Mis(tres) Anaïs Nin

I coniugi Miller

Quando pensiamo a Henry Miller, pensiamo a Marilyn Monroe. Questo perché ci confondiamo col più famoso Arthur Miller, quello che in effetti si sposò con Marilyn Monroe.

Siamo comunque dentro fino al collo a quella malsana abitudine chiamata la moglie di…, l'amante di… secondo la quale associamo l'incona del sex appeal a uno dei luminari narrativi del Novecento.

Anche il Miller giusto però, Henry, scrittore e pittore, aveva l'abitudine di accompagnarsi a donne straordinarie. Sebbene meno esplosiva e famosa di Monroe, Anaïs Nin è stata una delle icone sessuali degli anni Cinquanta e Sessanta.

La nostra madrina cunnilibrica, sebbene sposata, si accompagnò a Henry Miller, sposato a sua volta, negli anni Trenta. Manco a dirlo, nei suoi diari si legge che la relazione fu molto fisica e passionale. E, manco a dirlo, per poco non ci scappò il bebè.

Ma, come dicevamo, Anaïs è molto più di una compagna di letto. Anche se di letti ne ha visti e ne ha scritti molti: inizia a tenere un diario a 11 anni e non smette più, le devono strappare via il diario dalle mani poco prima di morire. Se fosse vissuta oggi, sarebbe una Twitter-compulsiva.

Ma sapete che vi dico? Che leggerei volentieri i suoi cinguettii. Senza questa marea di pagine scritte con avidità non sapremmo nemmeno come mai a un certo punto della sua esistenza, Nin sia diventata un'autrice erotica da primato europeo.

Lei stessa racconta di avere perso la sua innocenza nel momento in cui un romanzo d'appendisce (scritto da un uomo, che ve lo dico a fare) le capitò in mano, del tutto casualmente, spulciando uno scaffale di un vecchio padrone di casa. 

Poi la necessità di soldi veloci fece il resto. Quindi tra le mani abbiamo una donna che ha avuto molti compagni, autrice di pagine hot, fedifraga e per di più con un'infanzia difficile (leggi: padre incestuoso). Come sia uscita viva dagli anni pre Sessantotto rimane ancora un mistero.

Fortunatamente scampata alla caccia alle streghe dei benpensanti, Nin ha scritto pagine che vale la pena leggere. Dai diari ai raccontini erotici. Se volete incominciare, da qualcosa di accessibile, prendetevi Henry e June, anche se – vi avviso – non è fedelissimo alla biografia. Dirvi altro sarebbe spoiler. Leggete! 

P.S. Nomen omen: il suo nome in persiano significa dea dell'amore, un motivo ci sarà, no?

Michela Capra

Quasi sicuramente sta scrivendo dal suo ufficio-poltrona, con qualche gatto addosso. Si ritrova, suo malgrado, fuori dal mondo almeno tre volte al dì.

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