Dalla parte del lettore – Scrivere sui libri

Bentornati a Dalla parte del lettore, la rubrica che ha fatto le audizioni per diventare cheerleader e alla fine si è dovuta accontentare di un posto nella polverosa biblioteca dell'high school, sospirando ogni volta che il quarterback della squadra prende in prestito i libri per tirarli in faccia ai secchioni. Oggi parliamo di un problema dibattuto fin dai tempi di Gutenberg: lasciare un libro intonso o riempirlo di note, appunti, scarabocchi e sottolineature? 

La questione in realtà è più profonda e affonda le sue radici nel concetto di libro come oggetto feticcio. Chi ama il contenitore, oltre che il contenuto, preferisce preservarlo da ogni agente esterno e dunque non scriverci sopra, voltare le pagine con cura e non piegarlo o stropicciarlo o, con lo stesso amore, renderlo vissuto, spiegazzarlo, inciderlo, sporcarlo, riempirlo di parole? I pro e i contro sono innumerevoli e si dividono tra entrambe le possibilità.

Chi scrive è sicuramente a favore della presa di possesso del libro oggetto oltre che della storia. Pensandoci, infatti, così come posso disporre come voglio della narrazione contenuta all'interno delle pagine, allo stesso modo voglio disporre del libro, marcarlo e marchiarlo, lasciare un mio segno come il libro ha lasciato il suo segno nel mio animo da lettore. Quando l'autore scrive una storia la regala al mondo, alla comunità, dicendo implicitamente: fatene ciò che volete. Allo stesso modo ci lascia anche il supporto da personalizzare, fare nostro. 

Dopo le mie opinioni non richieste, la di seguito tassonomia sembra una boccata di aria pura che invade lo stantio stanzino teorico in cui ci siamo inconsapevolmente chiusi dentro. E tra le categorie dei lettori ricordiamo:

IL RECENSORE

Questo particolare lettore scrive recensioni sui libri, per hobby o per lavoro. Ora, quando ti appresti a leggere un libro di cui dovrai fare una recensione, il tuo approccio cambia completamente. Matita alla mano, segni a piè pagina o dovunque ci sia un po' di spazio bianco qualsiasi pensiero, intuizione, nota e idea ti viene in mente durante la lettura. Alla fine la recensione è praticamente già scritta, basta ricopiare i pezzi e metterli insieme. L'unico problema è decifrare i geroglifici vergati durante la lettura in metropolitana o in autobus, ma questo è un altro discorso.

L'EVIDENZIATORE

Paria letterario se ce n'è uno, questo lettore ama evidenziare le frasi e i passaggi più importanti del testo ma, memore dei libri interamente fotocopiati dell'università, usa il temibile Stabilo Boss giallo fosforescente. Le lievi pagine del libro diventano zuppe del liquidino degli evidenziatori, inspessendosi, ondulandosi e diventando pesantissime. Si appiccicano l'una con l'altra, trascinano scie di colore dappertutto e impiastricciano un po' tutto. Solo apposite mensole rinforzate appese ai muri di casa riescono a reggere il peso di un'intera collezione di libri sottolineati con l'evidenziatore, e delle volte neppure quelle sostengono lo sfacelo letterario del giallo fosforescente.

IL RISPETTOSO

I libri sono sacri e non vanno insozzati dalla vostra lurida grafite! Questo e altri strali provengono direttamente dalla bocca e dalla coscienza del rispettoso, la cui libreria personale trabocca di libri totalmente intonsi. Sfogliandone uno non si capisce assolutamente se effettivamente sia stato letto oppure lasciato lì a prender polvere. Il rituale di lettura del rispettoso è complicatissimo: prima indossa dei guanti di plastica aderenti, un po' come quelli di Topolino, poi con una pinzetta volta rispettosamente le pagine, che scorre indossando una mascherina per non rovinare la carta con il suo sozzo respiro da peccatore. Legge un capitolo al giorno e non di più, per assecondare la suddivisione del libro e, metaforicamente, la sua rilegatura. 

IL CONTROSCRITTORE

Il controscrittore non si limita a scrivere qualche notarella a bordo pagina o sottolineare i passaggi più significativi. Al contrario riempie completamente il libro di appunti, di fatto riscrivendolo da capo. Ogni spazio bianco, ogni interstizio tra linee, addirittura le pagine bianche alla fine di qualche libro con scritto NOTE sopra, vengono sistematicamente occupati dalla grafia di questo particolare lettore che, non riuscendo a pubblicare il suo romanzo nel cassetto, decide di scriverlo sopra quello degli altri, sperando di usarlo come originale manoscritto da spedire alle case editrici. Quando però l'hanno informato che i manoscritti vanno mandati per mail e non per posta ordinaria, ha deciso di buttarsi in una nuova carriera: ripitturare quadri, riscolpire sculture e registrare sopra canzoni.

E voi? Che rapporto avete con i vostri libri? Ma soprattutto: usate lo Stabilo Boss giallo fosforescente?

Jacopo Cirillo

I libri non sono importanti

10 Commenti
  1. A seconda del libro (e di quante volte lo leggo) ondeggio da rispettoso a controscrittore!

  2. Non riesco a fare a meno di sottolineare, magari aggiungere qualche nota a margine (soprattutto se leggo libri in lingua), ma sempre rigorosamente a matita. E’ un modo per “vivere” il libro, segnare il nostro cammino insieme nel tempo … e poi è bello ritornare su un libro letto e ritrovare quella frase o citazione che avevamo segnato….
    alessia

  3. Rispettosa, soprattutto se c’è in giro il Patassa. Ma leggo più di un capitolo al giorno, da quando ho scoperto i segnalibri…

  4. Normalmente ‘rispettosa’, perché odio avere un libro rovinato, scritto e stropicciato, per me è una collezione di oggetti – la mia – non una raccolta di libri 😀
    Mica ci bevo il latte, nelle tazze che colleziono, ergo non spisciazzo i libri che ho.
    Però c’è stata una volta che ho voluto fare una recensione di quelle con le contropalle e allora ho inforcato la matita e sottolineato tutti gli estratti interessanti e segnato il numero di pagina nella primissima, nel sotto copertina.
    A fine lettura ho consultato tutte le sottolineature per realizzare la recensione ma mi sono tenuta molto sull’ordinato senza rovinare irrimediabilmente il libro.

  5. No, l’evidenziatore Stabilo Boss giallo no!!! Sacrilegio!
    Mi piace vivere il libro, con lievi sottolineature a pastello (belle dritte!) dei passaggi che mi piacciono, note a margine, scritte su post-it se sono lunghe o non c’è abbastanza spazio.
    Sono utili anche per la recensione. Però non insozzerei mai un libro con l’evidenziatore e non mi metterei a riscrivere il testo… A meno che non sia proprio brutto.

  6. Stabilo Boss giallo? Ma va! Uso Stabilo Boss giallo, arancione, verde e rosa, ognuno ha un significato diverso. Poi la matita, ovviamente.