquietanti, la gente [&hellip;] racconta pi&ugrave; volte la storia fino a quando gli avvenimenti vengono gradualmente addomesticati e ricondotti a uno o pi&ugrave; racconti coerenti e condivisi che circolano nella comunit&agrave; dei compagni di sventura. [&hellip;] Attraverso il racconto lo strano e il familiare si coniugano in una valida relazione (Shore 1996: 58).</p>
</blockquote>
<p>E bravo il nostro Bradd Shore. Come tutti i biologi mancati dell&rsquo;aia cognitivista, anche il vecchio Bradd affronta il fatto culturale come un Coroner di CSI imbottito di antiemetici: ricerca psicometrica di invarianti, universalit&agrave; e neurocentrismi. Alla fine la conclusione &egrave; sempre la stessa: il senso delle cose anomale che ci capitano si trova cercando racconti la dove non c&rsquo;&egrave; che vita. Alla piega innatista, per cui questa risoluzione narrativa del vivere sarebbe propria della natura umana, si aggiunge allora un&rsquo;altra piega, quella medicale: non capire (o non trovare il senso) &egrave; uno &ldquo;stare male&rdquo; a cui la mente, partorendo storielle, oppone le proprie cure palliative. L&rsquo;idea, quasi nutriceutica, di riportarci sempre e comunque in piena salute, rivela un&rsquo;ossessione sullo sfondo della quale letteratura e fitness finiscono per assolvere alla stessa funzione: stare bene, avere chiappe e cervello ben tonificati. Tutte faccende molto cognitiviste e, segnatamente, molto americane. Puah.</p>
<p>Siate onesti: cosa mai volete inventare facendo una storiella con le quattro sfighe che costellano la vostra settimana? Non vi sentite un po&rsquo; come quei bimbi a cui la maestra chiede di comporre una storia che abbia dentro, almeno, &ldquo;un cavallo, una carota, un treno, sette indiani, un vecchio e la notte&rdquo;? &Egrave; forse questa la lettura creativa? No, vi prego. Non c&rsquo;&egrave; niente di creativo nel guinzagliare la vita alla legge del racconto. La morsa lutulenta che volge il bios nel mythos delega alla punteggiatura financo i peti e toglie al caso la provvida impertinenza che lo rende degno d&rsquo;essere vissuto. Pensiamoci: se la sintassi &egrave; questo modo di porre le cose in linea, una di seguito all&rsquo;altra, ben distese sul letto sequenziale della riga, b&egrave;, allora il gesto di volgere il bios nel mythos ha qualcosa di intimamente sdraiante e mortifero. Esso infatti corica la vita nella riga del testo, nella bara d&rsquo;un intreccio a cui non pu&ograve; far seguito che un codice a barre, o un prezzo. Ma davvero i lettori creativi sono tali per quel tanto che s&rsquo;atteggiano a s&igrave; miseri becchini? No, no davvero.</p>
<p>S&rsquo;attardino altri a riportare l&rsquo;anomalo al racconto, la vita al mito. Al lettore creativo interessa l&rsquo;esatto opposto: riportare il racconto all&rsquo;anomalo, il mito alla vita, riattivare le linee di fuga occultate dalla chiosa testuale per intravedere non soltanto dove-potrebbero-andare-a-parare-se (estensioni alternative) ma anche di quale vivo fondo non forniscano &#8211; sulla pagina &#8211; che un&rsquo;emergenza appena pi&ugrave; vistosa delle altre (intensit&agrave; concomitanti). Il lettore creativo conosce e venera il rispetto del testo, ma la liturgia che osserva &egrave; tutta sua e non contempla sacerdoti che si arroghino il diritto di predigerirgli il boccone. Nei confronti della propria materia prima, in fondo, egli &egrave; simile al cuoco, che certamente rispetta l&rsquo;ingrediente ma nella precisa misura in cui pu&ograve; farne <em>altro</em>: un piatto, una portata, una pietanza. Un rispetto, dunque, non gi&agrave; conservativo o mnestico (che rinvierebbe pi&ugrave; volentieri all&rsquo;archivistica) bens&igrave; evolutivo, capace di far passare il testo attraverso stati diversi, come capita &#8211; per l&rsquo;appunto &#8211; all&rsquo;ingrediente. Il lettore creativo, allora, lungi dal dedicare la sua retina al calco o alla copia, le chiede &#8211; piuttosto &#8211; di espandere (o contrarre) ci&ograve; che vede, esercitando cos&igrave; sul testo trazioni (e cotture) che portano il suo senso a subire variazioni volumetriche e, per questa via, a rivelare densit&agrave; non ancora sondate, spessori non ancora avvertiti, profondit&agrave; non ancora esplorate. Per questo motivo non vi racconteremo mai De Quincey, Elliot, Bunker e Susanna Tamaro. No. Noi ve li salteremo in padella, ve li faremo al cartoccio, ve li stuferemo (la letteratura &egrave; del resto noiosa), qualunque cosa questo significhi, qualunque cosa &#8211; soprattutto &#8211; ne derivi. La lettura creativa fornisce cos&igrave; l&rsquo;equivalente umanistico d&rsquo;un gesto chimico, ricerca delle reagenze letterarie che persegue il cambiamento di stato e, di qui, la liberazione dei volumi di senso che il testo nasconde sotto il mendace irenismo della superficie della pagina.</p>
<p>Siete dunque autorizzati a considerare le letture creative come libri paralleli, ma solo se avrete il coraggio di riconoscere l&rsquo;esatta natura del &ldquo;parallelo&rdquo;. Uno dei massimi teorici della lettura creativa, Giorgio Manganelli, ha speso sull&rsquo;argomento parole splendide:</p>
<blockquote>
<p>&ldquo;Si suppone in genere che un &laquo;libro parallelo&raquo; sia un testo scritto accanto ad altro, gi&agrave; esistente libro, una lamina scritta che mima le dimensioni e le forme di altra lamina (&hellip;); avrebbe dunque del commento e della parafrasi (&hellip;). In realt&agrave;, chiunque si accinga al compito deliziosamente servile di trascrivere, decifrare, disenigmaticare (&hellip;) presto si accorge che quella lamina che va graffiando, per quanto esile ed esigua, non &egrave; mai parallela all&rsquo;esterno del libro; ed in breve anzi si accorger&agrave; che la lamina ha un suo modo di conformarsi, per cui il &ldquo;libro parallelo&rdquo; &egrave; tale all&rsquo;interno del libro che persegue. Insomma, si immagini che il libro di cui si vuol disporre la struttura parallela sia non gi&agrave; simile a lamina inscritta, ma piuttosto ad un cubo: ora, se il libro &egrave; cubico, e dunque a tre dimensioni, esso &egrave; percorribile non solo secondo il sentiero delle parole sulla pagina, coatto e grammaticalmente garantito, ma secondo altri itinerari, diversamente usando i modi per collegare parole e interpunzioni, lacune e &laquo;a capo&raquo;.&rdquo;</p>
</blockquote>
<p>Il parallelo, dunque, rivela esattamente il volume, il volume <em>in cui</em> &egrave; parallelo, perch&eacute; il parallelo non si istituisce se non per segnalare il volume nel quale sono coinvolte le cose di cui si d&agrave; parallelismo: &ldquo;&egrave; inganno tipografico &#8211; aggiunge sempre Manganelli &#8211; che una pagina abbia lo spessore esiguo su cui, su entrambi i lati, si stampa. Direi che la pagina comincia da quella esigua superificie in bianco e nero, ma si dilunga e si dilata e sprofonda, ed anche emerge e fa bitorzoli, e cola fuori dai margini. Insomma, se qualcosa divaga, &egrave; appunto codesta pagina&rdquo;. Tutta la posta si concentra dunque in questa radicale e assoluta internit&agrave;: la lettura creativa non &egrave; mai <em>di</em>, &egrave; sempre <em>in</em>; produzione interna di percorsi paralleli che riportano il testo alla vita, al suo fondo vitale, al suo spessore, ai suoi cambiamenti di stato. Il lettore creativo non sta mai di fronte alla scrittura, tentando semmai di seguirla, di precederla e alla fine &#8211; se &egrave; davvero cazzuto &#8211; d&rsquo;incedervi e assumerne la guida dall&rsquo;interno.</p>
<p>Come il terrorista sull&rsquo;aereo.</p>
<p>Proprio per questo la sua operazione &egrave; realista e postmoderna a un tempo: non rinuncia a vivere nell&rsquo;interpretazione ma la riceve dalla sostanza stessa che interpreta, modulandone le reagenze &ldquo;secondo altri itinerari&rdquo;. Ecco la <em>inlettura</em>, l&rsquo;unica che possa davvero dirsi creativa senza con ci&ograve; smettere di essere lettura. Essa &ldquo;non vuol essere una divagazione, un leggere a ufo, uno scrivere perditempo (&hellip;). Nulla di ci&ograve; sar&agrave; mai arbitrario, tutto sar&agrave; rigoroso, ubbidiente, devoto&rdquo;. Capito che roba? Leggere in modo creativo significa finirla con il verginellismo del riassunto (leggere e fare riassunti &egrave; come scopare <em>a debita distanza</em>), significa saper dire al testo &ldquo;ci penso io&rdquo; e, soprattutto, significa assumersi un qualche straccio di responsabilit&agrave; che inchiodi la lettura al suo statuto, alla sua poiesi mediopassiva, pensionando lo stucchevole turismo scolare delle antologie letterarie. Un punto mi sembra irrinunciabile, e non &egrave; un punticino del cazzo bens&igrave; il <a href="http://www.finzionimagazine.it/finzioni/il-libretto-rosa-di-finzioni/iii-sono-i-libri-ad-aver-bisogno-di-noi-lettori/">terzo punto</a> del Nonalogo di Finzioni: &ldquo;Sono i libri ad aver bisogno di noi lettori&rdquo;. Non ce la stiamo tirando, &egrave; la pura verit&agrave;. Il lettore, per dirla ancora con il buon Manganelli, &egrave;</p>
<blockquote>
<p>&ldquo;l&rsquo;unico che tenga assieme la dispersa famiglia delle parole (&hellip;) il libro &egrave; una mappa, la pianta di un casale, un palazzo, un castello, una regione, una patria. Codesta painta non ha segni inutili, o neutri, e le lacune, gli iati sono non meno essenziali dei luoghi ove si edifica (&hellip;). Posso sfogliare una pagina, e posso sfogliare una parola, anche andare a capo infinite volte di un a capo, leggere un bianco, tacere un suono, di ogni lettera fare un&rsquo;iniziale (&hellip;). Non possiamo supporre che un testo sia un tuorlo che pu&ograve; produrre innumerevoli autori, e che anzi io stesso altro non sia che uno degli innumerevoli autori del testo? Si suppone che una certa parola, scelta dall&rsquo;autore, come per comodit&agrave; diciamo, abbia il senso che quel tal signore abbia voluto. Insensatezza pi&ugrave; insensata non potrebbe darsi&hellip; direi che le parole hanno tutti i sensi meno quell&rsquo;unico che eventualmente qualcuno abbia cercato di &laquo;mettervi&raquo; (&hellip;). A questo punto, sar&agrave; chiaro che non solo l&rsquo;esistenza dell&rsquo;autore &egrave; improbabile, ma positivamente dannosa, teoricamente un impaccio, un puro e semplice residuo tolemaico (&hellip;). Ne deriva che &egrave; inutile porsi il problema di un testo ne varietur, giacch&eacute; il testo si riconosce appunto dalla sua caratteristica di essere sempre diverso, altrove, fuori tempo&rdquo;.</p>
</blockquote>
<p>Per mandare a quel paese l&rsquo;antinomia fra Postmodernismo e New realism, ruttando il nostro scherno in faccia a questa trib&ugrave; di seriosi occhialuti sul piede di guerra, dobbiamo dunque dare fondo a tutte le risorse della nostra formula, affermando cio&egrave; che &ldquo;lettura creativa&rdquo; non &egrave; per niente un paradosso o &#8211; peggio &#8211; un ossimoro. &Egrave; l&rsquo;unica lettura che non sia un calco, &egrave; l&rsquo;unica creazione che non sia un delirio. E allora segnatevi due date. La prima, gi&agrave; trascorsa &#8211; mi sa &#8211; quando leggerete queste righe, &egrave; il 24 settembre, giorno in cui il postmodernismo, ufficialmente, morir&agrave;. A dircelo &egrave; Edward Docx, informandoci che quel giorno si inaugura al Victoria and Albert Museum di Londra la mostra &ldquo;Postmoderno &#8211; Stile e Sovversione 1970-1990&rdquo;. Trattandosi di una retrospettiva, osserva Docx, presuppone necessariamente che il Postmoderno sia finito. Evvabb&egrave;. L&rsquo;altra data non &egrave; ancora fissata, ma cadr&agrave; nella primavera del 2012 quando, a Bonn, si terr&agrave; il convegno che dovrebbe alzare il sipario sulla stagione del New Realism, con un gran ritorno della verit&agrave;, dell&rsquo;autenticit&agrave;, dei valori di una volta (che poi sono sempre quelli del Mulino Bianco) e con un bel fanculo collettivo al narrativismo postmoderno. Yawn. Noi sappiamo gi&agrave; come andr&agrave; a finire, ma proprio per questo sar&agrave; importante essere presenti, fare qualcosa di dinamitardo, parodistico, dissacrante, portando fiocchi azzurri al funerale della postmodernit&agrave; e lapidi al battesimo del New Realism. Ovunque, ovviamente, ci sar&agrave; scritto che la letteratura &egrave; noiosa. E che noi siamo quelli di Finzioni.</p>
<p>&Egrave; probabile che questa sorta di eroismo minore, burlesco ma non tragico, finisca per essere cassato dal mainstream storiografico, che al netto delle proprie mode ha sempre bisogno di lacrime e risate convinte di se stesse. Se di vero eroismo si tratta, per&ograve;, esso trover&agrave; asilo in chi ne continui, altrettanto burlescamente, a godere, come una barzelletta che torni alla mente durante una veglia e vi scolpisca un incauto sorriso. Sulla statua di Cristoforo Colombo, visitabile a New York, ci sono due scritte. La prima, ufficiale, &egrave; stata incisa a memoria dell&rsquo;impresa: &ldquo;Don&ograve; un mondo al mondo&rdquo; &#8211; recita fra le altre cose. La seconda, di molto successiva, &egrave; stata aggiunta da un passante: &ldquo;Comunque &egrave; uno che si era perso&rdquo;.</p>
<p>Inletture, letture creative.</p>
<p>And that&rsquo;s all folks.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<hr align="left" size="1" width="33%" />
<div id="ftn1">
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1" title="">[1]</a> Per vaglio verocondizionale intendiamo una roba del tipo: &ldquo;quali sono le condizioni sotto le quali questa o quella frase sono vere?&rdquo;</p>
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		<title>Fratelli &#8211; parte quarta</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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<a href='http://www.finzionimagazine.it/extra/fuori-collana/fratelli-parte-quarta/attachment/fratelli-c-15-vo/' title='Fratelli C-15 VO'><img width="310" height="150" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/09/Fratelli-C-15-VO-310x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Fratelli C 15 VO 310x150 Fratelli   parte quarta" title="Fratelli C-15 VO" /></a><br />
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<a href='http://www.finzionimagazine.it/extra/fuori-collana/fratelli-parte-quarta/attachment/fratelli-c-17-vo/' title='Fratelli C-17 VO'><img width="310" height="150" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/09/Fratelli-C-17-VO-310x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Fratelli C 17 VO 310x150 Fratelli   parte quarta" title="Fratelli C-17 VO" /></a></p>
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		<title>Fratelli &#8211; parte terza</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 13:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
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<a href='http://www.finzionimagazine.it/extra/fuori-collana/fratelli-parte-terza/attachment/fratelli-c-11-vo/' title='Fratelli C-11 VO'><img width="310" height="150" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/09/Fratelli-C-11-VO-310x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Fratelli C 11 VO 310x150 Fratelli   parte terza" title="Fratelli C-11 VO" /></a><br />
<a href='http://www.finzionimagazine.it/extra/fuori-collana/fratelli-parte-terza/attachment/fratelli-c-12-vo/' title='Fratelli C-12 VO'><img width="310" height="150" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/09/Fratelli-C-12-VO-310x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Fratelli C 12 VO 310x150 Fratelli   parte terza" title="Fratelli C-12 VO" /></a><br />
<a href='http://www.finzionimagazine.it/extra/fuori-collana/fratelli-parte-terza/attachment/fratelli-c-13-vo/' title='Fratelli C-13 VO'><img width="310" height="150" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/09/Fratelli-C-13-VO-310x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Fratelli C 13 VO 310x150 Fratelli   parte terza" title="Fratelli C-13 VO" /></a></p>
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		<title>Fratelli &#8211; parte seconda</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 08:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cirillo</dc:creator>
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<a href='http://www.finzionimagazine.it/extra/fuori-collana/fratelli-parte-seconda/attachment/fratelli-c-07-vo/' title='Fratelli C-07 VO'><img width="310" height="150" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/09/Fratelli-C-07-VO-310x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Fratelli C 07 VO 310x150 Fratelli   parte seconda" title="Fratelli C-07 VO" /></a><br />
<a href='http://www.finzionimagazine.it/extra/fuori-collana/fratelli-parte-seconda/attachment/fratelli-c-08-vo/' title='Fratelli C-08 VO'><img width="310" height="150" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/09/Fratelli-C-08-VO-310x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Fratelli C 08 VO 310x150 Fratelli   parte seconda" title="Fratelli C-08 VO" /></a><br />
<a href='http://www.finzionimagazine.it/extra/fuori-collana/fratelli-parte-seconda/attachment/fratelli-c-09-vo/' title='Fratelli C-09 VO'><img width="310" height="150" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/09/Fratelli-C-09-VO-310x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Fratelli C 09 VO 310x150 Fratelli   parte seconda" title="Fratelli C-09 VO" /></a></p>
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		<title>Fratelli &#8211; parte prima</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 13:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cirillo</dc:creator>
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<a href='http://www.finzionimagazine.it/extra/fuori-collana/fratelli-parte-prima/attachment/fratelli-c-02-vo/' title='Fratelli C-02 VO'><img width="310" height="150" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/08/Fratelli-C-02-VO-310x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Fratelli C 02 VO 310x150 Fratelli   parte prima" title="Fratelli C-02 VO" /></a><br />
<a href='http://www.finzionimagazine.it/extra/fuori-collana/fratelli-parte-prima/attachment/fratelli-c-03-vo/' title='Fratelli C-03 VO'><img width="310" height="150" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/08/Fratelli-C-03-VO-310x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Fratelli C 03 VO 310x150 Fratelli   parte prima" title="Fratelli C-03 VO" /></a><br />
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		<title>I disegnini (non) sono noiosi</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 13:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cirillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuori Collana]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Tota]]></category>
		<category><![CDATA[Coconino Press]]></category>
		<category><![CDATA[feat-extra]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli]]></category>

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		<description><![CDATA[<div><img width="570" height="300" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/08/Fratelli-cover_opt1-570x300.jpg" class="attachment-forpost wp-post-image" alt="Fratelli-cover_opt1" title="Fratelli-cover_opt1" style="margin-bottom: 5px;" /></div>Finalmente, dopo unità e unità di richieste, è arrivato il momento di accostarci in maniera più approfondita al mondo dei fumetti e delle graphic novel. <a href="http://www.finzionimagazine.it/extra/fuori-collana/unanteprima-mondiale-come-se-fosse-la-cosa-piu-normale-del-mondo/">Continua a leggere</a>
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><img width="570" height="300" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/08/Fratelli-cover_opt1-570x300.jpg" class="attachment-forpost wp-post-image" alt="Fratelli-cover_opt1" title="Fratelli-cover_opt1" style="margin-bottom: 5px;" /></div><p><em>Finalmente, dopo unit&agrave; e unit&agrave; di richieste, &egrave; arrivato il momento di accostarci in maniera pi&ugrave; approfondita al mondo dei fumetti e delle graphic novel. Perch&eacute; sono spesso esempi di grande letteratura e, visto che ci hanno pure i disegnini, di primo acchito sono (sembrano) meno noiosi della letteratura tutta scritta. Lo facciamo con un&#39;anteprima mondiale, gentilmente offerta da <a href="http://www.coconinopress.it/">Coconino Press</a>: da domani, per quattro settimane, pubblicheremo degli estratti di &quot;Fratelli&quot;, la nuova graphic novel di <a href="http://www.coconinopress.it/autori/alessandro-tota.html">Alessandro Tota</a>. Alessandro Tota ha gi&agrave; scritto un libro bellissimo, Yeti, che ha vinto talmente tanti premi che fai prima a elencare quelli che non si &egrave; aggiudicato. Benvenuti dunque alla prima prova di quello che un giorno sar&agrave; Finzioni Comics!</em></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>E&#39; un ottimo momento per essere un disegnatore di fumetti, ci si sente quasi presi sul serio. Sembra ci sia la possibilit&agrave; di essere giudicati per quello che si dice, e non per il medium che si utilizza, e i dati di vendita dei libri non potrebbero essere pi&ugrave; incoraggianti:&nbsp; Paying for it, il memoir di Chester Brown sulla sua esperienza con le prostitute &egrave; un best-seller negli USA, La mia vita disegnata male di Gipi &egrave; finito tra i dieci libri pi&ugrave; venduti in Italia, Persepolis ha venduto pi&ugrave; di un milione di copie in tutto il mondo.&nbsp;</p>
<p>Insomma, sembra proprio che ci sia un pubblico.</p>
<p><a href="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/08/Fratelli-cover_opt.jpg"><img alt="Fratelli cover opt I disegnini (non) sono noiosi" class="alignleft size-full wp-image-19656" height="565" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/08/Fratelli-cover_opt.jpg" title="Fratelli-cover_opt" width="400" /></a>Anche pubblicare un&#39;anteprima del mio nuovo libro, &ldquo;Fratelli&rdquo;, su questo sito &egrave; un segno che le cose sono andate per il verso giusto&nbsp;per il fumetto: una mia storia affianco ad articoli che parlano di letteratura VERA! Personalmente lo trovo fantastico!&nbsp;</p>
<p>&quot;Fratelli&quot; &egrave; composto da due racconti lunghi che si incrociano. Non &egrave; proprio un romanzo, avevo due storie e volevo unirle, mi sono detto che, vista l&#39;unit&agrave; di luogo, si sarebbero potute sostenere a vicenda e rafforzarsi.&nbsp;</p>
<p>La citt&agrave; in cui le storie si svolgono &egrave; Bari, dove ho vissuto gli anni della mia adolescenza. I protagonisti sono di et&agrave; diverse e hanno problemi diversi: i fratelli trentenni della prima storia sono due scioperati che hanno sperperato l&#39;eredit&agrave; paterna. Non hanno nessuna intezione di crescere e saranno le circostanze a obbligarli. Volevo parlare della forma d&#39;amore che c&#39;&egrave; tra fratelli, un rapporto che mi interessa moltissimo.&nbsp;</p>
<p>Gli adolescenti della seconda vicenda sono fratelli in senso simbolico. Stanno tutto il giorno per strada, ed entrano in contatto con ogni sorta di personaggi e con le droghe, comprese quelle pesanti.&nbsp;</p>
<p>Mettere in scena la droga in una storia &egrave; difficile, perch&egrave; nell&#39;immaginario attuale &egrave; molto presente. Anche se potr&agrave; suonare strano visti i dialoghi del libro, ho scelto un approccio che mi sembra abbastanza delicato. Alla fine ho tagliato molte scene sul consumo delle sostanze, cercando un equlibrio che spostasse l&#39;attenzione verso quello che mi interessava davvero: il rapporto tra i tre protagonisti. E&#39; una storia d&#39;amore anche quella, in fondo.</p>
<p>Buona lettura,</p>
<p>Alessandro Tota</p>
<p class="p2">&nbsp;</p>
<p class="p2">&nbsp;</p>
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		<title>Vintage book lovers</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 09:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cirillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuori Collana]]></category>
		<category><![CDATA[Vintage Book Lovers]]></category>

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		<description><![CDATA[<div><img width="570" height="300" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/06/booklover-570x300.jpg" class="attachment-forpost wp-post-image" alt="booklover" title="booklover" style="margin-bottom: 5px;" /></div>Scatta una foto al tuo vecchio libro preferito e vinci una t-shirt out of print Dal 15 giugno al 5 luglio 2011 ... <a href="http://www.finzionimagazine.it/extra/fuori-collana/vintage-book-lovers/"> </a> <a href="http://www.finzionimagazine.it/extra/fuori-collana/vintage-book-lovers/">Continua a leggere</a>
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><img width="570" height="300" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/06/booklover-570x300.jpg" class="attachment-forpost wp-post-image" alt="booklover" title="booklover" style="margin-bottom: 5px;" /></div><p><strong>Scatta una foto al tuo vecchio libro preferito e vinci una t-shirt <em>out of print</em></strong></p>
<p><em>Dal 15 giugno al 5 luglio 2011 sulla <a href="http://www.facebook.com/finzioni">pagina</a>&nbsp;Facebook di Finzioni</em></p>
<p>Ok, diciamolo subito: Vintage Book Lovers non &egrave; solo un contest di semi-nicchia in stile Finzioni e <a href="http://www.indieup.com">Indie Up</a>. No, <strong>Vintage Book Lovers</strong> &egrave; un contest da veri nerd.</p>
<p>Di quelli che mentre passeggiano per strada abbandonano l&rsquo;interlocutore nel mezzo di un discorso &ndash; importante, tra l&rsquo;altro &ndash; per andare a vedere dei vecchi libri su una bancarella abbandonata da dio, alla ricerca di chiss&agrave; quale chicca, un libro raro o magari una prima edizione.</p>
<p>Di quelli che s&igrave;, va bene i libri nuovi, ma vuoi mettere il piacere di toccare e leggere un libro di 30 o 40 anni fa, con le pagine ingiallite, ma stampato cos&igrave; bene che ora se lo sognano di farli cos&igrave;.</p>
<p>Di quelli che le copertine dei vecchi libri in casa le mettono davanti, sullo scaffale, o addirittura sul comodino in camera, in modo che si vedano, che si capisca che in quella casa &ndash; e nelle persone che la abitano &ndash; c&#39;&egrave; dello spessore.</p>
<p>Bene, per tutti questi pazzi scatenati e per tutti gli altri che non si ritrovano in questa descrizione ma che esprimono la propria nerditudine libraria in mille altri modi, Finzioni e Indie Up hanno creato <strong>Vintage Book Lovers, il primo contest per gli amanti dei libri vecchi</strong>.</p>
<p><strong>Come si partecipa?</strong></p>
<p>Bisogna postare sulla <strong>pagina Facebook di Finzioni</strong> una foto con la copertina del vostro libro vecchio preferito (pubblicato prima del 1990). La foto potete farla un po&rsquo; come volete: ci dovete essere voi e il vostro libro, per il resto spazio alla creativit&agrave; e alle idee malsane: imbarcarsi su una scialuppa e fare Whale watching con una copia di &ldquo;Moby Dick&rdquo; che sbuca dalla tasca, arrampicarsi su albero e penzolare con in pugno &ldquo;Il barone rampante&rdquo;, o farsi fotografare con Antonella Clerici e in bella mostra &ldquo;In cucina con il robot&rdquo; o semplicemente voi che leggete il vostro tomo ammuffito davanti al camino con un bicchiere di brandy in mano. Insomma provatele tutte e sarete ricompensati. Basta che vi ricordiate di far vedere bene la copertina!</p>
<p><strong>Come si vince?</strong></p>
<p>La foto che ottiene pi&ugrave; Like dagli altri utenti vince.</p>
<p><strong>Ma posso taggare chi mi pare nella foto?</strong></p>
<p>L&#39;obiettivo di chi partecipa &egrave; ovviamente vincere, quindi s&igrave;, puoi taggare chi vuoi nella foto per aumentare la possibilit&agrave; di ricevere pi&ugrave; Like. Ogni scorrettezza in stile Facebook &egrave; ammessa.</p>
<p><strong>Cosa si vince?</strong></p>
<p>Il vincitore potr&agrave; scegliere a proprio piacere sul sito di Indie Up una delle bellissime&nbsp;<a href="http://www.indieup.com/it/out-of-print.html">t-shirt</a> <em>Out of Print</em>. Queste t-shirt riproducono le copertine di alcuni tra i pi&ugrave; grandi capolavori della letteratura. Si tratta spesso di copertine introvabili, prime edizioni o semplicemente edizioni rare, tutte graficamente molto belle e particolari.</p>
<p><strong>Quando inizia e quando finisce?</strong></p>
<p>Il contest inizia oggi,&nbsp;<strong>15 giugno 2011,</strong> e si concluder&agrave; il <strong>5 luglio 2011</strong>. Entro questo arco di tempo, si potranno postare le immagini sulla pagina FB di Finzioni e votare attraverso il tasto Like. Alle<strong> 24.00 del 5 luglio 2011 </strong>si chiudono le urne e si conteggiano i voti.</p>
<p><strong>Bello, ma vorrei farvi qualche domanda in pi&ugrave;.</strong></p>
<p>Se hai dubbi o domande da fare sul contest, o se non sai bene come postare l&#39;immagine su Facebook, scrivi una email qui: <strong>social@indieup.com</strong><em>.</em></p>
<p><strong>Bello, e vorrei che voi mi faceste qualche domanda in pi&ugrave;.</strong></p>
<p>Bene, inviaci il tuo indirizzo email, o iscriviti alla <strong>Newsletter di Finzioni</strong> e di <strong>Indie Up</strong>. Abbiamo un sacco di nostre menate esistenziali in cui vogliamo assolutamente coinvolgerti. Grazie!!!</p>
<p><strong>In breve</strong></p>
<p><strong>Contest </strong>Vintage Book Lovers</p>
<p><strong>Dove </strong>Sulla <a href="http://www.facebook.com/finzioni">pagina</a>&nbsp;Facebook di Finzioni</p>
<p><strong>Come </strong>Pubblica una foto con la copertina Vintage che preferisci</p>
<p><strong>Quando </strong>Dal 15 giugno al 5 luglio 2011</p>
<p><strong>Chi vince </strong>Chi riceve pi&ugrave; Like!</p>
<p><strong>Premio </strong>Una <a href="http://www.indieup.com/it/out-of-print.html">T-shirt</a> &ldquo;Out of Print&rdquo;, disponibili sul sito e-commerce di <a href="http://www.indieup.com">Indie Up</a></p>
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		<title>Twittervista a Dietnam e Mist</title>
		<link>http://www.finzionimagazine.it/extra/fuori-collana/twittervista-a-dietnam-e-mist/</link>
		<comments>http://www.finzionimagazine.it/extra/fuori-collana/twittervista-a-dietnam-e-mist/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 10:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Sesta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuori Collana]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Sesta]]></category>
		<category><![CDATA[feat-extra]]></category>

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		<description><![CDATA[<div><img width="570" height="300" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/06/twittervista-logo1-570x300.jpg" class="attachment-forpost wp-post-image" alt="twittervista logo" title="twittervista logo" style="margin-bottom: 5px;" /></div>Ieri abbiamo twittervistato Dietnam e Mist, autori del quinto libro sui fact di Chuck Norris. Ci siamo divertiti e di seguito trovate l'intervista. <a href="http://www.finzionimagazine.it/extra/fuori-collana/twittervista-a-dietnam-e-mist/">Continua a leggere</a>
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			<content:encoded><![CDATA[<div><img width="570" height="300" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/06/twittervista-logo1-570x300.jpg" class="attachment-forpost wp-post-image" alt="twittervista logo" title="twittervista logo" style="margin-bottom: 5px;" /></div><p>Sono immensamente grato a Dietnam e Mist. Per due motivi: ieri si sono sottoposti alla prima twittervista di Finzioni. Ci siamo divertiti e di seguito trovate tutta la trascrizione. L&rsquo;altro grande motivo &egrave; che mi hanno fatto sbellicare dalle risate, mentre leggevo i fact su Chuck Norris, dal loro <a href="http://www.welovechucknorris.it/">blog</a>.</p>
<p>Dal web alla carta, e dalla carta ad altra carta, passando dalla radio, per la tv e cos&igrave; via. Ma noi di Finzioni siamo tornati alle origini: visto che il loro successo &egrave; partito dalla rete, ci &egrave; parso il caso di intervistarli in diretta, ieri su twitter. Ritrovate tutto sulla TL del nostro account, oppure all&rsquo;hashtag <strong>#ti</strong>.</p>
<p>Il 16 giungno uscir&agrave; <em>Chuck Norris ha le palle quadrate e altri cinquecento fatti fenomenali ispirati al Ranger pi&ugrave; famoso del mond</em>o, il quinto libro sui fact di Chuck Norris, e il loro sesto totale, perch&eacute; nel mentre ne hanno curato pure uno su <a href="http://barackobamaisyourfriend.blogspot.com/">Barack Obama</a>. Signore e signori, ecco a voi, la twittervista a Dietnam e Mist. (in fondo all&#39;intervista trovate la copertina!)</p>
<p><strong><a href="http://twitter.com/#!/Finzioni">Finzioni</a>:</strong> Com&rsquo;&egrave; che avete conosciuto i fact su Chuck Norris?</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/IlMist"><strong><u>IlMist</u></strong></a>: li ho letti in un sito una sera di gennaio del 2006 e li ho subito girati a <a href="http://twitter.com/dietnam">@dietnam</a></p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/dietnam"><strong><u>dietnam</u></strong></a>: Riccardo m&#39;aveva passato il link durante una chat notturna qualcosa come cinque anni fa abbondanti!</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/Finzioni"><strong>Finzioni</strong></a>: Dopo quanto &egrave; arrivato il successo sul web?</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/IlMist"><strong>IlMist</strong></a>: il successo &egrave; arrivato quasi subito. Dopo una settimana facevamo gi&agrave; 10.000 accessi al giorno.</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/dietnam"><strong>dietnam</strong></a>: dopo pochi giorni. Il passaparola &egrave; stato immediato, e siamo stati subito sommersi di visite e di mail. Le mail! TROPPE!</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/Finzioni"><strong>Finzioni</strong></a>: Ma quindi quanto tempo al giorno dedicate o avete dedicato al blog? &Egrave; un gran sbattimento?</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/dietnam"><strong>dietnam</strong></a>: ultimamente fa (quasi) tutto <a href="http://twitter.com/IlMist">@IlMist</a> perch&egrave; sono un cazzaro pigro, andrei abbattuto. Per&ograve; ho lavorato tanto al libro nuovo!!!</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/IlMist"><strong>IlMist</strong></a>: non ci abbiamo mai dedicato pi&ugrave; di cinque minuti al giorno. <img src='http://www.finzionimagazine.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt="icon smile Twittervista a Dietnam e Mist" class='wp-smiley' title="Twittervista a Dietnam e Mist" /> </p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/Finzioni"><strong>Finzioni</strong></a>: In base a cosa scegliete i fact che pubblicate?</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/dietnam"><strong>dietnam</strong></a>: in base alla quantit&agrave; di risate scatenate. Spesso scatto una foto allo schermo e la mando a <a href="http://twitter.com/IlMist">@IlMist</a> per condividere il LOL.</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/IlMist"><strong>IlMist</strong></a>: in base a quanto ridere ci fanno. E in base all&#39;originalit&agrave;, ovviamente.</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/Finzioni"><strong><u>Finzioni</u></strong></a>: Voci di corridoio dicono ci sono dei fact che vi piacevano ma non avete potuto pubblicare.</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/dietnam"><strong>dietnam</strong></a>: probabilmente sono quelli contenenti vostro signore Gesoo.</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/IlMist"><strong>IlMist</strong></a>: magari anni fa &egrave; successo. Non di recente.</p>
<p><strong>Finzioni</strong>: Avete mai contattato Chuck Norris? O, pi&ugrave; probabile, vi ha mai contattato lui?</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/IlMist"><strong>IlMist</strong></a>: s&igrave;, ci ha visti ed ha esclamato &quot;ma voi siete quelli dei fact di Chuck Norris!&quot; <a href="http://twitter.com/#!/search?q=%23trollface">#trollface</a></p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/dietnam"><strong>dietnam</strong></a>:avevamo il terrore che facesse causa anche a noi, come successo per il libro americano. Non svegliamo il can che dorme.</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/Finzioni"><strong>Finzioni</strong></a>: Il primo libro &egrave; arrivato nel 2007, &egrave; stata la TEA a contattarvi?</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/dietnam"><strong>dietnam</strong></a>: tramite un amico di <a href="http://twitter.com/IlMist">@IlMist</a> siamo stati introdotti al dorato mondo di Tea Libri, e da allora non ce ne siamo pi&ugrave; allontanati.</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/IlMist"><strong>IlMist</strong></a>: precisamente. In quel periodo avevamo pi&ugrave; di un&#39;offerta ma loro ci son piaciuti da subito.</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/Finzioni"><strong>Finzioni</strong></a>: Ma la sera che TEA vi ha proposto di fare il libro, poi vi siete fatti duecento grappe per festeggiare?</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/dietnam"><strong>dietnam</strong></a>: una sera al Goganga (esiste ancora?) abbiamo (ho?) bevuto qualcosa come 600 cocktail. Era sicuramente per festeggiare.</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/IlMist"><strong>IlMist</strong></a>: non ricordo. Quindi probabilmente s&igrave;.</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/Finzioni"><strong>Finzioni</strong></a>:Ne avete venduti un sacco? Ci avete pagato le bollette o una pizza e una birra in caraffa?</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/dietnam"><strong>dietnam</strong></a>: di cocktail o di libri? Di libri abbiamo superato quota 100000. Ho pagato molti vizi e molte bollette, lo ammetto.</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/IlMist"><strong>IlMist</strong></a>: stando agli ultimi calcoli oltre 100.000. Io pago le ferie ogni anno a me e a mia morosa, poco altro. <img src='http://www.finzionimagazine.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt="icon smile Twittervista a Dietnam e Mist" class='wp-smiley' title="Twittervista a Dietnam e Mist" /> </p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/Finzioni"><strong>Finzioni</strong></a>: E l&#39;ultimo libro cos&#39;&egrave;, il quarto? Quando esce? Siete carichi o ormai &egrave; diventata un&#39;abitudine</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/IlMist"><strong>IlMist</strong></a>: che intervistatore sei se non sai neanche quanti ne abbiamo fatti? Ahahaha. E&#39; il quinto e siamo sempre emozionati.</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/Finzioni"><strong><u>Finzioni</u></strong></a>: Lo chiedevo ad uso e consumo dei vostri futuri fan!</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/dietnam"><strong>dietnam</strong></a>: seriamente: esce il 16 giugno e ha la copertina azzurra.</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/dietnam"><strong>dietnam</strong></a>: quinto su CN e sesto in totale. Siamo sempre esaltati come ragazzini. Appena arrivano le nostre copie le fotografiamo sempre!</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/IlMist"><strong>IlMist</strong></a>: allora ok. Comprateli tutti, futuri fanz.</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/Finzioni"><strong><u>Finzioni</u></strong></a>: Chuck Norris non &egrave; la vostra unica opera, c&#39;&egrave; anche Barack Obama</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/IlMist"><strong>IlMist</strong></a>: i fact su Obama erano molto divertenti ma pi&ugrave; sottili e meno immediati. Un&#39;esperienza, comunque. <img src='http://www.finzionimagazine.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt="icon smile Twittervista a Dietnam e Mist" class='wp-smiley' title="Twittervista a Dietnam e Mist" /> </p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/dietnam"><strong>dietnam</strong></a>: confermo. Ok, forse &quot;Confermo&quot;, come risposta, &egrave; un po&#39; troppo breve. Comunque confermo.</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/Finzioni"><strong><u>Finzioni</u></strong></a>: I libri di battute di Spinoza e Luttazzi vengono dopo il vostro, vi sentite degli apripista? E vi bullate a riguardo?</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/IlMist"><strong>IlMist</strong></a>: pi&ugrave; per i blog che per i libri. Prima di noi, almeno in Italia, non esistevano blog del genere. Poi ne sono arrivati 1000</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/dietnam"><strong>dietnam</strong></a>: si pu&ograve; dire che i libri delle Formiche siano venuti prima dei nostri, e qualcosa prima di loro, e cos&igrave; via, all&#39;infinito&#8230;</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/Finzioni"><strong><u>Finzioni</u></strong></a>: Ora parliamo un po&rsquo; dei vostri gusti letterari. Autori preferiti? Che libri state leggendo adesso?</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/dietnam"><strong>dietnam</strong></a>: autori che adoro: Tibor Fischer, Carl Hiaasen, B.E.Ellis, e un milione di altri.</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/dietnam"><strong>dietnam</strong></a>: ho appena finito &quot;La sottile linea scura di Lansdale&quot; e ho iniziato l&#39;autobiografia di K.Richards.</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/IlMist"><strong>IlMist</strong></a>: mi piacciono molto le biografie. Ultimamente ho iniziato la saga de La torre nera di King e mi sta prendendo assai.</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/Finzioni"><strong><u>Finzioni</u></strong></a>: Leggete gli ebook?</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/IlMist"><strong>IlMist</strong></a>: al momento no.</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/dietnam"><strong>dietnam</strong></a>: c&#39;ho provato l&#39;anno scorso, usando Stanza sull&#39;ipod touch. Poi ho pensato che, cieco per cieco, fosse meglio farsi le seghe</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/Finzioni"><strong><u>Finzioni</u></strong></a>: &Egrave; vero che la letteratura &egrave; noiosissima e che bisogna scherzarci un po&rsquo; su?</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/IlMist"><strong>IlMist</strong></a>: bisogna scherzare su tutto, se possibile.</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/dietnam"><strong>dietnam</strong></a>: no. Non quella che passa dalle mie mani, almeno. Per&ograve; scherzare su qualsiasi cosa &egrave; un&#39;attivit&agrave; che promuovo a pieni voti.</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/Finzioni"><strong><u>Finzioni</u></strong></a>: Se doveste definirvi in una parola, siete pi&ugrave; belli o pi&ugrave; bravi?</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/dietnam"><strong>dietnam</strong></a>: bravo. Anzi, bravissimo.</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/IlMist"><strong>IlMist</strong></a>: ottima domanda. Credo belli.</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/dietnam"><strong><u>dietnam</u></strong></a>: confermo. <a href="http://twitter.com/IlMist">@IlMist</a> &egrave; quello bello, io sono quello bravo. Non si sa a fare cosa, ma sono bravo. Anzi, bravissimo.</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/IlMist"><strong>IlMist</strong></a>: controconfermo. &Egrave; veramente bravo, anzi bravissimo.</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/Finzioni"><strong><u>Finzioni</u></strong></a>: Chiudiamo: domenica e luned&igrave; andrete a votare? E ci date un suggerimento a riguardo?</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/dietnam"><strong>dietnam</strong></a>: sicuramente. Poi votate quel che vi pare. Votate Mist. Votate Dietnam. Votate Red Ronnie. Votate s&igrave;. Votate no. Ma votate.</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/IlMist"><strong>IlMist</strong></a>: certamente. Suggerisco a chi va di leggere e informarsi, prima di farlo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/Finzioni"><strong><u>Finzioni</u></strong></a>: come avete visto, sono due bellissime persone. Li ringraziamo per questo esperimento, diteci se vi &egrave; piaciuto!</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/IlMist"><strong>IlMist</strong></a>: io mi sono divertito. Rifacciamolo ogni giorno!</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/dietnam"><strong>dietnam</strong></a>: a me &egrave; piaciuto tantissimo. Possiamo rifarlo ogni giorno alla stessa ora? Ok? Va bene, cos&igrave; &egrave; deciso. Grazie di tutto!</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/Finzioni"><strong><u>Finzioni</u></strong></a>: Almeno finch&eacute; non ci defollowano tutti e allora ce le facciamo tra noi tre.</p>
<p><a href="http://twitter.com/#!/IlMist"><strong><u>IlMist</u></strong></a> &nbsp;LOL. Ecco.</p>
<p align="right">Andrea Sesta</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.finzionimagazine.it/extra/fuori-collana/twittervista-a-dietnam-e-mist/attachment/copertina-cn/" rel="attachment wp-att-16049"><img alt="copertina CN Twittervista a Dietnam e Mist" class="alignnone size-full wp-image-16049" height="464" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/06/copertina-CN.png" width="313" title="Twittervista a Dietnam e Mist" /></a></p>
<p><strong>N.d.R.</strong> Dall&rsquo;intervista ho cancellato solo l&rsquo;hashtag <strong>#ti</strong>, il resto &egrave; fedele.</p>
<p><strong>p.s.</strong> Come ho conosciuto il blog? Ero a casa di un&rsquo;amica a studiare arte, in camera sua. Quando mi arriva un messaggio di un amico con scritto &ldquo; va su <a href="http://www.welovechucknorris.it">www.welovechucknorris.it</a>&rdquo;. E io ci sono andato. Cos&igrave;, con il viso rivolto verso al computer ho iniziato a ridere come un pazzo: piangevo, perdevo la forza nelle gambe. Letteralmente. Intanto in stanza era entrato il nonno della mia amica, quella da cui studiavo, e mentre io piangevo, lui ha iniziato a sgridarla, non ricordo per quale motivo.</p>
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		<title>Twittervista</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 09:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Sesta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuori Collana]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Sesta]]></category>
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		<description><![CDATA[<div><img width="570" height="300" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/06/Untitled-1-570x300.jpg" class="attachment-forpost wp-post-image" alt="Untitled-1" title="Untitled-1" style="margin-bottom: 5px;" /></div>Seguite su Twitter la nostra twittervista a Dietnam e IlMist, autori del quarto libro sui facts di Chuck Norris. <a href="http://www.finzionimagazine.it/extra/fuori-collana/twittervista/">Continua a leggere</a>
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			<content:encoded><![CDATA[<div><img width="570" height="300" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/06/Untitled-1-570x300.jpg" class="attachment-forpost wp-post-image" alt="Untitled-1" title="Untitled-1" style="margin-bottom: 5px;" /></div><p>Qui a Finzioni si dorme poco e si pensa tanto. Perch&eacute; ci piace leggere e leggere ci fa pensare. Cos&igrave;, un giorno, mentre pensavo mi sono domandato &ldquo;qualcuno ha mai fatto un&rsquo;intervista via twitter?&rdquo; S&igrave;. Ma nessuno ha mai intervistato degli autori italiani, con un loro libro uscente, nato da un blog, per giunta. Nasce quindi la <em>twittervista</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Cos&igrave; se girate dalle parti della rete, oggi alle 18.00 dall&rsquo;account di <a href="http://twitter.com/#!/Finzioni">Finzioni</a> <em>twittervisteremo</em><a href="http://twitter.com/#!/dietnam"> Dietnam</a> e <a href="http://twitter.com/#!/IlMist">IlMist</a>, ovvero i due autori del blog <a href="http://www.welovechucknorris.it/">RoundHouse Kicks</a>, l&rsquo;originale blog italiano sui facts di Chuck Norris. Per chi non li conoscesse, &egrave; pregato di cliccare sul precedente link, leggere qualche post, finire di leggerli, smettere di ridere e tornare qui.</p>
<p style="text-align: justify">Dicevamo: oggi, alle 18.00 avrete il piacere di seguire la <em>twittervista </em>di <a href="http://twitter.com/#!/Finzioni">Finzioni</a> a<a href="http://twitter.com/#!/dietnam"> Dietnam</a> e <a href="http://twitter.com/#!/IlMist">IlMist</a>;&nbsp;se vi perdete, allora&nbsp;seguite l&rsquo;hashtag <strong>#ti</strong>. Domande brevi e risposte ancora pi&ugrave; veloci, al ritmo con i tempi e adeguate all&rsquo;elettricit&agrave; dei mezzi che utilizziamo; squarci di realt&agrave; rapidi e scattanti proprio come piacerebbero a McLuhan.</p>
<p style="text-align: justify">Questo pomeriggio li <em>twittervistiamo</em> e venerd&igrave; pubblichiamo la <em>twittervista</em>. Vi aspettiamo numerosi e, ovviamente, il retweet non &egrave; ben&rsquo;accetto: &egrave; obbligatorio!</p>
<p align="right">Andrea Sesta</p>
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		<title>Tra le stelle, chissà dove</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 10:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Cirillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fuori Collana]]></category>
		<category><![CDATA[feat-extra]]></category>
		<category><![CDATA[Kurt Vonnegut]]></category>

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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><img width="570" height="300" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/05/Kurt-Vonnegut-Screenshot-570x300.jpg" class="attachment-forpost wp-post-image" alt="Kurt Vonnegut Screenshot" title="Kurt Vonnegut Screenshot" style="margin-bottom: 5px;" /></div><p><em>La nostra amica <a href="http://sarahspinazzola.wordpress.com/">Sarah Spinazzola</a> ha scritto una letterina a Kurt Vonnegut. Mossi da infinita tenerezza la pubblichiamo volentieri, con il preciso intento di commuovervi tutti e magari farvi leggere dei gran libri di Kurt Vonnegut, anche se avete dimenticato il portafogli a casa.&nbsp;</em></p>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ciao Kurt,</div>
<div>lasciando perdere il fatto che sarebbe del tutto inutile scriverti una lettera che molto probabilmente non leggerai mai, visto che non ci sei pi&ugrave; dall&rsquo;aprile del duemilasette, anche se io spero che la divina provvidenza prese le forme di in un alieno, possa tradurtela, mentre te ne stai spaparanzato a fumare sigarette, ti volevo dire che l&rsquo;altro giorno ho rubato un tuo libro.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ero seduta dentro il locale di un&rsquo;associazione culturale che aspettavo l&rsquo;inizio di uno spettacolo di drag queen insieme a un mio amico, quando a un tratto mi cade l&rsquo;occhio su dei libri. Cos&igrave; ne tiro su a caso ed era tuo. Lo apro, e alla seconda pagina, trovo una premessa dove racconti che nel cinquantadue hai pubblicato il tuo primo libro, <em>Player Piano</em>, e che poi hai dovuto aspettare altri sette anni prima di pubblicare il secondo, <em>The Sirens of Titan</em>, che &egrave; quello che avevo l&igrave;. Racconti che sono stati sette anni di lavoretti, famiglia da mantenere, e zero tempo per scrivere.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Poi una sera, in un party a Manhattan, dici che incontri un editore di tascabili che ti chiede cosa stavi scrivendo e tu gli racconti un sacco di cose e lui ti dice che hai una buona idea per un altro libro, e cos&igrave; vai a casa, cerchi di segnarti tutto quello che gli avevi detto ma non riesci pi&ugrave; a ricordarti le parole che ti erano venute, dici, Le migliori sono forse svanite per sempre, disperdendosi tra le stelle, chiss&agrave; dove. Ecco. Con stelle decido che lo rubo, anche perch&eacute; non potevo comprarlo. I libri che sono l&igrave; non sono in vendita, e poi il prezzo sulla quarta di copertina era in lire, ventotto mila, e le lire non ci sono pi&ugrave;, quindi niente.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Lo spettacolo inizia, io tengo il libro sotto la borsa, poi verso mezzanotte vado in bagno, me lo infilo nel giubbotto, ma nel frattempo penso che la prossima volta che andr&ograve; all&rsquo;associazione gli porto un libro che ho a casa cos&igrave; siamo pari. Allora niente, passo la sera un po&rsquo; ingessata, col tuo libro dietro la schiena, ho cos&igrave; paura di venir scoperta che sto fuori a fumare tutto il tempo, poi salgo in macchina torno a casa e lo leggo tutto subito.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ecco, finito.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ciao,<br />
	Sarah</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>p.s.: &egrave; da un sacco di tempo che volevo anche dirti che in <em>Cronosisma</em>, quella frase che dice, <em>D&rsquo;un colpo il libero arbitrio era ritornato in sella</em>, mi piace sempre tantissimo, e ti ringrazio molto.</div>
<div>&nbsp;</div>
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