Formiche sui muri

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Un bel modo di fissare una frase o un concetto che colpisce particolarmente è scriverlo su un muro. A Bologna molta gente scrive sui muri ma, di solito, si oscilla tra turpitudini e pegni d’amore.

Su una particolare serranda, qualcuno ha scritto, con un bel pennarello rosso: “non è mai finita con le formiche”.

Quando con un piede pesti una fila di formiche, per interromperla, questa si ricompone immediatamente; riprende, incurante, il filo. E’ il rizoma di Deleuze, è l’enciclopedia di Eco, è la semiosfera di Lotman.

Così funziona la nostra cultura: se provi a tagliare una connessione, immediatamente se ne riforma un’altra (la censura è, in questo senso, teoricamente impossibile. Hanno tolto la Guzzanti dalla tv? Vai in teatro o compri il DVD. O ti indigni per la Carfagna che la querela).

Così funziona il sistema dei libri: per leggere la frase sulle formiche si poteva leggere quel bellissimo mattone che è Millepiani di Deleuze. Si poteva consultare un manuale di filosofia.

O semplicemente accantonarli e visitare questo blog.

Jacopo Cirillo



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