Ciarlatani – Parte 2/3

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Ciaralatani – Parte 2/3

La persistenza della funzione allucinatoria e mistificatoria nel nostro mondo si può esemplificare, secondo me, con l’operato degli pseudo scienziati di fine ottocento che ragionano esattamente in questo modo bipolare, sembra che abbiano due reparti nel cervello, uno dedicato alla scienza e al positivismo, l’altro alla superstizione e alla ciarlataneria. E questi due reparti non sono propriamente a tenuta stagna, anzi perdono spesso e volentieri, causando delle pericolose infiltrazioni che rischiano di far crollare le menti di questi poveri individui e farle arretrare ad un periodo pre-moderno.

Nel 1893, Angelo Brofferio scrisse un saggio Sullo spiritismo che cominciava con una epigrafe secondo me bellissima, Dedico questo libro ai vecchi spiritisti, che non hanno avuto paura del ridicolo. Nella prefazione si legge che lo stesso Brofferio in un primo momento compativa lo spiritismo, una superstizione fermentata sull’ignoranza delle leggi scientifiche, lo definiva. Ma poi, ammette lui stesso, studiando meglio il magnetismo e la telepatia, discipline onorevoli, ha perso il senso comune e ha abbracciato la sacrosanta causa degli spiritisti.

Folli, li chiamavano, Cialtroni, gli urlavano per strada. Eppure tutti i giorni gli spiritisti si mettevano davanti al loro tavolino per delle ore fino a sudare, cercando la concentrazione massima per evocare gli spiriti, per trovare il linguaggio con cui rivolgere le giuste domande ed ottenere risposte dai trapassati.

Un omicidio, un incendio, uno scontro ferroviario, un naufragio, dicevano gli spiritisti ai loro detrattori, son fatti che si ripetono, che si leggono tutti i giorni sulle gazzette, eppure è probabile che non se ne veda mai nessuno durante l’intero corso della propria vita. Si fa voto di crederci senza vederne. Lo stesso vale anche con l’idea che sta alla base dello spiritismo: bisogna andare incontro all’insufficienza del mondo, al concetto che comunemente si ha della realtà.

Anche Lombroso, uomo facilmente suggestionabile, aderì alla causa dello spiritismo spinto dai fatti, dopo essere stato a lungo critico in materia. A convincere Lombroso fu l’incontro con Eusapia Palladino, la medium napoletana famosa per i grandiosi fenomeni fisici che era in grado di produrre mentre era in trance durante le sedute. Essa creava  rumori, venti freddi, mani invisibili che toccavano i presenti e addirittura sollevavano la medium con la sedia e la depositavano sul tavolo, oggetti che volavano nell’aria, levitazione di grossi mobili a tre metri di distanza dalla medium, impronta su argilla della mano della medium a qualche metro di distanza, apparizione di fantasmi. Lombroso divenne uno dei suoi più grandi ammiratori, dimenticandosi in un baleno del positivismo e del metodo scientifico.

Mattia Filippini

La Redazione

Menino vanto altri delle pagine che hanno scritte; il nostro orgoglio sta in quelle che abbiamo letto

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