Alice e la piccola mercante di sogni di Fermine

Spero mi perdoniate ma devo fare una piccola confessione: io, Alice, l’ho sempre odiata; lei, ma soprattutto il suo Paese delle Meraviglie. Per me, bambina irrequieta con la testa fra le nuvole, le sue avventure erano il massimo da poter vivere e provare in prima persona e, mentre i miei fratelli giocavano a Fifa ’99, io stavo ore e ore a guardare dalla finestra della nostra cameretta in attesa di veder passare sotto casa il Bianconiglio, per poterlo inseguire in un mondo incantato e vivere con lui incredibili avventure. Probabilmente la odierei ancora, questa Alice, se non fosse per quell’ultimo romanzo di Maxence Fermine, La piccola mercante di sogni, che tanto gioca con le caratteristiche più meravigliose dell’opera di Lewis Carroll. Perché se Alice ha saputo ispirare una storia così bella, forse qualcosa le devo dopo anni di astio, non credete?

Ci sono piccole differenze tra Alice nel Paese delle Meraviglie e La piccola mercante di sogni ma sono talmente esigue da passare decisamente in secondo piano nel momento in cui ci si accorge di quanto Maxence Fermine è debitore nei confronti di una delle fiabe più lette che siano mai state pubblicate. Se il lavoro di Lewis Carroll stupisce per le sue regole logiche, linguistiche e fisiche, La piccola mercante di sogni attrae il lettore grazie al suo recondito elogio a quella tana del Bianconiglio in cui tantissimi bambini hanno sognato di cadere per potere entrare, in un modo o nell’altro, nel mondo magico e surreale raccontato dal matematico inglese. Ed è Malo il fanciullo fortunato della storia di Maxence Fermine, un undicenne che non vuole andare alla propria festa di compleanno e che, a causa di un incidente stradale, si ritrova a dover attraversare un oblò che lo trasporterà in un mondo misterioso, un Regno delle Ombre in cui vivono alberi che parlano, gatti che fumano e spettri pronti a spaventare qualsiasi passante.

Come Alice, quindi, anche Malo “cade” in un mondo tutto nuovo, decisamente differente dalla realtà, dove, solo contro tutti, dovrà lottare contro il Male e l’Ignoto. Per poter tornare alla realtà, infatti, Malo dovrà sfidare il perfido alchimista di Via del Gatto che Pesca, Dom Perlet, che non vede l’ora di poter incastrare il piccolo avventuriero così come aveva fatto con Lili, la bambina dagli occhi d’oro che aiuterà il nostro Malo nella sua impresa.

In poche pagine, Maxence Fermine riesce a ricostruire tutte le emozioni che Lewis Carroll ha assemblato nell’immaginario di ogni bambino che, entusiasta di conoscere di persona Alice e il suo Paese delle Meraviglie, ritrova ne La piccola mercante di sogni tutta la gioia dell’avventura e della scoperta di un nuovo mondo. Poche pagine e subito vi tornerà alla mente quella prima volta con il Cappellaio Matto di fronte a una tazza di tè: ricordi che un vero lettore non saprà mai cancellare dalla memoria, nonostante l’invidia per la protagonista del libro. 

 

Nellie Airoldi

Cresciuta in campagna in mezzo ai libri e ai taccuini, ha imparato che nella vita si conosce una persona solo quando la si porta ad un aperitivo perché, diciamocelo, davanti ad un buon vinello nessuno può mentire, soprattutto se vicino c'è anche una fetta di polenta.

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