Dissenno del poi
Emily Dickinson, il bianco e il rosso
Per la festa a casa Dickinson è obbligatorio l’abito bianco. Continuiamo a girare l’America e approdiamo a Amherst, Massachusetts. Continua a leggere
Il mondo che lui voleva: pecore, androidi e bastioni di Orione
Pecore elettriche, futuri anticipati, visioni notturne e anfetamine. Oggi tutti a casa di Philip K. Dick. Continua a leggere
«Esisterà qualche altra strada oltre la mente?»
Rimaniamo negli Stati Uniti e facciamo una capatina da Sylvia Plath, una donna fragile e complessa che ci ha lasciato un solo romanzo e tante meravigliose poesie. Continua a leggere
Truman, il dono e la frusta
«Penso di aver scoperto il vero me stesso abbastanza presto. Ci ho solo messo parecchio tempo a scoprire quanto posso resistere al dolore, quanto dolore posso realmente sopportare e continuare tuttavia ad andare avanti» Continua a leggere
Ballare sulle punte, sentire le voci
Non era solo la moglie di Francis Scott Fitgerald. Zelda era una scrittrice, una ballerina e una pittrice. Con tantissimi vuoti a riempirla. Continua a leggere
Alda, «folle d’amore»
«Il manicomio è una grande cassa di risonanza» diceva proprio lei, Alda Merini, che da quell’esperienza ha saputo far germogliare la sua scrittura. Continua a leggere
Alla ricerca di un faro e di un “artista puro”
Alcuni l’hanno definito il Rimbaud italiano, altri solo un folle. Per noi è Dino Campana, un errante (nel senso di viaggiare, non di sbagliare), un visionario, un poeta. Continua a leggere
Virginia Woolf e l’ornitologia
La rubrica “Dissenno del poi” curiosa nelle vite degli scrittori pazzi. Oggi compriamo un biglietto per Londra e andiamo a trovare Virginia Woolf. Continua a leggere










