Lady Cocca, da Nottingham a Rebibbia

Lady Cocca è la Mamma perfetta [n.d.r. io per le Mamme uso la maiuscola]. Lei se ne sta lì a sferruzzare per delle ore, si fa prendere da pensieri romantico-nostalgici e sciorina frasi in stile Baci Perugina come fossero le maglie della sciarpa che vi sta facendo: «La lontananza rafforza l'amore!». Oppure anche no risponde Lady Marion, e noi pure.

Lady Cocca è quel personaggio iper-materno e allo stesso tempo incredibilmente buffo, che quando si impegna — in cose serie, ma anche in cose sciocche come giocare a badminton — si morde la lingua e fa la faccia tutta concentrata, per poi fare una clamorosa gaffe e ridere per mezz'ora. La Mamma di Zerocalcare è esattamente così, e infatti è proprio Lady Cocca ad incarnarne le fattezze, al punto che i due personaggi non si distinguono quasi più: si tratta di Lady Cocca o di Mamma? Anche lei ricopre il suo protetto di saggezza popolare, anche lei si prende cura di lui e della sua educazione emotiva (o almeno, fa del suo meglio), anche lei è incredibilmente buffa  tipo quando chiama il figlio perché Google è misteriosamente scomparso. Non ce la fai a non cadere dalla sedia dal ridere.

Per questo motivo non ti aspetti lo scatto serio e aggressivo, quando arriva il momento.

In Dimentica il mio nome è la Mamma (e non Zero) ad essere la vera co-protagonista. Da insospettabile ed anonima chioccia di Rebibbia, donna simpatica, amorevole e apparentemente comune che si prende cura del suo "pulcino" custodendo il suo nido come un reliquiario, la Mamma si rivela essere una vera guerriera. Una vita tormentata, sempre in movimento e con gli affetti come unico punto di riferimento portano la Mamma a nascondere grandi verità a suo figlio, proteggendolo dai pericoli del suo passato con ogni mezzo. La Mamma di Zerocalcare è una vera, instancabile macchina da guerra. Una pioggia di molotov.

Così come Lady Cocca carica da sola le guardie del Principe Giovanni, sbaragliandole una ad una manco fosse il capitano degli All Blacks — per difendere il regno, ok, ma anche la sua protetta — allo stesso modo la Mamma "pareva Ken il Guerriero" quando, in Dimentica il mio nome, per difendere suo figlio dai fantasmi del suo passato, li disintegra uno ad uno a suon di cazzotti.

E sì, Lady Cocca non sarà la co-protagonista di Robin Hood, ma dove sarebbe ora il nostro volpino dal cuore nobile se lei non fosse intervenuta? Probabilmente sotto un'ammucchiata di rinoceronti agghindati da Enzo Miccio.

Nessuno si aspettava che Lady Cocca, la dolce e buffa balia, potesse trasformarsi in un mastodontico esempio di forza per poi tornare, immediatamente dopo, a ballare la quadriglia con Little John. E nemmeno Zero si sarebbe mai aspettato di vedere una luce tanto decisa e furente negli occhi di sua Mamma, nello sbaragliare gli scagnozzi del Furer. Per poi tornare ad occuparsi delle macchie sul divano:

bravo

Perché alcune Mamme sono così, sono buffe, ci mettono in imbarazzo senza farlo apposta e spesso le prendiamo poco sul serio, ma possiamo sempre contare sul fatto che, in caso di necessità, si trasformino in inarrestabili fore della natura, pari forse solo ad un'atomica. Per poi rimproverarci perché il fornello è ancora sporco, o cadere col sedere per terra e ridere da sole per quaranta minuti.

Sara D'Agostino

Book nerd D.O.C., crede nella Forza come religione e ha una dipendenza da asciugacapelli. Da vera strapezzente, ha percorso la rotta di Kessel in meno di dodici Parsec.

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