Comunque tra meno di un mese esce il film del libro vuoto

Non è un fatto da passare sotto silenzio per una persona che nella vita si occupa di libri. Cinquanta sfumature di grigio (o “il libro vuoto”, per citare una recensione che ho amato molto) è stata una sensazione che ha travolto il mondo dell’editoria – e di pari passo quello dei lettori, che non sono la stessa cosa – e lo ha mutato per sempre. 

Dopo che la sua onda anomala è passata sul panorama, un’onda misurabile in 3.500.00 copie vendute in territorio italico, la ritirata ha portato per sempre via con sé milioni di taboo letterari e di pudicizie editoriali, lasciando sgombro il passaggio a un nuovo tipo di sciacallaggio, non per forza da intendere con accezione negativa. Certo, se si fosse un minimo conservatori, scoccerebbe la piega che da quell’istante in poi ha preso la letteratura femminile, una piega riassumibile in orde di nuove scrittrici di dubbia conoscenza della lingua italiana, aperture seriali di vasi di pandora di fantasie sensuali che avrebbero sconcertato Freud e lo sdoganamento delle pubblicazioni self. 

Questo ultimo è il fenomeno più interessante che personalmente lego allo scenario post apocalittico, post E.L.James, ancora una volta limitandomi ai libri de noiantri. L’auto pubblicazione dei propri manoscritti su Amazon è diventata un’arte non più sottovalutata anche dalle case editrici major – stiamo parlando in particolare di letteratura erotica/rosa/femminile, un genere bieco se vogliamo, ma esistente e consumatissimo. Queste autrici non sapranno usare il congiuntivo, ma sanno fare self promotion come pochi altri, tirando fuori unghie, pettegolezzi e vere proprie fatwe lanciate a colpi di aggiornamento di stato e cacciate da gruppi su Facebook, ma riescono a ottenere risultati incredibili in termini di copie scaricate o comprate (perché alcune si creano anche il cartaceo). Sono delle cover artist pazzesche nel gestire gli stereotipi immaginifici più diffusi in modo creativo e soprattutto hanno uno zelo che nemmeno un’ape operaia. Il miraggio è uno e uno solo: ricevere la mail o la telefonata della major (quasi sempre la Newton Compton), che comunica loro di volere stampare tot copie del loro Per odio o per amore Come te nessuno mai (titoli di pura invenzione, ma rendono bene l’idea) per farne il nuovo Mr. Grey. 

Sappiate dunque che tale è il fermento che si è creato, e ha tutta la sua dignità, nel livello appena sotto a quello di chi scrive libri perché si crede colto e vuole fare cultura. Io non vedo talenti, davvero nessuno, ma posso sbagliarmi, tuttavia, nonostante questa assenza, non posso evitare di vedere delle somiglianze tra questo scalpitio e il movimento simile che si creò con i penny dreadful e i romanzi gotici ad esempio, dove registro alto e registro basso (nel nostro caso infimo) si orchestravano benissimo, raggiungendo punte autorizzati notevoli.

Qui però si parla di scopare e di masochismo e di erotismo ben poco intellettualizzato (non so se è un male), non dimentichiamolo. In effetti non corriamo questo rischio, con il film praticamente già nelle sale, esce il 12 febbraio per i Sanvalentini più biechi che possiate immaginare, e nemmeno può scordarlo colui o colei che decide di non andare al cinema (o di non vederlo in streaming). Perché? Semplice, visitate la classifica dei Bestseller erotici su Amazon ed ecco riavvampare trame di Greyana memoria.

Sinossi

Il direttore di un prestigioso studio legale e procuratore distrettuale di Manhattan, Samuel Garnett, vive senza restrizioni. 

Etc…

Ecco il più venduto. Anche questa è letteratura. Anzi, da qui nasce la letteratura che alza la media del fatturato di settore perennemente disastrato. Godetevi il film senza sensi di colpa dunque, pare poi che non si arrossirà più di tanto: la scena più raccapricciante non l’hanno nemmeno girata. 

Michela Capra

Quasi sicuramente sta scrivendo dal suo ufficio-poltrona, con qualche gatto addosso. Si ritrova, suo malgrado, fuori dal mondo almeno tre volte al dì.

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