Alice a scuola di Wonderland

Ma certo Oreste, se io avessi un mondo come piace a me, lì tutto sarebbe assurdo: niente sarebbe com'è, perché tutto sarebbe come non è, e viceversa. Ciò che è non sarebbe, e ciò che non è, sarebbe.

Cara Alice,

Se solo avessi seguito i consigli di tua sorella Margaret non solo sapresti molto di più su Guglielmo il Conquistatore, ma sapresti che esistono tanti libri bellissimi senza figure! E se solo avessi studiato un po' di più, avresti affrontato la tua Wonderland molto più serenamente.

Se tu avessi letto qualche illustre compendio di medicina sapresti, ad esempio, che Humpty Dumpty non ti riconoscerà un'altra volta se passerai di lì perché affetto da una sindrome derivata dagli abbondanti traumi cranici che subisce abitualmente. Sapresti inoltre il significato della parola portmanteau, e apprezzeresti il fatto che la tua Wonderland ne è piena.

Incontrando lo Stregatto lo potresti di certo illuminare sulle teorie di Erwin Shroedinger, e sono sicura che ne rimarrebbe estasiato. Se avessi studiato, sapresti che «Vuoi un regalo di non-compleanno?» non è un indovinello senza risposta, ma un brillante esempio di paradosso linguistico. Se solo avessi conosciuto un signore che si chiama Sigmund Freud, rassicureresti il Cappellaio Matto del fatto che non  è folle, ma solo affetto da un disturbo del sonno.

Ma forse in fondo il senso del tuo paese delle meraviglie  è proprio questo: quando sei bambino Wonderland è solo un miscuglio di parole, colori, personaggi e assurdità divertenti, e quando sei grande cominci a cercare un senso in qualsiasi parola del romanzo, ne apprezzi le metafore o bestemmi contro la tua professoressa di traduzione che ti ha affidato come compito quello di tradurre un passaggio, magari del capitolo dove incontri il Brucaliffo, sapendo benissimo che la tua Wonderland  è un'opera considerata dagli esperti del settore come intraducibile.

Cara Alice, tutto sommato resta così. Arriverà un giorno in cui, stanca di libri senza figure, rimpiangerai la tua Wonderland senza senso. Che un senso ha eccome. O no?

Eleonora Del Frate

Eleonora Del Frate

Laureata (miracolosamente) in lingue e letterature straniere all' università "La Sapienza" di Roma, frequenta il corso di laurea magistrale di interpretariato da conferenza. Malgrado nella sua mente regni la Torre di Babele, il suo cuore è votato alla lingua e alla cultura giapponese. Aspirante viaggiatrice remunerata, si accontenta per il momento di viaggi mentali innescati dalle numerose letture.

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