Tutti quanti voglion fare sex (su Amazon)

Per scrivere questo articolo ho googolato “classifica libri erotici amazon” non perché non avessi idee, anzi ne ho troppe, ma perché ho sempre paura che siano desuete.

Infatti per una come me che vive, pur senza volerlo, in una strana dimensione dove l’Ottocento è l’era moderna (sono sfigata dite? Se però lo fa Ellroy è un figo ndr) ogni volta che arriva il momento di Cunnilibrus, è il momento di buttare un occhio alle tendenze dei ruggenti anni Duemila. E ogni volta, ogni volta vi dico, mi stupisco del crollo rovinoso degli argini della letteratura di genere erotico. 

OVVERO.

Vi ho raccontato fino alla nausea la storiella dei vari autori dei secoli passati (i Balzac, gli Apollinaire, per dire), che agli albori della loro carriera, o nei periodi di magra, con un nom de plume scrivevano, nei ritagli di tempo, romanzi erotici che venivano pagati a prezzo fisso, così qualche debito e qualche cena erano coperti.

Bene, a quei tempi la distinzione tra letteratura e letture era netta: si sapeva che cosa si stava scrivendo, si sapeva che cosa si stava leggendo. Per cui gli Alcools me li leggevo al parco o alla scrivania, mentre le Undicimila verghe erano un divertissement notturno.

Ora, e soprattutto post E.L. James (o si era già iniziato con Melssa P.?), mi leggo sul treno il romanzo erotico e, se ne fossi autrice, la sua stesura sarebbe evidenziata nel mio curriculum vitae, dove forse il romanzo di relazione, formazione o le poesie è già tanto che figurino nella sezione hobby, se ancora la contemplate. Poi chi dice che la fine del mondo e il ritorno di Babilonia non si è verificato?

Quando ho iniziato questa rubrica ero fermamente convinta e felice di fare il mio meglio per riattribuire uno status letterario ai b-side dei famosissimi, a Colette, al Marchese e compagnia, ma mi sto rendendo sempre più conto che ormai non ce n’è più bisogno: quando una “cosa” la sanno fare tutti (scrivere o scopare? Decidete voi) non servono più pilastri da cui partire, rimanendo in superficie, copiando e prendendo ispirazione dal collega più a portata di sbirciata.

Ai tipi come me rimangono tre cose da fare:

– armarsi di ceste di popcorn, aspettare e godersi la spettacolare implosione del genere;*

– armarsi di pazienza, leggere tutte le novità del settore e cercare chi, tra le righe, scrive con una nobiltà culturale superiore alla norma, dunque appassionarsi e parlarne in giro riacquistando momentaneamente la fiducia nella cultura;**

– Recensire, recensire e recensire, cioè fare fronte a questa logorrea narrativa con l’unica arma che si possiede, sentendosi degli infami in crisi di valori per le ripetute stroncature.

Non ho ancora scelto nessuna delle tre opzioni, ma se vorrete, le scoprirete solo leggendo.

*A proposito, se al secondo posto della classifica citata in apertura c’è un romanzo che cerca di spiegare la sindrome di Asperger ricorrendo alla tripla x, forse la fine è vicina.

** Was ist Kunst? Che cosa è la cultura? La differenza tra alta e bassa è morta o rimane relegata alle aule universitarie (per davvero) o ai concorsi e premi letterari blasonati (per finta). Parificato anche il solco più profondo in cui la cultura bassa poteva cadere e rasa al suolo la vetta a cui la cultura alta poteva arrivare, il risultato è che siamo immersi in una diarrea di parole dove capita che più di una tua amica di Facebook sia autrice di un romanzo erotico.

Michela Capra

Quasi sicuramente sta scrivendo dal suo ufficio-poltrona, con qualche gatto addosso. Si ritrova, suo malgrado, fuori dal mondo almeno tre volte al dì.

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