Ottimi versi per l’orifizio anale

verlaine

Cunnilibrus / Gli Stupri di Arthur Rimbaud

Riuscire a scrivere eroticume con un vero, enorme, spessore lirico? Roba da Rimbaud.

Per quanto spesso si parli di “capolavori” della letteratura erotica, non riesco a rinnegare la convinzione che vuole le più alte vette raggiunte dalla letteratura estranee all’argomento se(n)ssuale.

Stavo però leggendo le Illuminazioni di colui che fa parte dell’unica tripletta di geni che riconosca come tali (insieme, ma prima, di Leonardo e Mozart), quando finalmente la mia idea puritana ha subito un primo, convincente, scossone. Fino a poco tempo fa non possedevo una curata ed esaustiva edizione delle poesie di Rimbaud, quindi continuavo a leggerle e rileggerle sui “Tesori della Poesia in Miniatura”, un libricino lungo 5 centimetri preso agli o’bei o’bei anni fa. Di tutto rispetto. La divisione delle pagine tuttavia non è netta e Gli Stupri non sembravano altro che un’appendice conclusiva delle Illuminazioni.

Tanta la finezza ritmica e strutturale dei sonetti, tanto onesta e lineare la scelta dei vocaboli, che non mi sono accorta di passare dal conclamato apice dell’autore a un ensemble di versi relegati, di comodo, alla dicitura “opere varie”. Se si leggono di seguito all’opus magnus, i versi deliberatamente erotici non stonano e non staccano.

Una menzione speciale però va dedicata al terzo e ultimo Sonnet du Trou du Cul più goliardico già a prima vista. Qui è cosa certa la mano manovratrice del volpone Verlaine sul diciassettenne Arthur in un componimento che rientra nei divertissement osceni della cerchia poetica dell’epoca, che si ritrovava a Parigi in boulevard Saint-Michel, al terzo piano de l’Hôtel des Etrangers, per dirsi delle gran porcate.

Ma in fondo…

«È forse antica selvatichezza che si può perdonare?

(Est-ce ancienne sauvagerie qu’on perdonne? – in Mouvement)»

Sentite, il fatto che in quegli anni Rimbaud avesse una relazione omosessuale con lo sposato e più vecchio Paul Verlaine, che abusasse di droghe e liquori, che partecipasse a orge e bla bla bla bla bla, avreste la cortesia di abbonarmelo alla prossima volta?

Ada Micheli

Michela Capra

Quasi sicuramente sta scrivendo dal suo ufficio-poltrona, con qualche gatto addosso. Si ritrova, suo malgrado, fuori dal mondo almeno tre volte al dì.

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