Leggiucchiare i libri

Oh, bentornati a Dalla parte del lettore, la rubrica con un alto tasso di riproducibilità tecnica, tanto da prestarsi volentieri a qualsiasi ruberia intellettuale, anche per un riassunto frettoloso agli amici all'aperitivo quando, tra un Negroni e l'altro, strascicate: sai, ho leggiucchiato una rubrica su Finzioni, adesso ve la racconto, tanto avete bevuto in tale quantità da non ricordarvi nemmeno il vostro nome. 

Oggi parliamo infatti del leggiucchiare libri. Una pratica sempre più diffusa tra chi possiede già più titoli adesso di quelli che riuscirebbe a leggere in una vita intera ma continua a comprarne altri per un impulso irrefrenabile che, di fatto, manda avanti tutta la baracca dell'editoria, altrimenti eravamo già a dormire sotto a un ponte e buonanotte. Il "leggiucchiare" si colloca in una zona grigia tra il "leggere da cima a fondo" e il "mi guardo giusto la quarta di copertina per farci la recensione e via, sperando però che ci sia il riassunto e non le citazioni di Natalia Aspesi". È molto difficile da definire e noi possiamo solo girarci attorno con i quattro ruoli attanziali dei leggiucchiatori di libri. 

IL PROFESSIONISTA

Ah, qui non si sgarra. Il professionista della leggiucchiazione (o leggiucchiatura) riesce a sfogliare un libro intero facendo scorrere davanti agli occhi tutte le pagine in 20 secondi netti. Ovviamente non capisce nulla della trama ma, per sua fortuna, scrive per Finzioni e dunque riesce a sfangarla con la vecchia minchiata del "raccontare l'esperienza di lettura, che a noi le trame non ci piacciono". Visto che gli rimane un sacco di tempo libero, lo usa per scrivere su Twitter i libri che ha letto (il libro xxx è una bomba/una perla/mi è piaciuto un sacco/dovete leggerlo/mamma mia che roba) menzionando le case editrici così magari ci scappa un retweet da farci lo screenshot e ritwittarlo. 

IL NOVIZIO

Questo povero ragazzo è sempre stato un rispettosissimo lettore dei libri. Esiliato dalla comunità letteraria a causa della sua compulsione a leggere tutte le pagine, contravvenendo apertamente al terzo comandamento di Daniel Pennac: thou shalt not finish the book, ever, il novizio ha dovuto convertirsi e iniziare a leggiucchiare superficialmente. Attività che gli comporta terribili emicranie e incubi notturni in cui Bernard Quiriny lo informa di essere il nuovo Bolaño (Oh, il libro di Quiriny è una bomba! @lormaeditore). 

IL SUPERBO

Il superbo, c'è poco da fare, è intimamente convinto di avere le capacità mentali e letterarie di immagazzinare un intero libro in tutte le sue parti (trama, stile, personaggi, prosa, riflessioni, problemi, errori di battitura) in pochi minuti di leggiucchiazione (o leggiucchiatura). Finisce il volume e si alza soddisfatto, sicuro di aver aggiunto l'ennesimo libro alla sua collezione di trofei. Il problema è che poi, in società, parla diffusamente delle sue letture, confondendo continuamente tutto e inventandosi il resto. Visto che le persone del mondo dell'editoria sono educate, però, hanno pensato bene di non farglielo notare e lasciare le cose come stanno, così, per quieto vivere.

IL PEZZO DI MERDA

Questo maledetto racconta agli amici di leggere un sacco di libri ma in realtà li leggiucchia e basta. Si fa bello davanti a tutti snocciolando continuamente titoli di case editrici in ordine decrescente di grandezza e alla fatidica domanda: "Ma come fai a leggere tutti questi libri?" lui risponde: "Be', sai, se hai voglia di leggere alla fine il tempo lo trovi". Ma il suo segreto è oscuro e ogni notte, rintanato nel suo appartamento, il pezzo di merda non riesce a dormire, ha troppa paura del momento in cui arriverà uno che di libri ne capisce davvero e lo smaschererà di fronte a quegli analfabeti dei suoi amici. 

Jacopo Cirillo

I libri non sono importanti

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