Dalla parte del lettore – Accumulare i libri

Bentornati a 'Dalla parte del lettore', la rubrica che legge per essere scritta e non scrive per essere letta. Continua il nostro viaggio tra le pratiche di lettura, quelle cose che bene o male ci coinvolgono tutti e ci fanno dire: anch'io faccio così! oppure: neanche morto! Oggi parliamo della seconda minaccia strutturale per i comodini vicino al letto dopo le tarme: i libri ancora da leggere.

A chi non è mai capitato di entrare in libreria e comprarsi tantissimi libri nuovi nonostante la minacciosa torre di carta intonsa che lo aspetta a casa? O guardare con sconforto le coste non ancora raggrinzite e traboccanti di titoli misteriosi pensando: e questi quando diamine li leggo? Immagino un po' a tutti, perché il gusto dell'accumulo è troppo forte, è come un richiamo atavico, ctonico. Forse è il nostro unico e umile modo, da esseri fallibili e finiti, di affrontare l'infinito, la sorda consapevolezza che non riusciremo mai a leggere tutto quello che vogliamo, neanche in una vita intera. E la commovente – perché vana – catarsi è appunto possedere più libri di quelli che riusciamo a leggere. Come un modellino in scala della nostra piccolezza. Come un torreggiante memento alla nostra costitutiva insoddisfazione letteraria. Come il frattale della nostra impossibilità.

Ecco, mi sono sfogato. E come premio per esservi cuccati tutto il pistolotto, arriviamo al dunque. I tipi di lettori che accumulano (o non accumulano) libri.

L'ACCUMULATORE COMPULSIVO

Ieri su twitter il nostro amico Giulio Passerini ha scritto

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Eccolo qui il nostro accumulatore! Impila libri su libri per il gusto di farlo, non per leggerli. Estremizza l'idea anti-ebook di libro feticcio considerandolo solo come un feticcio. La conseguenza principale di ciò è la qualità dei libri presenti nelle sue mensole: visto che il contenuto non importa, l'accumulatore guarda solo le dimensioni. E i libri di Vespa sono così grandi e così tanti da fare un'ottima figura. 

IL LIGIO (detto anche ACTIVIA)

Il ligio è davvero un ruolo attanziale encomiabile: compra un libro alla volta, lo legge, lo ripone e si reca nuovamente in libreria per acquistare quello successivo. Così via. Per sempre. Una regolarità pari a quei simpatici teatrini televisivi di Alessia Marcuzzi e Geppi Cucciari sul famoso bifidus. Certo, l'amore per la lettura, la voracità, la schizofrenia, l'immersione, tutto questo passa in secondo piano, sacrificato sull'altare della scala 1:1, della mappa talmente perfetta che, se creata, si sovrapporrebbe esattamente al mondo. Io leggo quello che ho e ho quello che leggo.

L'OTTIMISTA

L'ottimista pensa questo: ho un sacco di libri ancora da leggere a casa, adesso faccio un giro fuori ma NON passo dalla libreria, soprattutto da quella davanti a casa mia che ha i libri a 5 e 2 euro. No dai vabbè, giusto un giro, tanto non ho spicci dietro. Ah, prendete il bancomat? Vabbè, mi pare sia smagnetizzato. Ho troppa roba ancora, non posso prendere altro. Ma costa così poco. E poi mi sembra così… Dai, solo uno. O due. Alla fine torna a casa con uno zaino pieno, si siede e pensa: massì, che vuoi che sia, piano piano me li leggo tutti. E il giorno dopo ricomincia da capo.

E voi? Quanti libri avete sul comodino? Raccontatecelo nei commenti oppure correte a casa a iniziarne uno nuovo, che non c'è tempo!

Jacopo Cirillo

I libri non sono importanti

4 Commenti
  1. bell’articolo.. detto da un ottimista + compulsivo, categoria ibrida..
    attualmente ho sul comodino tutti i libri ambientati in (o che trattano della) Patagonia… non sono troppi ma nemmeno pochi..
    ma devo dire che sto usando un approccio metodistico che mi ha portato a finirne quasi la metà..
    ciao

  2. accumulavo molto in passato, aggiungendo anche giri in biblioteca, libri che mi regalano e che chiedo in prestito ad amici. Ad un certo punto lo stop. “NON COMPRO FINO A QUANDO NON AVRO’ SMALTITO TUTTO L’ARRETRATO” e così ho fatto assai ligia. Ora acquisto ancora ma molto meno compulsivamente, e l’arretrato non supera mai i 5 libri. In questo momento solo 1!

  3. Anch’io ottimista compulsivo. Mi ritrovo attualmente con una pila di arretrati di ventotto libri (più altri ancora intonsi ma sparsi in vari scaffali), la libreria stracolma, le tasche vuote, ma anche con un’inestimabile riserva di tutto quello che potrebbe servirmi a seconda della condizione psico-fisica del momento. Sono pronto per qualsiasi sbalzo d’umore. 🙂