gl amour finzioni 5 Plotino e le scuse da ubriachi.

illustrazione di Giuditta Matteucci

Freak Theologique / Plotino e le scuse da ubriachi.

«L’Uno è "tutte le cose" e al tempo stesso non è neppure una di esse; principio di tutto, voglio dire, non è "tutte le cose" in una maniera qualunque ma è tutto in una maniera trascendente».
Cosa avrà voluto dire? Se mi trovassero in situazioni croccantelle e fedifraghe non potrei giustificarmi in maniera migliore, soprattutto se ubriaco.

Chiunque legga la frase sopra non può far altro che pensare "eh vabbé, allora scriviamo tutti quel ca**o che ci pare!" Plotino (205 – 270 d.C.) invece, erede di Platone e padre del neoplatonismo, ispirò per secoli mistici e filosofi religiosi di ogni credo. L’Uno è l’infinito trascendente, prima realtà sussistente al di sopra di qualsiasi categoria dell’essere.

La spiegazione l’ho presa da Wikipedia, e del resto a meno che non abbiate una laurea in filosofia, o non siate voi stessi Plotino, vi sfido a comprendere frasi come queste: «Ora, se il generante fosse lui stesso Spirito, il generato dovrebbe riuscire più manchevole dello Spirito, sempre però abbastanza vicino e somigliante allo Spirito. Poiché invece il generante è al di là dello Spirito, il generato dev’essere, necessariamente, Spirito».
Grande Plotino, di te ricorderò sempre quella capacità un po’ così e quell’espressione un po’ così di chi cerca di giustificare l’amante alla propria fidanzata.

Alessandro Pollini