okhunterthompsonrumdiary1 Cronache del Rum: un incontro di catch a Cuba

Cronache del Rum / Un incontro di catch a Cuba

Dopo averci regalato lo spettacolare ritratto di Arthur Cravan, poeta e pugile, critico dadaista e nipote di Oscar Wilde, lo scrittore Alberto Prunetti ci manda da Cuba – a partire da oggi e per quattro settimane – queste sue cronache del (e dal) rum, che raccontano d'incontri stupefacenti con scrittori e personaggi noti e meno noti dell'isola. Se l'America aveva Hunter S. Thompson e il suo gonzo journalism, noi di Finzioni abbiamo Alberto e le sue cronache cravaniane! 

Emulo del poeta e pugile dadaista Arthur Cravan, scomparso nell'Atlantico mentre tentava, ubriaco, di raggiungere Buenos Aires su una barchetta rubata a un pescatore, avevo già programmato di partire alla ricerca di tracce del mio illustre pugile e maestro di lettere. Seguendo la pista che lo voleva a Buenos Aires, avevo visitato due volte senza esito la metropoli rioplatense, senza trovare però alcuna traccia, nonostante le ripetute puntate a negozi di ferramenta, carceri e bordelli. Ma avevo un'altra pista da seguire: una leggenda vuole che il poeta Cravan, naufragato nel Mar dei Caraibi, avesse raggiunto a nuoto l'isola di Cuba. Dovevo fare un estremo tentativo e il raduno di lottatori latinoamericani, informalmente organizzato da una piccola lega di pugili cubani, era probabilmente il luogo ideale per trovare qualche segnale della presenza del peso massimo del nichilismo dada.

E adesso eccomi qui, nel patio di una casa de Centro Habana dove si é appena concluso un combattimento di galli. Qui ci si iscrive per il raduno internazionale di wrestling; i cubani sono la maggioranza, ma non mancano messicani con le maschere de El Santo e i tatuaggi truci inneggianti alla Santa Muerte; venezuelani del pugilato bolivariano con la tuta rossa di Chavez; effeminati lottatori portoricani supini alle norme della federazione di catch statunitense. Una bolgia brutale in cui mi ficco alla ricerca di un energumeno che possa assomigliare al mitico fondatore del pugilato realvisceralista. Nessuno é così brutale da somigliargli neanche di striscio. Sfoglio allora i registri degli iscritti ai combattimenti. Eccolo, il suo nome: Arthur Fabian Lloyd detto Cravan, il numero sette. Cerco la casacca numero sette. Ma mi ritrovo davanti un fighetto argentino che si spaccia per Arthur Cravan. L'impostore! In realtà è un figlio di immigrati italiani che si chiama Fabrizzio Del Monico (sic!), e che a Buenos Aires ha un discreto seguito come “gentiluomo del ring”.

Ma il catch letterario cubano è ben altra cosa che una soffiata di mate caldo sulla faccia di un paraguayo borracho. E l'impostore dovrà fare i conti con il vero emissario di Cravan! Gli lancio in faccia il guanto del duello creolo davanti agli sguatteri di un'osteria e mi accingo a dargli una lezione di cultura arrabalera, mentre lui invoca strani orishas negri. Si muove tra le corde con la rapidità dei guaranì temperata dalla nobleza gaucha del Martín Fierro. Ma io lo affronto con un diretto caraibico che ostenta tutto il sudore del realismo sporco dell'Avana. Purtroppo l'ingrato non accoglie con benevolenza le mie note di critica brutale. Anzi: si sottrae al rigore delle argomentazioni e confidando sull'appoggio esterno di traditori della patria che minano il morale dei lottatori socialisti venezuelani – i quali non riescono a darmi il cambio in tempo – rovescia il peso delle trippe del lottatore messicano, già sul libro paga di capitalisti texani, sulle mie povere membra.

Mi sono ripreso a fatica da quesrto incontro e i traumi neurologici successivi alla commozione cerebrale mi portano a sproloquiare. Se mi incontrate in qualche angolo della Habana mentre inneggio alla Quinta Internazionale Postsituazionista  e vi attacco bottone su poeti e pugili, voi non contradditemi, perché sono pericoloso e ho inveritito da tempo gli antipodi tra nord e sud del mondo. Voi anzi annuite benigni e pazienti e dichiaratevi ansiosi di seguire queste mie cronache da Cuba, queste cronache dal e del rum. Nella prossima puntata continuerò la mia ricerca di personaggi cravaniani nei meandri della Feria del libro de La Habana, dove si fanno incontri a dir poco memorabili…

Alberto Prunetti