Ubriacatevi con Dumbo, tra albatri e pachidermi

Bisogna esser sempre ubriachi. Tutto sta in questo: è l'unico problema. Per non sentire l'orribile fardello del Tempo che rompe le vostre spalle e vi inclina verso la terra, bisogna che vi ubriachiate senza tregua. 
Ma di che? Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro, ma ubriacatevi.

Questo prescriveva Baudelaire, improvvisandosi medico della nostra interiorità (non a caso il poemetto in questione è il numero trentatre). Certo, il grande poeta era uno sbevazzone, ma sappiamo tutti che dietro al suo Enivrez-Vous c'è ben altro che un mero inno all'alcolismo. O almeno, così ce l'hanno fatto passare. 

Che il Dumbo della Disney avesse letto, travisando, qualche pagina dei Piccoli poemi in prosa? Non biasimatelo; Dumbo è ancora un cucciolo, e che volete che c'azzecchi, lui, con metafore e poesia? Sta di fatto che il piccolo elefante, in preda alla tristezza e allo sconforto, finisce per sbronzarsi davvero e alla grande, coi Rosa Elefanti, le trombe e tutto il resto. Che poi, più che un'imbriacatura sembrerebbe un trip in preda a dosi massicce di LSD, ma questo è affare di "Reading On Drugs" e non certo di "Finzioni Kids".

Torniamo a noi; la storia di Dumbo Jumbo è arcinota ai più. Un elefantino, dagli occhi blu e dal sorriso dolce dolce, approda in un circo. A differenza degli altri pachidermi possiede una vistosa particolarità: due orecchie grandi, grandissime, due "sventole" come vengono poco carinamente definite. Per queste sue orecchie Dumbo passa i guai: viene deriso, umiliato ed escluso. E la signora Jumbo, dopo averlo difeso per le continue prese in giro, viene messa in isolamento e allontanata dagli altri animali.

Aiutato dall'amico topo Timoteo, Dumbo riesce, seppur per poco, a vedere la sua mamma (la scena in questione è sul podio dei momenti più struggenti Disney). Di ritorno dall'incontro, bevendo da una tinozza in cui era accidentalmente caduto del vino, Dumbo e Timoteo si prendono, per l'appunto, una sbronza coi fiocchi. È  vero, il piccolo non si era volontariamente dato alla bottiglia, ma basta riguardare qualche frame del cartone per accorgersi che, una volta assaggiata l'insolita bevanda, col cavolo che tira su la proboscide!

Il mattino dopo, Dumbo e Timoteo si ritrovano sulla cima di un albero, senza sapere come ci fossero arrivati. Ed è lì che il topo, ancora in hangover, capisce: Dumbo può volare, Dumbo sa volare! Ma come? Con le orecchie, sì, proprio quelle "sventole" per le quali veniva continuamente schernito e deriso. Un po' come l'albatro-poeta baudeleriano: splendido «principe dei nembi» in cielo, ma goffo e maldestro sulla terra, oggetto di scherno e disprezzo proprio per ciò che lo differenzia dagli altri.

Inebriatevi, dunque, gente! Dumbo non avrebbe spiccato il volo se non si fosse avvinazzato liberandosi, per qualche ora, dei tanti fardelli e dispiaceri. E ora diventa ancor più facile capire perché Charles ci desse dentro con oppio e fata verde; quando infatti il poverino provava a rivelare la sua vera natura, la società borghese, ridendo, rispondeva:

Ne ho vedute tante da raccontar, giammai i poeti volar!

Silvia Dell'Amore

Silvia Dell'Amore

Dostoevskij diceva che la bellezza salverà il mondo; io dico che lo farà il cioccolato.

2 Commenti
  1. Quella dei Rosa Elefanti è in assoluto la sequenza che più ha turbato la mia infanzia e che ad oggi ancora mi provoca qualche scompenso. Una delle cose più terrificanti che la mente umana abbia mai concepito, e non voglio nemmeno immaginare quali significati ancestrali il signor Disney voleva celarvi dietro, ma l’avete visto l’elefante al minuto 2:19?! Non so, parliamone… Foruna è poi arrivato il Sig. Matt Groening, probabilmente anche lui turbato dai Rosa Elefanti, che ha esorcizzato le mie e le sue paure con questa scena deliziosa: http://www.youtube.com/watch?v=2J6woVebRq8

    Cari saluti e ottimo pezzo
    baci

  2. Non conoscevo la scena dei Simpson, è fantastica!
    Per quanto riguarda il resto, risponderò così:
    “Non son tipo da svenire
    né da farmi intimorire
    ma vedermi comparire
    i rosa elefanti mi fa mal
    tanto mal”
    Baci Michele e grazie!