Diagonali / Leopardi, emo e luoghi comuni
I libri come scusa per parlare di discorsi sui libri e gli emo come scusa per parlare di discorsi sugli emo. Praticamente un metaemo.
L’opinionista di Studio Aperto ha poco tempo fa allertato i genitori circa il pericolo emo. Il senso era un po’ quello di stare attenti alla tendenza al suicidio dei figli emo. Quindi un gruppo a tendenza zero, in termini matematici. La nuova pedagogia: il ragazzo soffre e diventa emo in attesa del suicidio. Chi soffre davvero invece -che sorpresa!- non è detto debba darlo a vedere, con grande dispiacere di chi dal vestito identifica la persona. Chi è infelice magari in silenzio legge Baudelaire, Cendrars, Leopardi, Montale. Di ragazzi che leggono Leopardi e Baudelaire fuori dai banchi ce n’è più di un plotone. E magari chi professa la tristezza si diverte più degli altri, Schopenhauer docet.
Il gioco è difficile se cade l’etichetta e bisogna cercare di capire chi si ha di fronte. Infatti gli emo hanno il ciuffo e Leopardi no.
Alessandro Pollini
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