Nella camera delle meraviglie di Ricci / Forte

Musiche assordanti accolgono noi, guardoni e onanisti metropolitani, in spazi asfittici. Umori umidi, forti, stantii assalgono i nostri sensi e li rapiscono. Ci tolgono il fiato. Corpi oscenamente esposti al pubblico ludibrio, ci si offrono in un pasto nudo. Entrare nella camera delle meraviglie scoperchiata da Ricci / Forte è un’esperienza fisica più che intellettuale (occhio al link, non è adatto a persone facilmente impressionabili, NdR). Si sacrifica la propria libertà d’azione per una manciata di minuti pur di partecipare a questa soap opera in diretta, sgomitare per raggiungere la prima fila, ed assistere quasi religiosamente al miracolo dell’evocazione degli spiriti degli eroi ed eroine delle sette opere scritte da Christopher Marlowe sul finire del XVI secolo.

 

Come magistralmente messo in evidenza dal maestro Mario Praz, il drammaturgo elisabettiano seppe spingere all'estremo la passione dominante dei suoi personaggi, che scelsero di sacrificare se stessi pur di emergere e distinguersi dagli altri. Didone, Faust, Tamerlano, Barabba, Ero e Leandro, Edoardo II come prototipi dell’uomo (e della donna) moderno, dunque. Nel mondo di Stefano Ricci e Gianni Forte diventano fantasmi degradati della coscienza, ombre sbiadite proiettate da specchi in loop. Gli spazi che abitano (bagno, cucina, camera da letto, garage, cantina) amplificano e contengono la loro solitudine imperfetta. Ripetono gesti come in trance. Non c’è più speranza per loro. Per noi.

 

La mediocrità del mondo che li circonda è puntellata da frammenti pop, citazioni di citazioni, immagini pseudopornografiche, oggetti quotidiani e cibi preconfezionati che assumono il ruolo di surrogati affettivi, come in un cortocircuito emozionale senza fine. In questa macelleria dei sentimenti, Didone può diventare una “bree van de kamp disperata … senza bambini da soffocare” ed Edoardo innamorarsi di Gaveston, commesso di Ikea. E il pubblico, finalmente liberato dalla dittatura televisiva dell’applauso, può tornarsene a casa, con la coscienza nettata e l’illusoria credenza di non far parte definitivamente di quel mondo che ci si è lasciato alle spalle abbandonando la location dello spettacolo.

 

GP Leonardi

Figlio illegittimo di Virginia Woolf e Morrissey, e separato alla nascita dalla sorella gemella Adrienne Rich, gp è una lesbica intrappolata nel corpo di un gay.

Nessun commento, per ora

I commenti sono chiusi.