Faccia di pongo, salvami tu

Di quella volta che non volevo finire a letto con uno e ho chiamato Kurt Vonnegut.

Che fregatura quando ti rendi conto che gli scrittori che ami sono delle persone, che hanno una vita. Sei obbligato a guardarli da un altro punto di vista, un po’ come quando cresci e capisci che i tuoi genitori fanno sesso: che orrore!

Il giorno in cui io l’ho scoperto di Kurt Vonnegut, mi sono incazzata parecchio. È successo leggendo Quando siete felici fateci caso. Ho pensato che tutta quella positività, dal titolo al contenuto, fosse davvero una palla.
Così l’ho messo alla prova: l’ho chiamato una volta che sono rimasta senza benzina in autostrada, e poi qualche giorno fa, quando gli ho chiesto aiuto per liberarmi di un tizio appiccicoso. La prima cosa che gli ha detto è stata: pensi di costruirti una famiglia con questa ragazza?

Ho sempre pensato che la faccia di Kurt fosse fatta di pongo, e che non ci fosse voluto il contributo di un grande artista per modellarla. Baffi e sopracciglia invece, mi ricordano le spazzole per pulire le scarpe. Non è bello Kurt, ma ha il volto buono, perfetto per spiegare a un uomo che deve desistere dal provarci con una ragazza.
Appena entrato in casa si è seduto e ha acceso la televisione.
– Da queste parti non prendete David Letterman, vero?

– Disegnami la tua donna ideale – ha detto  Vonnegut porgendo una matita al tizio.
– Io non so disegnare – ha risposto lui.
Kurt si è acceso una sigaretta ed ero sicura che avrebbe tirato fuori la storia di quando ha iniziato a fare il pompiere. Fa sempre così quando qualcuno gli dice di non saper fare qualcosa, tira fuori la storia del pompiere e racconta della prima volta che ha visto il fuoco.

Quando era giovane Vonnegut scriveva sulle riviste femminili. Per questo l’ho chiamato (e qui vorrei mettere un punto e virgola ma lui mi sgriderebbe) : pensavo se ne intendesse di faccende di coppia.
– Guardala, hai fianchi troppi larghi – gli ha detto ad un certo punto – se doveste scappare insieme da un bombardamento attraverso un passaggio segreto, lei sicuramente ti intralcerebbe e tu non ti salveresti. E poi le femmine parlano troppo. Lo sai che presto arriveranno a creare dei robot che sembreranno persone vere? Un robot parla solo quando tu gli dici di farlo.
Vonnegut ha proposto al tizio di iscriversi a medicina, di studiare ingegneria genetica, di approfondire le tecniche per la clonazione umana.

Ero stranita dal fatto che avesse acceso la televisione, lui odia la televisione, e anche i computer. Ogni tanto discutiamo insieme di questa cosa, ogni tanto gli chiedo come sia possibile che uno scrittore di fantascienza odi la tecnologia.
– E a te chi te l’ha detto?- mi ha chiesto la prima volta che ho tirato fuori l’argomento.
– L’ho letto su Forbes- ho risposto io.
Comunque, ogni volta che dico a Kurt che è uno scrittore di fantascienza, lui ride
– Fantascienza? Io? Hai mai visto OC?

Di validi motivi per leggere Kurt Vonnegut ne trovate ovunque. E se quelli che trovate non vi convincono, chiedetevi dove state sbagliando. Perché una cosa è certa, Kurt è uno scrittore da leggere. Quello che nessuno sa è quanto Vonnegut sia abile a tirare fuori gli altri da situazioni complicate. Su Wikipedia non lo scrivono perché li ha minacciati. E se aveste bisogno del suo aiuto vi consiglio di giocarvi la carta dell’umanesimo o al massimo di intavolare una discussione su Huckleberry Finn.   Nel caso si rifiutasse di darvi una mano, beh, “così è la vita”, proprio come direbbe lui.

Giulia Muscatelli

Ha un cane al quale cambia spesso nome. Una volta l’ha chiamato Giulia e da allora è convinta che sia lui a scrivere tutti i suoi racconti. Quali? Spera di poterli mettere in un libro a breve. In attesa di quel giorno, lavora tanto, mangia caramelle, troppe, fuma sigarette che non le puoi contare.

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