Né di Eva né di Adamo – Stupore e tremori, un doppio film di Michel Gondry

Cosa succede se la più eccentrica e irriverente scrittrice belga incontra il più visionario e irridente regista francese? Un film ad altissimo potenziale di eleganza e divertimento. Stiamo parlando di Amélie Nothomb, autrice dallo stile brillante e feroce, e Michel Gondry, che a settembre ci ha deliziato con la trasposizione cinematografica de La schiuma dei giorni. Dopo aver portato sul grande schermo un romanzo di Boris Vian, jazzista e studioso di Patafisica, oltre che autore di romanzi struggenti e surreali, Michel Gondry rivolge ora la sua attenzione all’enfant terrible della letteratura francese contemporanea. Il film si basa su due titoli: Stupore e tremori e Né di Eva né di Adamo, brevi romanzi autobiografici che raccontano una fase importante della vita di Amélie: il suo ritorno, all’età di vent’anni, nel natio Giappone. Il primo descrive la sua esperienza di lavoro in una multinazionale, il secondo la buffa relazione con Rinri, giovane giapponese a cui dà lezioni di francese. In entrambi i casi il vero protagonista è il Giappone, terra a cui Amélie si sente intimamente legata, ma che al tempo stesso rimane per molti aspetti incomprensibile e misteriosa, e proprio per questo affascinante. Da una parte la giovane Amélie fa di tutto per essere una vera giapponese, dedicandosi al lavoro con totale abnegazione e spirito di sacrificio, bevendo tè e mangiando sushi, apprezzando il pudore dei sentimenti e la riservatezza degli innamorati nipponici, dall’altra il suo sguardo implacabile svela le contraddizioni, le bizzarrie, le rigidità e i vizi di questa cultura.
Michel Gondry, con il suo stile onirico e soave, mi sembra l’unico in grado di trasporre in modo efficace episodi simbolici e vivaci come l’escursione di Amélie sul monte Fuji, divinità naturale ed emblema dello spirito del Giappone, oppure le folli nottate insonni alle prese con i rimborsi spese, in una lotta impari con la calcolatrice.

CAST
Amélie Nothomb – Helena Bonham Carter: avevate dei dubbi? Guardate le foto di queste due donne straordinarie: sono gemelle separate alla nascita. E percepisco anche una certa affinità di carattere: ribelli, anticonvenzionali, stravaganti, e allo stesso tempo dotate di fine intelligenza e ingegno acuto, sempre fuori dagli schemi, ma con classe. Certo, l’Amélie dei due romanzi è parecchio più giovane della Bonham Carter, ma anche se non esistessero truccatrici in grado di ringiovanire di cinquant’anni anche la Regina Elisabetta, un regista come Michel Gondry non si farà certo scoraggiare da piccole discrepanze anagrafiche.

Jun Ichikawa – Fubuki Mori: Amélie la descrive come una bellezza struggente: pelle candida, labbra disegnate, figura delicata e portamento elegante. Ma Fubuki Mori ha anche un temperamento crudele: umilia e tiranneggia la collega, pretendendo la perfezione anche nelle mansioni più ridicole, come fotocopiare documenti o servire il caffè, per poi declassarla fino al ruolo di “guardiana dei cessi”. Ma Fubuki Mori, lavoratrice irreprensibile, è segnata da un marchio infamante: a ventinove anni non è ancora sposata. Vittima della disciplina di lavoro così come della rigidità sociale, Fubuki Mori è perfetta e miserabile al tempo stesso. Per lei serve un’interprete raffinata e adulta, dalla bellezza non banale. Potrebbe risultare adatta Jun Ichikawa, attrice di origini giapponesi resa famosa dalla serie R.I.S. – Delitti imperfetti, attrice di una bellezza matura e complicata.

Sung Kang – Rinri: Rinri adora l’Europa, disdegna la cucina giapponese, beve Coca-Cola e ha uno strano marchingegno per fare la fonduta svizzera, di cui va pazzo. Ama Amélie con occidentale teatralità e trasporto, le canta canzoni d’amore sotto il ciliegio in fiore e la accompagna in romantiche gite al lago. Invece Amélie ha un contegno tutto orientale e prova per Rinri un sentimento definito Koi: "diletto e affetto". La relazione fra i due si sviluppa in modo asimmetrico e bizzarro, si nutre di differenze, incomprensioni e curiosità reciproche, in un crescendo di aneddoti spassosi con un finale a sorpresa. Rinri è, tutto sommato, un ragazzo come tanti, forse sin troppo normale e occidentalizzato per l’eccentrica Amélie. Per impersonarlo abbiamo pensato a Sung Kang, attore di origini orientali nato negli Stati Uniti, estraneo alla cultura orientale.

NOTE DI PRODUZIONE
Questo film è un’occasione per mettere insieme due romanzi che raccontano vicende sincroniche, eppure sembra incredibile che Amélie potesse passare in una sola giornata dall’inferno dell’ufficio ai soavi incontri amorosi con Rinri. Michel Gondry di sicuro si divertirà a mescolare questi due filoni, utilizzando magari soluzioni visive diverse: una luce soffusa e colori tenui per Né di Eva né di Adamo, un nitidissimo e tagliente bianco e nero per Stupore e tremori.
Le musiche, ingrediente fondamentale in un film in cui più che la trama conta l’atmosfera, le affidiamo a un altro francese: Yann Tiersen, geniale musicista minimalista di Bonn. Dopo averci commosso e incantato con le musiche de Il favoloso mondo di Amélie, ci aspettiamo da lui un altro tema musicale capace di diventare un classico e di catturare il carattere lieve, insolito e raffinato di questa storia, magari attingendo alle evocative sonorità orientali.

Viola Bianchetti

Ha un’identità in corso di definizione. Nel frattempo si gode la vita.

1 Commento
  1. Ahia, non ho tutto questo entusiasmo per la Bonham Carter, sarà che Tim Burton me l’ha ormai fatta detestare rendendola onnipresente come fa Benigni (si parva licet) con la sua coniuge, nel caso toscano cagna. Interessante l’idea dei due romanzi riuniti, anche se avendo già apprezzato la precedente versione cinemà di “Stupore e Tremori” un minimo di timore rimane. Non ho presente la bellezza giapponese che deve interpretare Fubuki, è alta come dice il romanzo?