Le 25 tesi di Walter Siti, l’innominabile

photo credit: © Massimo Serenelli

C’è qualcosa di religioso e rituale nell’ossessione erotica di Walter Siti per il corpo di Massimo Serenelli, il deuteragonista di molte sue narrazioni. Il suo corpo plastico da bodybuilder è stato talmente desiderato, amato e posseduto nel corso degli anni da essere ormai idealizzato e angelicato (non a caso Angelo è il nome di una delle sue tante raffigurazioni): un fisico da mito greco intrappolato in una realtà di borgata. Un simulacro attraverso il quale il desiderio sessuale può materializzarsi e contemporaneamente alludere e rimandare ad altro.

Attraverso Massimo, infatti, il protagonista e narratore di Autopsia dell’ossessione cerca di raggiungere il godimento estremo, di mettere in scena le sue fantasie sessuali, rappresentarle come in un set fotografico e di inserire gli scatti più evocativi all’interno della storia che sta raccontando, come per dare prova e forma ai propri sogni. Ma la fotografia pornografica (è lo stesso narratore a metterci in guardia) è di per sé poco allusiva, mostra apertamente quello che si dovrebbe immaginare o desiderare, ci ricorda che qualcuno ha fatto sesso (e goduto) al posto nostro. La fotografia non si può possedere né penetrare così come non si può possedere e penetrare fino in fondo Marcello/Angelo/Massimo. Almeno per noi semplici lettori, che finiamo per incarnare nella realtà il fantasma di carta di Danilo Pulvirenti e desiderare ciò che non potremo avere mai.

Il romanzo mette in scena la passione fine a se stessa, più che solo quella di Danilo per il suo feticcio, e non va confusa con la dipendenza sessuale. La sua ossessione (qui vivisezionata ed esposta in 25 proposizioni) si nutre della finzione che l’ha generata, è un prodotto industriale venduto in un negozio d’antiquariato. Attraverso di essa si accede al divino, ci si libera dalle catene e limitazioni del corpo terreno: “la differenza tra amore e ossessione è la medesima che corre tra inclinazione e vocazione: l’inclinazione è volontaria, convinta – la vocazione letteralmente ti chiama anche quando recalcitri e non vorresti, arriva dall’esterno e ti conduce all’assurdo. L’ossessione sessuale è una vocazione che non ha il coraggio di dichiararsi.”

Gian Pietro Leonardi

GP Leonardi

Figlio illegittimo di Virginia Woolf e Morrissey, e separato alla nascita dalla sorella gemella Adrienne Rich, gp è una lesbica intrappolata nel corpo di un gay.

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