Il Grande Gats… ah no, il Grande Alì

Per amore, non c'è nulla che Bryan Adams non farebbe: ucciderebbe, morirebbe, mentirebbe. E voi, cosa non fareste per amore? Riuscireste a guardare negli occhi L'Altr* e sparare una balla colossale dietro l'altra? Pur sapendo che la controparte non è scema e vi sta sgamando in pieno? Tranquilli, succede più spesso di quanto non si pensi.

Anche perché è già da qualche generazione che siamo abituati ad esempi sui generis, e si sa, ciò che guardi in tv da bambino ti rimane impresso tanto quanto ciò che leggi. Stiamo parlando di due bugiardi disarmanti: Gatsby (aka James Gatz) e Alì Ababua (aka Aladdin). Questi due personaggi, a mio avviso, sono la copia sputata l'uno dell'altro.

Gats non era certo nato di buona famiglia, e aveva passato la vita ad ammirare ed invidiare yacht e fortune altrui. Fortune, tra cui la quintessenza della gatta morta Daisy Fay. Tutto, infatti, farebbe pensare che l'aver mosso mari e monti, aver adoperato qualsiasi mezzo per arrivare ad ottenere quel "qualcosa", fosse stato in funzione del tesoro più grande di tutti: il vero amore.

La sua vita era stata confusa e disordinata…ma se poteva ritornare a un certo punto di partenza e ricominciare lentamente tutto da capo, sarebbe riuscito a scoprire qual era la cosa che cercava.

Volendo leggere il romanzo in chiave romantica, si potrebbe dire che "la cosa che cercava" il Grande G fosse l'amore, la completezza di cuore e spirito. Ma diciamoci la verità, non ci crede nessuno. James è attratto da Daisy perché lei rappresenta un meraviglioso gioiello incastonato, un accessorio piacevole e sofisticato da sfoggiare e di cui andare fieri, il passe partout per la vera vita da vip. Altro che Bryan Adams! Tutte le bugie, il cambiare nome e identità, il rinnegare le proprie origini, il volere Daisy per sé… era tutto in funzione del raggiungimento di uno status a cui G sentiva di appartenere per diritto di nascita (ognuno ha le sue). Se James Gats avesse davvero amato Daisy Fay, e avesse davvero fatto tutto ciò che ha fatto per raggiungere lei, voglio sperare che le avrebbe palesato il suo intento. Che ne so, una lettera, una telegrafata, un invito a casa — anziché aspettare di utilizzare Nick come scusa. C'è un limite anche ai modi e alla delicatezza, se davvero sei innamorato. E alla fine niente, lei è talmente svampita che investe l'amante del marito con l'auto di Gatsby, e nulla di fatto. Chi troppo vuole, come dicevano le nonne, nulla stringe.

E mentre meditavo sull'antico mondo sconosciuto, pensai allo stupore di Gatsby la prima volta che individuò la luce verde all'estremità del molo di Daisy. Aveva fatto molta strada per giungere a questo prato azzurro e il suo sogno doveva essergli sembrato così vicino da non poter più sfuggire. Non sapeva che il sogno era già alle sue spalle, in quella vasta oscurità dietro la città dove i campi oscuri della repubblica si stendevano nella notte. Gatsby credeva nella luce verde, il futuro orgastico che anno per anno indietreggia davanti a noi. C'è sfuggito allora, ma non importa: domani andremo più in fretta, allungheremo di più le braccia … e una bella mattina…

Quasi lo stesso discorso vale per Aladdin. Ok, lui ha un animo nobile in perfetto stile disneyano, la quale etica gli impedisce di fare proprio qualsiasi cosa per raggiungere il suo obiettivo lucroso — non lascerebbe mai che un asino su un cavallo frustasse due bambini — ma è tutta la vita che sogna la vita di palazzo. Dal suo fantastico monolocale senza angolo cottura né tv ma con vista mozzafiato su Aqrabah, Al e Abu sognano "come dev'essere vivere lì, e avere servitori, e camerieri, e…"

aladdin

Animo sensibile, quindi, certo, ma guardiamoci negli occhi e scrolliamoci di dosso, solo per un secondo, l'innocenza romantica che Mr. Disney ci ha tenuto tanto ad infonderci: Aladdin ha avuto a che fare con Jasmine per mezz'ora della sua vita. Non esiste che se la voglia sposare, non sa nemmeno se sia simpatica o meno (questo apre altre discussioni su tutti gli altri classici Disney, certo, ma atteniamoci al discorso per il momento). Il non voler liberare il Genio, che è un grande amico, è dovuto al solo fatto di sposare Jasmine il prima possibile per garantirsi il diritto di vivere a palazzo. Non farsi sfrattare perché "straccione". Altroché amore alla Bryan Adams e il mondo è tuo, è mio, è nostro, per te e per me. Se Aladdin avesse davvero amato Jasmine, la mia — appunto — innocenza disneyana mi porta a voler credere che non avrebbe lasciato che si disperasse per la sua morte, oppure ah no, in realtà era lui ma travestito da straccione, sai, per sfuggire alle pressioni della vita di palazzo. Mica è scema, lei, come fai a dire di amarla e al contempo guardarla negli occhi e raccontarle balle su una cosa simile. Alla fine, però, lui ha più fortuna di Gatsby: Jasmine non ammazza nessuno, e gli perdona persino la colossale sfinge di bugie, sposandolo e garantendogli il cambio di residenza al palazzo.

Insomma, il Grande Gatsby e il Grande Alì sono due bugiardi di prima categoria, disposti a molto (se non proprio a tutto) pur di entrare nel club vip, persino a mascherare il desiderio di contante da sentimenti profondi.

Sara D'Agostino

Book nerd D.O.C., crede nella Forza come religione e ha una dipendenza da asciugacapelli. Da vera strapezzente, ha percorso la rotta di Kessel in meno di dodici Parsec.

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