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	<title>Commenti a: Non esistono materie belle o brutte</title>
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	<description>Progetto di lettura creativa</description>
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		<title>Di: giuseppe</title>
		<link>http://www.finzionimagazine.it/libri/diagonali/non-esistono-materie-belle-o-brutte/#comment-71</link>
		<dc:creator>giuseppe</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 22:54:28 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Le discipline non si dividono in belle o brutte; si dividono piuttosto in quelle che ti permettono di dire – e di pensare – cose intelligenti e quelle che non lo fanno. Semiotica… sì. Sociologia… no, tanto per fare un esempio.&quot;

Questo è quello che tu scrivi e questo è quello che io leggo...che la semiotica ti PERMETTE di dire e pensare cose intelligenti e la sociologia no, o come hai ribadito in seguito &quot;permette molto meno della semiotica di dire cose intelligenti a partire (e allontanandosi) da essa&quot;. 
Seguendo la tua logica e senza una strutturata critica si arriva alla mia conclusione. Ovviamente sbagliata.

Non sono polemico ma perplesso da quello che scrivi e te lo faccio presente.

Una mia breve e personale visione degli ultimi autori da te citati Peirce e Deleuze. 

Il primo è principalmente un logico matematico che non mi sembra si muova in modo flippante, ma al contrario molto strutturato e soprattutto utilizza un numero abbastanza ampio di categorie. Tanto che tirar fuori le sue categorie e isolarle dal sistema logico all&#039;interno del quale vivono può portare a dei grandi strafalcioni o a snaturarne il suo ampio lavoro.

Il secondo è prettamente un filosofo molto vicino alle questioni linguistiche e semiologiche (Saussure, Bachtin, Blanchot, Hjelmslev e lo stesso Peirce) ma dubito che la sua intelligenza, o il suo fascino intellettuale derivi dal suo interesse per la semiotica. 

Ribadisco, non voglio polemizzare ma mettere in luce degli aspetti da te tirati in ballo che mi sono sembrati avventati.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Le discipline non si dividono in belle o brutte; si dividono piuttosto in quelle che ti permettono di dire – e di pensare – cose intelligenti e quelle che non lo fanno. Semiotica… sì. Sociologia… no, tanto per fare un esempio.&#8221;</p>
<p>Questo è quello che tu scrivi e questo è quello che io leggo&#8230;che la semiotica ti PERMETTE di dire e pensare cose intelligenti e la sociologia no, o come hai ribadito in seguito &#8220;permette molto meno della semiotica di dire cose intelligenti a partire (e allontanandosi) da essa&#8221;.<br />
Seguendo la tua logica e senza una strutturata critica si arriva alla mia conclusione. Ovviamente sbagliata.</p>
<p>Non sono polemico ma perplesso da quello che scrivi e te lo faccio presente.</p>
<p>Una mia breve e personale visione degli ultimi autori da te citati Peirce e Deleuze. </p>
<p>Il primo è principalmente un logico matematico che non mi sembra si muova in modo flippante, ma al contrario molto strutturato e soprattutto utilizza un numero abbastanza ampio di categorie. Tanto che tirar fuori le sue categorie e isolarle dal sistema logico all&#8217;interno del quale vivono può portare a dei grandi strafalcioni o a snaturarne il suo ampio lavoro.</p>
<p>Il secondo è prettamente un filosofo molto vicino alle questioni linguistiche e semiologiche (Saussure, Bachtin, Blanchot, Hjelmslev e lo stesso Peirce) ma dubito che la sua intelligenza, o il suo fascino intellettuale derivi dal suo interesse per la semiotica. </p>
<p>Ribadisco, non voglio polemizzare ma mettere in luce degli aspetti da te tirati in ballo che mi sono sembrati avventati.</p>
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		<title>Di: Jacopo Cirillo</title>
		<link>http://www.finzionimagazine.it/libri/diagonali/non-esistono-materie-belle-o-brutte/#comment-70</link>
		<dc:creator>Jacopo Cirillo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 22:59:41 +0000</pubDate>
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		<description>E prima di chiedermi, inutilmente polemico, se mi rendo conto di cosa scrivo, chiediti se ti rendi conto di cosa leggi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E prima di chiedermi, inutilmente polemico, se mi rendo conto di cosa scrivo, chiediti se ti rendi conto di cosa leggi.</p>
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		<title>Di: Jacopo Cirillo</title>
		<link>http://www.finzionimagazine.it/libri/diagonali/non-esistono-materie-belle-o-brutte/#comment-69</link>
		<dc:creator>Jacopo Cirillo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 22:54:37 +0000</pubDate>
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		<description>Non mi si fraintenda. Qui non si sta sostenendo che la sociologia non dice cose intelligenti, anzi, tutto il contrario!
Qui si dice solo che la sociologia permette molto meno della semiotica di dire cose intelligenti a partire (e allontanandosi) da essa.

La semiotica, o almeno un certo tipo, è molto occamistica, usa cioè poche categorie e lascia molto spazio all&#039;analista (non si moltiplicano gli enti senza necessità). La sociologia, al contrario, mi pare permetta meno spazio di manovra, e questo, si badi, lungi da essere una critica. Non ho mai sostenuto infatti che un sociologo dicesse cose poco intelligenti (e sfido chiunque a trovarne riferimento in ciò che ho scritto).

L&#039;etica protestante e lo spirito del capitalismo di Weber è meraviglioso e intelligentissimo ma, dal punto di vista in esame, strutturato e dimostrato in modo rigoroso, di modo che di esso si possa al limite assentire o che lo si possa riprendere.

Se leggi Barthes o, di più, Peirce e Deleuze, è tutto un divenire che zampilla, è tutto una continua serie di sentieri che si biforcano, di categorie aperte, quasi da farti flippare il cervello!

Questa è la differenza che, in un piccolo esempio in un inciso, volevo intendere. Tutto qui.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non mi si fraintenda. Qui non si sta sostenendo che la sociologia non dice cose intelligenti, anzi, tutto il contrario!<br />
Qui si dice solo che la sociologia permette molto meno della semiotica di dire cose intelligenti a partire (e allontanandosi) da essa.</p>
<p>La semiotica, o almeno un certo tipo, è molto occamistica, usa cioè poche categorie e lascia molto spazio all&#8217;analista (non si moltiplicano gli enti senza necessità). La sociologia, al contrario, mi pare permetta meno spazio di manovra, e questo, si badi, lungi da essere una critica. Non ho mai sostenuto infatti che un sociologo dicesse cose poco intelligenti (e sfido chiunque a trovarne riferimento in ciò che ho scritto).</p>
<p>L&#8217;etica protestante e lo spirito del capitalismo di Weber è meraviglioso e intelligentissimo ma, dal punto di vista in esame, strutturato e dimostrato in modo rigoroso, di modo che di esso si possa al limite assentire o che lo si possa riprendere.</p>
<p>Se leggi Barthes o, di più, Peirce e Deleuze, è tutto un divenire che zampilla, è tutto una continua serie di sentieri che si biforcano, di categorie aperte, quasi da farti flippare il cervello!</p>
<p>Questa è la differenza che, in un piccolo esempio in un inciso, volevo intendere. Tutto qui.</p>
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	<item>
		<title>Di: giuseppe</title>
		<link>http://www.finzionimagazine.it/libri/diagonali/non-esistono-materie-belle-o-brutte/#comment-68</link>
		<dc:creator>giuseppe</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2009 20:27:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.finzionimagazine.it/?p=1079#comment-68</guid>
		<description>&quot;Le discipline non si dividono in belle o brutte; si dividono piuttosto in quelle che ti permettono di dire – e di pensare – cose intelligenti e quelle che non lo fanno.Semiotica… sì. Sociologia… no, tanto per fare un esempio. &quot;

Sei sicuro che dipende dalla disciplina? quindi secondo te...

Max Weber
Theodor W. Adorno
Emile Durkheim
Niklas Luhmann
Jürgen Habermas
Erving Goffman
Erich Fromm 

tanto per citarne alcuni...

dicevano cose poco intelligenti? 

Ma ti rendi conto ogni di cosa scrivi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Le discipline non si dividono in belle o brutte; si dividono piuttosto in quelle che ti permettono di dire – e di pensare – cose intelligenti e quelle che non lo fanno.Semiotica… sì. Sociologia… no, tanto per fare un esempio. &#8221;</p>
<p>Sei sicuro che dipende dalla disciplina? quindi secondo te&#8230;</p>
<p>Max Weber<br />
Theodor W. Adorno<br />
Emile Durkheim<br />
Niklas Luhmann<br />
Jürgen Habermas<br />
Erving Goffman<br />
Erich Fromm </p>
<p>tanto per citarne alcuni&#8230;</p>
<p>dicevano cose poco intelligenti? </p>
<p>Ma ti rendi conto ogni di cosa scrivi?</p>
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