Pulire i libri

Bentornati a Dalla parte del lettore, la rubrica che tiene moltissimo alla propria igiene personale ma poi, quella volta che magari non andava l'acqua calda e si è lavata a pezzi sul lavandino, non è che ne ha fatto un affare di stato. Oggi parliamo di un aspetto dei libri che pochi tendono a considerare ma che, nel lungo periodo, può portare alcuni fastidi ai lettori dai nasi più delicati: la loro capacità di attrarre la polvere. Ma non quel pulviscolo che, magari, se colpito da un raggio di sole sembra quasi rugiada, no, proprio i gattoni di polvere che rotolano sugi scaffali tipo le balle di fieno nei film western. 

Perché ogni tanto questi volumi bisognerà pure pulirli. Il problema è quando ne hai tipo duemila in casa. Che fai, in quel caso? Li tiri fuori uno per uno? Dai una spolveratina generale? Paghi un'impresa di pulizie? Nell'attesa di chiederlo a Elias Canetti (se non avete letto Auto da fé leggetelo) (sì, sapientoni, lo so che Elias Canetti è morto, era una gag), vediamo insieme le quattro tipologie di lettori attorno alla pulizia libraria. 

IL MANIACO DEL PULITO

Sai quando la nonna ti diceva: pulire sul pulito è più semplice che pulire sullo sporco e tu pensavi: grazie tante, lo sapevo anch'io senza cento anni di esperienza alle spalle? Ecco, il maniaco del pulito pulisce ciascun suo libro ogni giorno, solo che lo fa come se fosse sporchissimo, contravvenendo alla saggezza popolare dei nostri antenati. Mal gliene incoglie, visto che a forza di strofinare sono andate vie tutte le scritte in copertina e ormai per distinguere i libri tra loro bisogna sfogliarli o darci a occhio basandosi sullo spessore. Il problema è che i libri di Fabio Volo sono spessi più o meno come quelli di Vonnegut, e allora sono cazzi. 

IL CIUSSONE

Ora, io non so se sia una parola italiana o solo romagnola – più dalle parti di Cesena comunque – ma il ciusso o ciussone è tipo Pig-Pen dei Peanuts, e Pig-Pen dei Peanuts è tipo quel ragazzino sempre sporco che, in qualche modo, ha lo sporco dentro. Può lavarsi quanto vuole ma qualcosa rimane sempre, e soprattutto si risporca in cinque secondi. Ecco allora che questa sfortunata figura attanziale ci prova a pulire i libri ma, non si sa perché, alla fine rimangono sempre sporchi e polverosi. Forse dovrebbe iniziare a chiudere la finestra che dà sulla tangenziale e l'altra finestra che dà sulla palude, ma sono dettagli. 

IL FIDUCIOSO

Non so voi, ma quando io vivevo ancora con i miei, ogni sera succedeva una magia: tornavo a casa con la borsa della pallacanestro, la lasciavo in bagno, chiusa, e la mattina dopo era tutto lavato, stirato e piegato nei cassetti. Poi sono andato a vivere a Bologna e non succedeva più nulla, anzi quando aprivo la borsa qualche giorno dopo c'era la muffa. Ma non ho mai smesso di sperare. Anche il fiducioso fa così: non pulisce mai i libri aspettando un qualche intervento divino e intanto si crogiola nella polvere guardando verso l'alto e sussurrando: io ci credo ancora. 

QUELLO CHE NON SI PONE NEMMENO IL PROBLEMA

Qualche anno fa, Fritz Da Cat e Yoshi hanno scritto questa poesia sottoforma di rap che si chiama "Se non fumassi". Uno dei versi più belli recita: "Il problema… il problema è che non mi pongo nemmeno il problema". Ecco, questo tipo di lettore non ci ha mai nemmeno pensato al fatto che i libri potessero rientrare nella categoria: cose che vanno pulite periodicamente. E quindi fa finta di nulla. E nega l'evidenza. Quando i suoi amici si lamentano della sua sporchissima libreria lui risponde: quale libreria? 

E voi? Li pulite i vostri libri?

Jacopo Cirillo

I libri non sono importanti

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