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	<title>Finzioni &#187; I Lunedì Metaletterari</title>
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	<description>Progetto di lettura creativa</description>
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		<title>Cadute di stile: la noia dell&#8217;essere (e del voler diventare) scrittori</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 09:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristina Patregnani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div></div>Inizio anno, tempi cupi e nebbiosi, gravati da quel bagaglio di buoni propositi che (lo sappiamo) saranno sistematicamente disattesi. Nella lista spicca: “scrivere di più, scrivere ogni giorno”. <a href="http://www.finzionimagazine.it/libri/i-lunedi-metaletterari/cadute-di-stile-la-noia-dellessere-e-del-voler-diventare-scrittori/">Continua a leggere</a>
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div></div><p style="text-align: right"><span style="font-size:10px">Photo credit: <a href="http://www.flickr.com/photos/ccpixel/" target="_blank">CCPixel</a></span></p>
<p>Inizio anno, tempi cupi e nebbiosi, gravati dal freddo e da quel bagaglio di buoni propositi che ci si porta dietro dall&#039;anno passato, e che (lo sappiamo) saranno sistematicamente disattesi. Nella lista, spicca in pole position la voce: &ldquo;scrivere di pi&ugrave;, scrivere ogni giorno&rdquo;. Se ci fossero ancora le macchine da scrivere la mia casa sarebbe un castello di cassetti colmi di manoscritti incompiuti. Il problema &egrave; che questa volta l&#039;ho presa sul serio, la mia missione di scrivere.</p>
<p>Prima di tutto prendo appunti: sul treno, a casa, nei bar, come fece Georges Perec nel 1974, incollandosi alle sedie dei caff&egrave; di Parigi per tre giorni, con l&#039;unico intento di descrivere ci&ograve; che vedeva, elencando persone, auto, mezzi pubblici, piccioni (<em>Tentativo di esaurimento di un luogo parigino</em>, Voland, 2011). Qualsiasi cosa io veda potrebbe diventare uno spunto per un racconto, perci&ograve; scruto le persone avida di speranza, per scoprire il loro potenziale letterario, ossia in che modo posso convertirle in personaggi degni di nota, cosa posso prendere e cosa buttare. Per questo mi trasformo in attenta ascoltatrice e mi sorprendo ad origliare dietro alle porte e a fare domande imbarazzanti nel bel mezzo di una conversazione.</p>
<p>Poi arriva la fase creativa, dove la lampadina si accende e non vedo l&#039;ora di potermi sedere al tavolo di casa mia e buttare gi&ugrave; di getto l&#039;incipit perfetto. Non importa se il frigo &egrave; vuoto, se gli amici insistono per portarmi fuori, se sto perdendo il treno per l&#039;ennesima volta. Quello che devo fare &egrave; finire il mio libro e devo farlo <em>qui</em>, in questa casa, altrimenti perdo l&#039;ispirazione. Ogni tanto ho il terrore di finire come Lesser, il protagonista del romanzo di Bernard Malamud <em>Gli inquilini</em> (Minimum Fax, 2008), con un rivale agguerrito proprio nell&#039;altra stanza, che va pi&ugrave; forte di me e per il quale non riesco a provare nient&#039;altro che fastidio. Ovviamente lo temo tanto per il fatto che potrebbe essere pi&ugrave; bravo di me, ma anche perch&eacute; so che la lettrice che &egrave; in me potrebbe prevalere, e sarei irrimediabilmente risucchiata dalle sue pagine, mi metterei avidamente a collezionare gli scarti nel suo cestino della spazzatura per scoprire tutto su di lui (<em>Scarti</em>, H&eacute;ctor Abad Faciolince, Bollati Boringhieri, 2007).</p>
<p>Infine, dopo essermi resa conto della follia di tutto ci&ograve;, esco e mi do all&#039;alcool. Domani stender&ograve; un altro incipit e se mi andr&agrave; scriver&ograve; un libro tutto fatto di incipit. <em>Se una notte d&#039;inverno un viaggiatore</em> &egrave; gi&agrave; stato scritto, ok, volevo barare. Forse &egrave; meglio se rimango ancora per un po&#039; solo una lettrice.</p>
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		<title>#nataleinlibreria</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 09:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Licia Ambu</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Lunedì Metaletterari]]></category>
		<category><![CDATA[feat-libri]]></category>
		<category><![CDATA[Licia Ambu]]></category>

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		<description><![CDATA[<div><img width="570" height="300" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/12/fila-Babbo-natale-570x300.jpg" class="attachment-forpost wp-post-image" alt="fila-Babbo-natale" title="fila-Babbo-natale" style="margin-bottom: 5px;" /></div>Quelli che pur di non vendere Vespa sono disposti a rifilarti Brosio, perché lo ritengono sempre un peccato, ma più religioso. Quelli che spergiurano di aver visto un ultimo libro di Dan Brown in vetrina l'altro ieri e non sai come dirgli che non scrive da almeno un anno. Quelli che Monti non ha scritto niente? <a href="http://www.finzionimagazine.it/libri/i-lunedi-metaletterari/nataleinlibreria/">Continua a leggere</a>
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			<content:encoded><![CDATA[<div><img width="570" height="300" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/12/fila-Babbo-natale-570x300.jpg" class="attachment-forpost wp-post-image" alt="fila-Babbo-natale" title="fila-Babbo-natale" style="margin-bottom: 5px;" /></div><p>Ci sono quelli che entrano per Roth Joseph ed escono con Roth l&#039;altro. Quelli che leggono tutto assolutissimamente ma poi non &egrave; vero per nulla solo gialli che la saggistica quella proprio no per carit&agrave;. Quelli vorrei un libro per una persona che non legge, un romanzo triste ma non drammatico, un libro comico ma con una bella trama. Un fumetto no, cerco un libro serio; un regalo per un ragazzo di dodici anni se ci fosse qualcosa che non deve leggere per forza. Quelli un libro fantascientifico non thriller senza statistiche magari tipo Atlantide? I soliti noti de: il prezzo mica l&#039;ha coperto&#8230;? I perentori assolutisti autoritari tolga il prezzo, incarti. Quelli vuole un pacchetto no basta una bustina, ma quelle carine con il fiocco ecco. Gli avventurieri delle sette e ventinove pieni di buoni propositi: Signorina, adesivi del bambino ges&ugrave;?</p>
<p style="text-align: left"><em>Sette e trentacinque, aspettando i contanti dell&#039;ultima cliente. Dalla porta: siete chiusi?&nbsp;Si, Signora. Ah ok, tanto faccio presto</em></p>
<p style="text-align: left">Quelli serve aiuto? No, volevo chiederle. E quelli serve aiuto? S&igrave;, guardo in giro grazie. Quelle che mi serve un&#039;agenda che mi dica quando tagliarmi i capelli. Quella prendo l&#039;agenda dei cani, mi copra il prezzo, non mi faccia il pacchetto per&ograve; mi ha messo l&#039;etichetta storta e adesso come si rimedia?!? Si stacca ok, allora la metta dritta e mi dia la carta ma rossa non blu che &egrave; triste e arrotolata non piegata e anche un&#039;altra etichetta grazie. E poi chiama dopo un&#039;ora per cambiare l&#039;agenda con un libro visto in vetrina mentre usciva che la copertina &egrave; bella, mica sa dirmi cosa c&#039;&egrave; dentro&#8230;?</p>
<p style="text-align: left"><em>(dalla porta) Volevo gli uomini preferiscono le stronze. &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; (ultima cliente)&nbsp;Signorina, le bionde! &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; (dalla porta) No, no signora, una volta erano bionde, ora sono stronze.</em></p>
<p style="text-align: left">Quelli che pur di non vendere Vespa sono disposti a rifilarti Brosio, perch&eacute; lo ritengono sempre un peccato, ma pi&ugrave; religioso. Quelli che spergiurano di aver visto un ultimo libro di Dan Brown in vetrina l&#039;altro ieri e non sai come dirgli che non scrive da almeno un anno. Quelli che Monti non ha scritto niente? Ma Camilleri? Senza Montalbano? E il prossimo ancora no?!? E io adesso cosa regalo? Ciao, uno sdoppiatore usb? Una coccarda e l&#039;ha?&#8230; che pacchetto triste&#8230; Devo fare un regalo ma non ho idee, dovrei chiamare Babbo Natale. Quelli che dovete fare orario continuato perch&egrave; sono le tredici e io posso fare i regali solo a quest&#039;ora e gli dici la prossima settimana nove diciannove trenta no stop e vengono all&#039;ora di chiusura. Quelli che alle cinque e mezza della vigilia il libro su Jobs &egrave; finito e s&#039;incazzano anche. Quelli che vengono solo per farti gli auguri e ti dicono all&#039;anno prossimo anche se li rivedi tra due giorni.</p>
<p style="text-align: left">Quelli che il Natale fa schifo e intanto anche per quest&#039;anno &egrave; andata e allora tanti auguri a tutti.</p>
<p style="text-align: right">Licia Ambu</p>
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		<title>Ogni volta che si compra il libro di Vespa da qualche parte una fata cade a terra morta</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 09:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Licia Ambu</dc:creator>
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		<category><![CDATA[feat-libri]]></category>
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		<description><![CDATA[<div><img width="570" height="300" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/12/io-non-credo-nelle-fate-570x300.jpg" class="attachment-forpost wp-post-image" alt="io non credo nelle fate" title="io non credo nelle fate" style="margin-bottom: 5px;" /></div>Si sa, nella vita c'è anche roba poco piacevole: comunicazioni falsate, favole storpiate, persone che trovano romantiche storie di potenziali assassini; solo che poi vogliono convincerti che sia un sentimento anche tuo.  <a href="http://www.finzionimagazine.it/libri/i-lunedi-metaletterari/ogni-volta-che-si-compra-il-libro-di-vespa-da-qualche-parte-una-fata-cade-a-terra-morta/">Continua a leggere</a>
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			<content:encoded><![CDATA[<div><img width="570" height="300" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/12/io-non-credo-nelle-fate-570x300.jpg" class="attachment-forpost wp-post-image" alt="io non credo nelle fate" title="io non credo nelle fate" style="margin-bottom: 5px;" /></div><p><em>I libri migliori sono proprio quelli che dicono quel che gi&agrave; sappiamo,</em> diceva george Orwell. A giudicare dall&#039;indice dell&#039;ultima fatica di Bruno (<strong>Questo Amore</strong>, Mondadori Rai Eri, 2011) siamo di fronte ad un best seller. Ma io posso quasi giurare che se George fosse qui non avrebbe mai detto una cosa cos&igrave; senza specificare. Lui che con <strong>1984</strong> (Mondadori, 2002, 9 e 50) e altro continua dirci tanta roba.</p>
<p>L&#039;amato Silvio c&#039;&egrave; e con lui altri sei Berlusconi. Ci sono Rosa e Olindo e tanta di quella gente che tutta insieme in un stesso libro si poteva trovare solo in un libro di Vespa. Io non lo conosco quello che ha scritto la bandellina, magari &egrave; lo stesso che ha scritto il libro, ma lui/lei mi dice che qui dentro, tutto in un solo e comodo volume a 19 e 50, posso trovarci una parte di me. Dev&#039;essere uno che mi conosce bene mi sono detta. Forse, data la vastit&agrave; di accadimenti chiss&agrave;&#8230; Ma non finisce qui, cito testuale: &quot;<em>Con questo incipit un sorprendente bruno Vespa avverte il lettore di aver lasciato la crudezza dei fatti per avventurarsi nell&#039;affascinante e insidioso labirinto dei sentimenti&quot;.&nbsp;</em>Liala. Magie che solo il Natale pu&ograve; fare. E che dire, questa corrispondenza tra Bruno e George allora non regge. Che poi a me, sorvolando su plastici e cose cos&igrave;, da lettrice mi sa proprio di presa per il culo.</p>
<p>No, ma attenzione, non volevo offendere Amalia Liana Cambiasi Negretti Odescalchi, per gli amici Liala.&nbsp;<strong>Riaccendi la tua lampada, Gipsy</strong> (Sonzogno, 2000, 5 e 95), ad esempio, racconta di una che, sconvolta da un certo dolore, incontra un lui che le raddrizza con pazienza la vita. Chiss&agrave; che qualche frammento di Bruno non ci somigli. Magari ha letto Liala. Ma in verit&agrave; non aspiro a tanto. Pi&ugrave; verosimilmente Liala aveva maggior esperienza personale/emotiva. Si sa, nella vita c&#039;&egrave; anche roba poco piacevole: comunicazioni falsate, favole storpiate, persone che trovano romantiche storie di potenziali assassini; solo che poi vogliono convincerti che sia un sentimento anche tuo. Allora io sto con George. Lo sappiamo gi&agrave; quel che c&#039;&egrave; dentro un libro cos&igrave; e perci&ograve; lo lasceremo l&igrave;, perch&eacute; non dice cose che gi&agrave; sappiamo ma sappiamo gi&agrave; le cose che dice. Faremo di meglio, ci concentreremo perch&egrave; altri facciano lo stesso. E sappiatelo, io credo nelle favole, quelle cazzute per&ograve;, e scomodando Barrie, voglio pensare che ogni volta che qualcuno compra il libro di Vespa da qualche parte una fatina cade morta.</p>
<p>Poi, la coscienza &egrave; la vostra&#8230;</p>
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		<title>Esplorando gli angoli bui: l’horror prima dell’horror</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 08:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Viola Bianchetti</dc:creator>
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<p>Chi ha detto che la letteratura dell&rsquo;orrore sia nata con Mary Shelley e Edgar Allan Poe? I manuali di letteratura enunciano che il romanzo gotico nasce nell&rsquo;ottocento con il romanticismo, tuttavia elementi macabri e misteriosi percorrono le narrazioni di tutte le epoche, e spesso si nascondono negli angoli pi&ugrave; imprevedibili.</p>
<p>Ad esempio nel poema fondativo dell&rsquo;intera cultura occidentale, quello che dopo-di-lui-cosa-scriviamo-a-fare: <em>l&rsquo;Iliade</em>. Nel XXII libro Achille viene visitato in sogno dal fantasma del defunto Patroclo, che lo implora di dargli sepoltura perch&eacute; la sua anima possa trovare requie entrando nell&rsquo;Ade. Da brividi. Nel bel mezzo della narrazione di gloriose gesta irrompe il mistero inquietante della morte e del destino dei defunti.</p>
<p>E se pensate che le streghe siano un&rsquo;invenzione medioevale, leggete la <em>Pharsalia</em> di Lucano. Un poema sulla guerra civile fra Cesare e Pompeo non pare la cornice pi&ugrave; convenzionale per fatti di magia. Eppure qui si incontra la maga Eritto, dalle vesti bizzarre e dalla chioma di serpi, che opera riti magici con viscere palpitanti e sozzure della peggior specie per riportare in vita un soldato. Negromanzia, cadaveri ambulanti e innocenti sgozzati: al confronto le scene pi&ugrave; splatter dell&rsquo;ultimo romanzetto di zombie non sono nulla.</p>
<p>Nel medioevo, poi, il gusto del macabro imperversa con esiti immaginifici e affascinanti, seppur raccapriccianti. L&rsquo;<em>Inferno</em> di Dante &egrave; un tripudio di demoni, dannati e dannazioni, e nel cerchio degli eretici si coglie addirittura una chiara analogia con i temi della poesia sepolcrale preromantica: una pianura infuocata disseminata di tombe scoperchiate, da cui si levano lugubri voci e apparizioni funeree. Per chi credeva che le sinistre ambientazioni cimiteriali fossero un clich&eacute; moderno.</p>
<p>Si trova traccia del macabro anche nel <em>Decameron</em>. Non tutte le fanciulle boccacciane sono fortunate, liberali e disinibite in amore: Ghismunda si vede servire in una coppa il cuore sanguinante dell&rsquo;amato, mentre Elisabetta nasconde la testa dell&rsquo;amante in un vaso di basilico per non separarsene. Particolari che ben si addicono alla pi&ugrave; sanguinosa tradizione gotica.</p>
<p>Persino nell&rsquo;<em>Orlando Furioso</em> non mancano vene di inquietudine. I cavalieri attirati nel tenebroso castello di Atlante, inseguendo l&rsquo;oggetto della propria ricerca, si ritrovano in un labirinto in cui vagano sperduti e inquieti senza trovare via d&rsquo;uscita, soli con le proprie angosce, finch&eacute; l&rsquo;intero palazzo non si rivela una mera illusione, creata da un incantesimo. <em>Shining</em> non ha inventato nulla.</p>
<p>Ragionare per categorie letterarie &egrave; una semplificazione infruttuosa. Quando si tratta di paura, inquietudine e macabro ha ancora meno senso. Chi sa in quale epoca remotissima &egrave; stata raccontata la prima &ldquo;storia dell&rsquo;orrore&rdquo;? I racconti di paura sono la testimonianza del bisogno di confrontarsi con il misterioso e l&rsquo;angosciante, di penetrare nelle tenebre della notte e della morte per cercare risposte, esorcizzare le proprie fobie, creare miti per tenere a bada I mostri. Chi in una notte di pioggia non si &egrave; mai ritrovato con un paio di amici a raccontarsi storie terrificanti al buio, sotto una coperta o con una torcia elettrica premuta al mento? Chi pu&ograve; dimenticare quei brividi cos&igrave; genuini, quella sensazione di star toccando regioni profonde e oscure della propria immaginazione? La &ldquo;letteratura dell&rsquo;orrore&rdquo; &egrave; questa, e ci appartiene intimamente. E quindi, che Halloween sia.</p>
<p style="text-align: right">Viola Bianchetti</p>
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		<title>Quando Kafka faceva il cameriere</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 08:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Licia Ambu</dc:creator>
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<p>Una volta in Olanda, ad Amsterdam precisamente, ho visto due che erano la copia sputata dei protagonisti de <strong><em>La banda delle casse da morto</em></strong> (minimum fax, 2007, 14&euro;). Lui Daniel e lei forse Ellen, non ricordo bene. C&#39;&egrave; stata poi una volta che il cameriere del pub a Praga era Kafka (<a href="http://www.finzionimagazine.it/libri/100-grammi/lettera-al-padre-di-franz-kafka/" target="_blank"><strong><em>Lettera al padre</em></strong></a>, Einaudi, 2011, 7,50&euro;). Due volte l&#39;anno circa invece incontro in libreria Maigret, il commissario fatto e finito. Anche se qui, va detto, oncide un pochino la versione televisiva, quella moderna. Penso che giri tra i libri per distrarsi da tutte le grane lavorative che lo affliggono (<strong><em>Maigret e il fantasma</em></strong>, Adelphi, 2011, 10&euro;).</p>
<p>Insomma in giro per il mondo vagano mimetizzati i personaggi dei libri secondo me. Bisognerebbe appuntarseli questi incontri, con tanto di foto, data e luogo dell&#39;avvistamento. Parlarci non conviene, negherebbero di certo come loro abitudine, ma comunque averne una traccia potrebbe tornare utile. Addirittura si dovrebbe istituire una disciplina scientifica (non la Personologia, che gi&aacute; l&#39;ha prenotata Murray Henry nel &#39;38 per altre questioni) se gi&aacute; non esiste, per raccogliere le idee e far fronte ad eventuali casi particolari come gli scritti autobiografici, ad esempio.</p>
<p><strong><em>Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj</em></strong> me lo sono letto tutto d&#39;un fiato pensando che lui, il lui della lei Giulia, fosse proprio lo scrittore, Nicola Lagioia. Proprio stampato in testa senza scampo mentre Giulia gli fa vengo a vivere l&iacute;. Mi &egrave; rimasto il dubbio in effetti, lo diceva anche Keith Douglas, che non so chi sia ma Laird l&#39;ha citato e quindi l&#39;ho letto: &egrave; facilissimo creare un fantasma. Intanto io provo a chiedere a Nicola.</p>
<p style="text-align: right; ">Licia Ambu</p>
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		<title>Quella volta che Biancaneve mangiò la mela perché non aveva letto la Bibbia</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 08:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Licia Ambu</dc:creator>
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<p>Io per esempio non parlo ai teschi, quella volta per Amleto l&#39;ho trovata cos&igrave; improduttiva che insomma&hellip; anche no. (<em><strong>Amleto</strong></em>, William Shakespeare, Newton Compton, 2010). Per non dire dei principi azzurri, l&#39;esercito pi&ugrave; inservibile e nefasto della storia, dico io ma le avete presente quelle poveracce? Una il fuso, quella la scarpa di cristallo, l&#39;altra la mela. Che poi sta storia della mela &egrave; roba antiquatissima. Se <em><strong>Biancaneve </strong></em>&nbsp;(J. Grimm, W. Grimm, B. Lacombe, Rizzoli, 2011) avesse letto la Bibbia alla strega mica gli sarebbe andata tanto per il facile. L&#39;ignoranza &egrave; un problema e leggere ti salva proprio la vita. Insegna a non accettare frutta dagli sconosciuti intanto. O a non partecipare a reality show con vittime e carnefici (<em><strong>Acido Solforico</strong></em>, Amelie Nothomb, Voland edizioni). Di norma non &egrave; una buona idea.</p>
<p style="text-align: right">Licia Ambu</p>
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		<title>I graffiti erotici sono roba vecchia</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 08:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Pollini</dc:creator>
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<p>Avete presente <strong>le scritte nei bagni dell&#39;Autogrill</strong> o, ancora meglio, le frasi volgari sui muri di alcuni locali? Nulla di nuovo, come al solito. <strong>Nell&#39;Antica Roma c&#39;era gi&agrave; tutto.</strong></p>
<blockquote>
<p><em>Vos mea mentula deseruit, dolete, puellae, pedicat culum. Cunne superbe, vale.</em><br />
		&nbsp;(Piangete ragazze, il mio ca**o vi ha abbandonato, ora inc**a cu*i. Fi*a superba, addio.)</p>
</blockquote>
<p>Questo graffito &egrave; stato rinvenuto a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scavi_archeologici_di_Pompei">Pompei</a>, come la maggior parte di quelli che sono giunti fino a noi. Il libro dove sono raccolti &egrave; <em>Graffiti latini</em>, di Luca Canali e Guglielmo Cavallo, edito da BUR Biblioteca Universale Rizzoli.&nbsp;Devo riconoscere, con grande rammarico, che la mia formazione scolastica non ha previsto lo studio di questi prodotti culturali. Peccato, tradurre cose come &laquo;<em>Move te, fellator</em>&raquo; sarebbe stata una buona occasione per appassionarmi allo studio del latino.</p>
<div>I graffiti andavano dalle beffe agli annunci privati, <strong>dalle volgarit&agrave; alle dichiarazioni d&#39;amore</strong>. Scrivere <em>Io e te 3 msc</em>&nbsp;o <em>X non posso vivere senza te</em> in giro per la citt&agrave; &egrave; una cosa vecchia duemila anni. Sempre a Pompei &egrave; stato rinvenuto questo graffito, di ispirazione ovidiana, che probabilmente accompagnava il dono di un anello:</div>
<div>&nbsp;</div>
<blockquote>
<div><em>Vellem essem gemma hora non amplius una,<br />
		ut tivi signanti oscula pressa darem.</em></div>
<div>(Vorrei essere la gemma dell&#39;anello non pi&ugrave; di un&#39;ora sola<br />
		per fondermi, con gli impressi baci, a te che con essa sigilli.)</div>
</blockquote>
<div>Immaginiamo spesso il passato come distante dal nostro vivere quotidiano. In realt&agrave; le persone non cambiano, le relazioni tra uomini sono sempre le stesse e cos&igrave; il bisogno di esprimersi. Ce lo insegna anche <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Baudelaire">Charles Baudelaire</a>. In un appunto pubblicato poi nella raccolta <em>Il mio cuore messo a nudo</em>, edito da Adelphi, il poeta osserva &laquo;<strong>Due belle religioni, immortali sui muri</strong>, eterne ossessioni del popolo: <strong>un cazzo (l&#39;antico <em>phallus</em>)</strong> &#8211; e &quot;Viva Barb&egrave;s!&quot; oppure &quot;Abbasso Filippo!&quot; oppure<strong> &quot;Viva la Repubblica!&quot;</strong>.&raquo;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: right; ">Alessandro Pollini</div>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 08:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Licia Ambu</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Lunedì Metaletterari]]></category>
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		<category><![CDATA[Cattedrale]]></category>
		<category><![CDATA[David Foster Wallace]]></category>
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		<category><![CDATA[Si parla troppo di silenzio]]></category>

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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><img width="570" height="300" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/09/Underwater_world-570x300.jpg" class="attachment-forpost wp-post-image" alt="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" style="margin-bottom: 5px;" /></div><p>E insomma &egrave; andata che di tutti i libri infilati in valigia non ne ho aperto manco uno. A destinazione ho comprato un Carver (<a href="http://www.ibs.it/code/9788865590027/carver-raymond/cattedrale.html"><em>Cattedrale</em></a>, Raymond Carver, Beat 2010, 9&euro;) e fine delle trasmissioni. Io e Raymond abbiamo passato due giorni meravigliosi nemmeno a dirlo.&nbsp;Intensi.</p>
<p>C&rsquo;&egrave; quella storia Una cosa piccola ma buona che c&rsquo;&egrave; voluta una pausa causa apnea, ve lo dico. Voi l&rsquo;avete letto quel racconto? No perch&eacute; bisogna. Che cosa ragazzi&hellip; Che poi verso la fine ho cominciato a pensare che ci azzeccasse un poco con certe retrovie di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=MPOrx2JnNO0" target="_blank">quel discorso</a> che David Foster Wallace ha fatto al Kenion College. Forse avevo assunto un Martini di troppo? Non lo ricordo veramente. Sono robe tostissime da cascarci dalla sedia.</p>
<p>Questo fatto che dietro le persone ci sono vite o viceversa. Sono cose un po&rsquo; difficili da accettare, ecco. Come loro, per me, lo sanno spiegare in pochi&hellip; Chi pu&ograve; dire questa &egrave; l&rsquo;acqua meglio di cos&igrave;? (<a href="http://www.ibs.it/code/9788806199692/wallace-david-f-zzz99/questa-egrave-l-acqua.html"><em>Questa &egrave; l&rsquo;acqua</em></a>, David Foster Wallace, Einaudi 2009, 16,50&euro;)</p>
<p>Un tale tempo fa ha provato a immaginarsi un incontro tra Hopper (Edward non Dennis) e il vecchio Raymond (<a href="http://www.ibs.it/code/9788857203560/nove-aldo/parla-troppo-silenzio.html" target="_blank"><em>Si parla troppo di silenzio</em></a>, Aldo Nove, Skira 2009, 14&euro;). Ma ci pensate? Io aggiungo David. Fate voi.</p>
<p>Al ritorno in treno ho letto Wodehouse, perch&eacute; Jeeves &egrave; l&rsquo;unico modo per rientrare dalle ferie senza buttarsi sui binari secondo me. Un salvavita insomma. Ha funzionato.</p>
<p>Voi? Passate buone ferie?</p>
<p style="text-align: right; ">Licia Ambu</p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Libri B, Libri Z, Libri A bis</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Aug 2011 08:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Licia Ambu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div><img width="570" height="300" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/08/foto-licia-2-570x300.jpg" class="attachment-forpost wp-post-image" alt="foto licia 2" title="foto licia 2" style="margin-bottom: 5px;" /></div>Allora, io questo fatto dei libri cretini proprio non riesco a capirlo. Ma niente! Cioè, libri sono libri, con una loro utilità, un lavoro di redazione e scrittura e un pubblico. Non è che come al solito alla fine tocca a noi lettori decidere chi è cosa...? Ai posteri l'ardua sentenza. <a href="http://www.finzionimagazine.it/libri/i-lunedi-metaletterari/libri-b-libri-z-libri-a-bis/">Continua a leggere</a>
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<p style="text-align: justify; ">E s&igrave;, lo so, c&#39;&egrave; un errore di fondo gravissimo: parliamo di generi diversi in effetti. E qui tutto vogliamo tranne scomodare la diatriba sui generi che &egrave; un altro polverone che mica ne usciamo pi&ugrave;, per&ograve; mica uno che vuol fare il figo intellettuale rimorchia proclamando le migliori pagine di Liala&#8230; Ma restiamo sul pezzo va. Dicevamo, mi spiegate il fatto? Io lo so che proprio sto di fronte a una banalit&agrave;, che di certo Signore come la Critica, la Sociologia e altre desinenze ci avranno gi&agrave; pensato, solo non riuscendo a mettere ordine nella mia testa non mi trovo.</p>
<p style="text-align: justify; ">Cio&egrave; dire che <strong>Moccia</strong> (<em>Ho voglia di te</em>, Feltrinelli 2008, 9 euro) fa roba schifosa &egrave; sbagliato, dire che fa roba giusta &egrave; sbagliato uguale, ho capito bene? Allora cosa fa di un libro un libro vero? <strong>Simenon</strong> per esempio con Maigret (<em>Maigret e l&#39;uomo solitario</em>, Adelphi 2011, 10 euro)&nbsp; che cavolo per me &egrave; proprio figo e per niente cretino, sar&agrave; alta o bassa letteratura? Entrambe? Nessuna? E&#39; un giallo e, in quanto tale, si classifica insieme a <strong>Larsson</strong> per dire, quindi? Insomma conta come vengono scritti? Da chi? Se chi li scrive spazia a tal punto da accreditarsi anche in un ambito pi&ugrave;, come dire, elitario/culturale e meno commerciale? <em>Harry Potter</em> non lo tiriamo in ballo, ma tipo<em> Il piccolo principe</em>, con la sua aura di santit&agrave;, allora dove lo mettiamo? Non &egrave; che come al solito alla fine tocca a noi lettori decidere chi &egrave; cosa&#8230;? Ai posteri l&#39;ardua sentenza.</p>
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		<title>Questione di misure</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 08:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Licia Ambu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div><img width="570" height="300" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/08/foto-licia-1-570x300.jpg" class="attachment-forpost wp-post-image" alt="foto licia 1" title="foto licia 1" style="margin-bottom: 5px;" /></div>Che dire, la cultura a volte è proprio una questione di misure. Diceva Einstein è più facile distruggere un atomo che un luogo comune. O no? <a href="http://www.finzionimagazine.it/libri/i-lunedi-metaletterari/questione-di-misure/">Continua a leggere</a>
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			<content:encoded><![CDATA[<div><img width="570" height="300" src="http://www.finzionimagazine.it/wp-content/uploads/2011/08/foto-licia-1-570x300.jpg" class="attachment-forpost wp-post-image" alt="foto licia 1" title="foto licia 1" style="margin-bottom: 5px;" /></div><p style="text-align: justify; ">Per carit&agrave; <strong>Schatzing</strong> sar&agrave; anche un fenomeno, ma io il suo ultimo libro (<em>Limit</em>, Nord 2010, 23 euro e 50) non ho mica voglia di leggerlo. Solo l&#39;idea che mi ci aparecchio in spiaggia e malauguratamente mi addormento, dovesse cascarmi in faccia quel colosso di pagine&#8230; Per carit&agrave;! Poi lo so, ci son libri sottili che ci vogliono ore di applicazione per arrivare a pagina tre e altri spessi come mattoni per cui basta molto meno. Certo, che scoperta, se &egrave; per questo un aforisma dice tantissimo in poche parole (la qual cosa meriterebbe l&#39;istituzione di una <a href="http://www.finzionimagazine.it/news/domani-e-la-giornata-nazionale-dellaforisma/">festa dell&#39;aforisma</a> con tutti crismi, bisognerebbe pensarci&#8230;)!</p>
<p style="text-align: justify; ">Anche se, anche se, va detto, alcuni aforismi seppur brevi sembrano eterni, <strong>Petrarca</strong> tipo: interrogo i libri e mi rispondono. E parlano e cantano per me. Alcuni mi portano il riso sulle labbra o la consolazione nel cuore. Altri mi insegnano a conoscer me stesso e mi ricordano (Francy, in confidenza, ma quanto dura&nbsp; la cosa?) che i giorni corrono veloci e che la vita fugge via. <strong>Barbara Tuchman</strong> &egrave; stata molto pi&ugrave; breve: I libri sono l&#39;umanit&agrave; stampata. Fine, cos&igrave;. Che poi lei vanta due Pulitzer per averci spiegato che la storia &egrave; fortuita e che bene e male convivono sempre (pi&ugrave; altre cose davvero interessanti), un alternativo sunto di Harry Potter praticamente.</p>
<p style="text-align: justify; "><strong>Nietzsche</strong> si riporta abbia detto e/o scritto da qualche parte: &quot;Chi scrive aforismi non vuole essere letto ma imparato a memoria&quot;. Sarebbe certamente stato contento di sapere che anche questo &egrave; ormai divenuto a tutti gli effetti un potenziale aforisma, ma questa &egrave; un&#39;altra storia. Anyway, a impatto, cos&igrave; su due piedi, si viene forse pi&ugrave; attirati da un libro sottile, un po&#39; come quando hai la lista dei libri estivi e opti per quelli pi&ugrave; piccoli, lasci la storia infinita e ti becchi che so, il russo classico di turno. Ma son cose no? Che dire, la cultura a volte &egrave; proprio una questione di misure. Diceva Einstein &egrave; pi&ugrave; facile distruggere un atomo che un luogo comune. O no?</p>
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