From Disco to Disco

Photo credit: W i l l a r d / Foter.com / CC BY-NC-ND

The worst part of being gay in the twentieth century is all that damn disco music to which one has to listen.
Quentin Crisp

Gli anni Settanta (più precisamente il periodo che va dalla rivolta di Stonewall del 1969 all'avvento dell'AIDS nel 1982 circa) sono considerati e idealizzati come l'età dell'oro della vita e della cultura gay. Molte persone che quel decennio non l'hanno vissuto in prima persona, invece, lo vedono come un periodo di sfrenata ed edonistica decadenza durante il quale si è vissuto senza scrupoli e in maniera troppo promiscua la propria sessualità. Come per tutti i miti fondativi, la storiografia di quel decennio tende ad essere selettiva e finisce per raccontare solo una parte della storia, quella della minoranza di uomini gay bianchi borghesi che viveva nelle grandi città degli Stati Uniti e attorno alla quale, nel corso degli anni, è stato costruito l'immaginario gay occidentale così come lo conosciamo oggi.

Questa ricostruzione, però, tralascia tutte quelle realtà periferiche e minoritarie che hanno plasmato profondamente, sebbene non in modo così immediatamente evidente, la cultura gay degli ultimi quarant'anni. Esclude palesemente l'apporto delle donne, delle lesbiche cresciute all'interno del movimento femminista, delle drag queen, delle persone transessuali e/o transgenere, dei latino e afroamericani, dei migranti, dei sottoproletari… La lista sarebbe ancora lunga, ma quel che conta è che proprio in quel lungo decennio di cui stiamo parlando, gli incontri e la con/fusione tra tutte queste realtà e generi diede avvio a un'orgia del possibile, forse troppo idealistica e naive, che avrebbe cambiato radicalmente il modo di vedere e vivere il mondo. E non solo alle persone non eteronormative.

A una di queste realtà, la Disco Music degli anni Settanta e Ottanta, Luca Locati Luciani ha dedicato un bel libro recentemente pubblicato da Vololibero edizioni, con un saggio sul camp di Gianluca Meis. La Crisco Disco del titolo si riferisce a un locale il cui nome si ispirava a una nota marca di margarina americana ed era uno dei tanti locali polifunzionali che nacquero verso la metà degli anni Settanta, soprattutto a New York e a Filadelfia, e che frequentati da una pletora di persone diversissime tra di loro accomunate dalla passione per la danza (i ritmi incalzanti della disco facilitavano il movimento) e dall'uso libero delle droghe e del proprio corpo.

La disco music nacque in contrapposizione al rock duro e progressivo di quegli anni negli Stati Uniti (discorso a parte sarebbe da fare per quello che successe in Gran Bretagna, dove il punk si affermò come la controcultura dominante), ma ben presto divenne, vista anche la sua spiccata indole internazionalista ed egualitaria, il genere musicale maggiormente capace di comunicare la voglia di cambiamento e amore universale (il 1969 non è poi così lontano) che c'era nell'aria. Quasi di contrappasso all'impenetrabilità e oscurità dei primi locali gay ad ospitare i dj che suonavano queste nuove sonorità, la disco musica era scintillosa e gioiosa, gaia dentro. 

Da discoteca in discoteca, la disco music conquistò il pianeta nell'arco di un quinquennio. Tutti e tutte, etero e gay, volevano ballare, cantare e sudare al ritmo di Donna Summer, Sylvester, Gloria Gaynor, Village People, Grace Jones, Amanda Lear etc. Tanto contagiosa da conquistare la paludata Italia sanremese e plasmare in qualche modo anche il nostro nascente movimento di liberazione omosessuale: il testo di una canzone di Ivan Cattaneo è addirittura firmato da Mario Mieli. Sulla pista da ballo si annullavano apparentemente le differenze, si poteva ancora credere che anche attraverso la musica si sarebbe potuto cambiare il mondo, se non altro cambiare sé stessi ed aprirsi verso gli altri, in e con tutti i sensi.

[Luca Locati Luciani, Crisco Disco. Disco music e clubbing gay negli anni '70 e '80, Volibero edizioni 2013, pp. 303]

GP Leonardi

Figlio illegittimo di Virginia Woolf e Morrissey, e separato alla nascita dalla sorella gemella Adrienne Rich, gp è una lesbica intrappolata nel corpo di un gay.

5 Commenti
  1. Quanto ho odiato la Disco Music anni 80! Ma perché Bob Mould e Grant Hart non hanno fatto coming out prima, che almeno avrei trovato qualche gay nella musica che mi piaceva ascoltare.

  2. Nessun decennio è stato così gay in musica quanto gli anni 80. E per fortuna che buona parte di quella musica non era disco.

  3. grandi Husker DU, grandi Loose Joints. Attenzione a non confondere la Disco con i Village People (o Amanda Lear) . Sarebbe come dire che i Pooh suonano hard rock.

    “Is it all over my face, you got me love dancin’…”

  4. @Ppier, non confondevo. parlo di un continuum. Di cosa sia filtrato da lì a qui. E poi io i Pooh ce li vedrei bene a suonare hard rock, ma anche no 😉