Nemiciamici ritrovati

Ci sono storie in grado di afferrare in una morsa anche i cuori più logori e stanchi, e la vicenda di Red e Toby è tra queste. Alcuni, forse, non rammenteranno il film in questione, da sempre passato un po' in sordina nel grande e favoloso mondo Disney. Frugate nella memoria, ben bene, in ogni anfratto e angolino: non vi vengono in mente un cane e una volpe, un bosco e una vecchietta dall'aria molto simpatica?

Red è un volpacchiotto rimasto senza mamma, cresciuto e allevato da una madre umana; Toby è un bracco, e, come tutti i cuccioli, goffo e incapace di vedere al di là del suo naso, letteralmente e olfattivamente parlando. I due si incontrano nel bosco, e diventano inseparabili. Ma, crescendo, si troveranno a fronteggiare un ostacolo insormontabile; perché Red è la preda, e Toby il predatore. Questa è la loro natura, ed essa vuole che siano nemici.

Agli occhi    e al cuore    dell'adulto tutto ciò può apparire banale o scontato. Ma, tornando bambini per pochi, preziosi attimi, diventa facile rimembrare il senso di sdegno e smarrimento che provavamo. E seduti, bocca all'ingiù e fronte corrugata, davanti alla TV, ci chiedevamo: «Che problema c'è? Perché non possono vivere serenamente la loro amicizia? Chi l'ha stabilito?»

Queste stesse domande se le pone anche Hans, il bambino di origini ebree de L'amico ritrovato di Uhlman, quando si vede rifiutato dal suo unico, grande amico Konradin. Ma, seppur giovane quanto Hans, il ragazzino tedesco ha chiara la situazione: «Mio caro Hans, accettami come sono stato fatto da Dio e da circostanze indipendenti dalla mia volontà.»

E Hans scappa, ripudiato da Stoccarda, sua stessa culla ma ormai avvelenata dall'ideologia nazista, così come Red, che torna a vivere nei boschi cui appartiene. Ma ricacciate indietro i lacrimoni: l'happy end c'è, seppur screziato di amarognolo. Perché i sentimenti più nobili, esulano, anche se con fatica, da ogni imposizione. Ce lo insegnano Hans e Konradin, ce lo insegnano Red e Toby, nemiciamici ritrovati.

Silvia Dell'Amore

Silvia Dell'Amore

Dostoevskij diceva che la bellezza salverà il mondo; io dico che lo farà il cioccolato.

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