Il labirinto femminile – 1a puntata

Fuori Collana / Il labirinto femminile – 1a puntata

Il labirinto femminile di Alfonso Luigi Marra fa vomitare. Non è bellissimo come dicono Manuela Arcuri e Lele Mora, è orribile. Tuttavia andare agli aperitivi con gli amici e bullarsi di averlo letto è sempre una carta vincente. Per questo noi di Finzioni, che non ci vergognamo proprio di niente, ce lo siamo sciroppati tutto e abbiamo deciso di scrivere un riassunto a puntate del romanzo (sono 368 pagine!) usando stralci salienti tratti dell’epistolario. Dunque le citazioni che leggerete di seguito sono brani non consecutivi tratti dal libro, ciascuno con il numero di pagina di riferimento, così, quando finalmente l'avrete tra le mani, potrete subito andare a cercare i vostri passaggi preferiti.

In questa prima puntata, Paolo e Luisa si scambiano continuamente messaggi e mail. Paolo fa dei ragionamenti da dodicenne ma in realtà è un vecchio, e scrive come un vecchio; Luisa è una rincoglionita. Paolo scrive tipo dodici mail alla volta e Luisa risponde a una sì e a venti no.

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P. L’essere infatti il mio chiodo fisso – o mio estenuante amore! – è consistito in non so quanto tempo trascorso struggendomi nell’immaginare di guardarti negli occhi nel mentre ti toccavo fra le gambe fino a vederti divenire madida di desiderio” (p. 9)

P. Nella visione del sogno una donna celata da una bellissima maschera in tuo sembiante mi prodigava ogni più dolce cura. (p. 13)

P: Mi sei giunta in virtù di un miracolo che ha custodito in te le muliebrità finissime delle dame di alcuni affreschi pompeiani che ti porterò a vedere. (p.20)

L: Se questo serve a farti stare meglio, devo accettarlo.. (p. 26)

P: Ti stavo narrando della ragazza alla quale non riuscii ad aprire i pantaloni per via di un dolore a un braccio. Era una brava ragazza, sul letto ci si fece stendere, ma lì iniziò tale una resistenza rituale per non farsi togliere i pantaloni che, a un certo punto, a causa di un improvviso dolore a un braccio, ma anche dell’irritazione, mi seccai, mi alzai e volli andarmene. Fu una buona cosa perché quel dolore era frutto della totale mancanza di ginnastica per tutta la vita, e da allora iniziai a farne sia pure sporadicamente un minimo. (p. 25)

P. Ciò detto, non fare la sapientina. (sic) (. 30)

L: Ma vuoi capire che non so di che cavolo parli!?.. (p. 31)

P: Non devi costringermi a darti la caccia come una silvana cerva, ma uscire dall’antiquato antro delle tue sibillinità. (p. 33)

P: Mi spiace moltissimo per il tuo mal di testa. Vorrei che ti aiutasse a fartelo passare il sapere che ti amo molto e ti desidero, non dico quanto la mia rivoluzione culturale, ma giù di lì. ..Scherzo, sono cose non parametrabili.. (p. 34)

L: Va bene.. come vuoi.. (p. 40)

P: Provo a chiamarti nel pomeriggio. Volevo portarti un pezzo di cinghiale, ma l’ho padellato. (p. 42)

L: Che ti devo dire:.. se proprio non te la senti di parlare con me, fai quello che ritieni opportuno.. (p. 44)

P: Credo che quest’ultima lite sia solo stata un inutile guazzabuglio. (p. 40)

L: Va bene: ..se non vuoi più parlarmi, ..non mi resta altro che leggere i tuoi libri.. (p. 47)

P: Sei una bugiarda della forza di diecimila cavalli! La sensazione che dai è invece di essere pronta a crepare pur di non scoprirti! È proprio vero: nessun uomo può misurarsi con nessuna donna! Tu poi sei spaventosa: se ti metti con il calcagno puntato a terra, non c’è forza capace di smuoverti! In ogni caso ho deciso che non parto. (p. 53)

P: Va bene rinunzio: parto. Ti ho tuttavia preso i libri, perché la mia condizione di filosofo non mi consente gesti sfavorevoli alla crescita delle persone. (p. 55)

L: Però non stare arrabbiato: ..sei importante per me.. Stasera ho cucinato il maiale che mi hai dato l’altra volta. (p. 49)

P: Parli come una forsennata. (p. 75)

L: Perché sei così nervoso? (p. 25)

P: In aeroporto una ragazza mi ha bloccato per chiedermi se volevo la tessera di non so cosa. Io le ho risposto proponendole di sposarmi, spiegando che sono un uomo di straordinaria intelligenza, ricco e che sa interpretare i sogni. Ha risposto che in questo caso avrebbe potuto anche pensarci. Le ho detto di farmi sapere al ritorno, nel caso ci fossimo rivisti. TA (p. 66)

L: Cosa vuoi che ti dica.. (p. 47)

P: Non preoccuparti.. ..è meglio se non ci vediamo più: ..è tutto più semplice.. (p. 72)

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E ora? Che succederà? Luisa continuerà a parlare come una forsennata? E Paolo convolerà a nozze con la sconosciuta dell'areoporto? Tra una settimana la seconda puntata del riassunto di Finzioni de Il labirinto femminile.

ps: Se non sai di cosa stiamo parlando, guarda questo, e poi questo.

Jacopo Cirillo

 

 

Jacopo Cirillo

I libri non sono importanti

44 Commenti
  1. "Volevo portarti un pezzo di cinghiale, ma l’ho padellato."
    Direi che qui si raggiunge l'apice. Un genio. Non so come fate a dire che non
    è il "libro più straordinario che ho mai letto".
    A.

  2. E' tutto vero, e nella settimana di attesa potrete cucinare il maiale che vi ho dato l'altra volta, oppure iniziare a fare ginnastica

  3. anch'io voglio il pdf!!! voglio poterlo ridicolizzare parola per parola! come una silvana cerva, ça va sans dire. scommetto che in qualche mail lui dice anche "ça va sans dire".

  4. Vorrei citare qualche passo in particolare ma non riesco perché la scelta è ardua.
    Mi ha sconvolta. Non credo di poter più amare qualcuno che non scriva in maniera così lineare, limpida e realistica. E' proprio drrromantico!

  5. Anche i dadaisti all'inizio non furono capiti. Marra è un autentico genio e fra qualche anno ce ne renderemo conto tutti!

  6. Ma le foto dopo la prima non sono visualizzate! Sta ad indicare che dopo Marra ci sarà il vuoto letterario? 🙂 Grazie per averci regalato queste perle.

  7. Volevo portarti un pezzo di cinghiale ma l'ho padellato.
    Quattro salti in padella?

  8. "Noi non ci vergogniamo", semmai, cara Redazione. Non facciamo come quello che vede benissimo le travi nell'occhio altrui (di travi si tratta, non di pagliuzze) ma non vede quelle nell'occhio suo medesimo! Un saluto

  9. Secondo me non comprendete né l'infinitesimale profondità d'animo né lo strategismo sentimentale di cotanto sommo poeta della lirica tecnologica modernista,

  10. Si, in carcere assieme al tuo amico Lele e compagnia bella. Anche se, pensandoci bene, per Giggino Marra penso sia più indicato un centro di salute mentale.

  11. @Gae8989, prima bisognerebbe trovare qualcuno che ha il coraggio di ingoiare pure quello.
    però di per sé l'idea di scrivere un libro usando il format dell'sms, che si presta ottimamente agli aforismi, non è male, commercialmente parlando, naturalmente. Mi piacerebbe poter leggere un libro scritto a quattro mani, Alfonsino Marra e Fabio Volo.

  12. E' vero, voi stolti non lo comprendete! Egli è un poeta, un raffinato artista, un fine conoscitore della psiche!  Siete invidiosi perchè giammai salirete a cotanti veritici letterari.

  13. cit.
    P: In aeroporto una ragazza mi ha bloccato per chiedermi se volevo la tessera di non so cosa. Io le ho risposto proponendole di sposarmi, spiegando che sono un uomo di straordinaria intelligenza, ricco e che sa interpretare i sogni. Ha risposto che in questo caso avrebbe potuto anche pensarci.

    Ora proverò anche io il trucco dell’aeroporto, geniale!

  14. Come si può non apprezzare l’ars retorica di un autore dalle capacità introspettive così notevoli che lo stesso Jung impallidirebbe a confronto!? E cosa dire dell’ultra-neo-realismo di espressioni come “Volevo portarti un pezzo di cinghiale ma l’ho padellato” o “Stasera ho cucinato il maiale che m’hai dato l’altra volta”!? Uno squisito connubio tra Bassani e Vissani.

  15. Rossy de Palma per Marra: Indignati: referendum contro banche, signoraggio
    Clicca qui per vedere il video da youtube
    http://www.youtube.com/watch?v=A6hxNpU_-CY
    Aiutaci a promuovere il referendum contro le 5 leggi occulte (in realtà sono 6) regala-soldi alle banche.
    Ora sì che c’è da indignarsi: i politici italiani sia di destra che di sinistra che di centro, mentre fingono di ‘lavorare’ per salvarci dalla crisi, hanno approvato, nel più assoluto silenzio anche dei media, 6 leggi (fatte di poche parole decisive occultate tra molte inutili) per regalare ulteriori centinai di miliardi di euro annuali ai loro padroni e mandanti: le banche.
    Banche alle quali i politici continuano nel mentre a garantire con i trucchi più perversi di poter bere impunemente il sangue della società mediante il crimine del signoraggio bancario primario e secondario.
    Gli indignati devono però specializzarsi nel protestare, perché i media e la politica fanno di tutto per vanificare la loro azione mistificandone le valenze, le cause e gli obiettivi.
    Premesso cioè che il problema, più ancora che il ladro (le banche), è il gendarme (la magistratura), che gli consente di rubare, nonché i media, che fanno di tutto per coprirli, occorre sforzarsi di indurre i media a dire realmente quel che va detto, e bisogna poi che il movimento abbia dei portavoce, altrimenti i media continueranno a far parlare persone che non sono in grado di dire nulla.
    Approfondisci di seguito, da un articolo di Marra, o comunque dal suo sito marra . it, quali sono le 6 leggi da abrogare e cos’è il signoraggio bancario.
    In breve l’avv. Marra, per chi vuole conoscere a fondo l’argomento delle 6 leggi illegittime, pubblicherà il testo integrale dei 6 corposi ricorsi alla Corte Costituzionale, anche per metterli a disposizione degli avvocati che volessero usarli a loro volta per eccepire l’incostituzionalità nelle loro cause contro le banche.
    Avv. Raffaele Ferrante
    MARRA: LE 6 LEGGI REGALA-SOLDI ALLE BANCHE
    Sono 6 le leggi, 4 delle quali recentissime, con le quali sono stati regalati alle banche centinaia di miliardi di euro annuali. E poiché (non so se stupisce) nessun partito si è opposto, non resta che il referendum.
    -La più recente è il DL n. 70\13.7.2011 (‘decreto sviluppo’), art. 8, secondo cui l’usura, che prima scattava quando il tasso medio veniva superato del 50%, scatta ora quando viene superato di 8 punti, o anche del 25% + 4 punti. Due criteri il secondo dei quali è in realtà ‘fumogeno’ (serve a confondere), perché è un po’ più vantaggioso per i cittadini solo con tassi molto alti, tipo 20%, come quelli dei crediti al consumo. Ma per fare invece l’esempio che interessa il maggior numero di italiani, nei mutui a tasso variabile, ora in media del 2,79%, prima, per verificarsi l’usura, la banca doveva praticare il 4,18%, mentre ora il 10,79%. Anche se, secondo la Banca d’Italia (un’illecita azienda privata di proprietà di quelle stesse banche che finge di controllare), andrebbe applicato il criterio del 25% + 4 punti, per cui l’usura sui mutui inizierebbe ‘solo’ dal 7.48%, contro il 4,18% di prima. Una posizione questa anch’essa rivolta a confondere, nel senso che Banca d’Italia ha per il momento indicato il criterio del 25% + 4 punti sapendo però che, di fatto, in sede penale, ove occorra, le banche hanno sempre la possibilità di difendersi invocando il criterio del +8%. Un innalzamento che, ora che la barriera del ‘tasso soglia’ è stata comunque elevata, innescherà un aumento strisciante del costo del denaro, e che serve inoltre alle banche per evitare le condanne per usura, da ultimo sempre più frequenti.
    -La seconda è la L. n. 10, art. 2, comma 61, del 26.2.11, con cui, in contrasto frontale con decenni di giurisprudenza anche delle Sezioni Unite della Cassazione, si è stabilito che la prescrizione decennale nelle cause contro le banche, che decorreva dalla chiusura del conto corrente, ora decorra dall’annotazione dell’operazione. Significa che, ad esempio, in relazione a un conto durato venti anni e chiuso nove anni fa potevi recuperare tutto, mentre ora puoi recuperare solo un anno, ovvero solo le somme di cui la banca si è indebitamente appropriata tra oggi e dieci anni fa.
    -La terza è il D. Lgs n. 11 del 27.1.2010 con il quale – ora che si stavano vincendo le cause sulla ‘valuta zero’, cioè sull’accredito immediato dei versamenti – è stato stabilito l’accredito al terzo giorno. Una guerra iniziata invero proprio da me nel 1980 (ottenendo il primo risultato positivo nel 2004) in base al semplice argomento che se Tizio dà a Caio un assegno di 1.000 euro il primo gennaio, e Caio lo versa subito sul suo conto, i 1.000 euro vengono stornati a Tizio il primo gennaio e accreditati a Caio dopo alcuni (o molti) giorni, sicché, nell’intervallo, gli interessi vanno alla banca, che non è mai stata proprietaria dei soldi.
    -La quarta è il D Lgs 4.8.99, n. 342, art. 25, con cui si è stabilito che l’anatocismo (addebito trimestrale anziché annuale degli interessi) è legittimo purché venga praticato anche all’attivo, ‘dimenticando’ però l’enorme differenza tra tassi attivi e passivi. Una ‘amnesia’ che ha colpito anche la Corte Costituzionale vanificando la sentenza in cui si dilunga a illustrare la legittimità del ‘pareggiamento’ senza però aggiungere (lo ha dato per scontato?) che sarebbe occorso anche il ‘pareggiamento’ quantitativo dei tassi. Una ‘amnesia’ che, dal 22.4.2000, data di entrata in vigore di questo regime, al 31.12.2010, con un tasso attivo medio dell’0,87% e un tasso passivo medio del 13,32 (10,08% + lo 0,81% trimestrale = 3,24% annuo di commissione di massimo scoperto), ha causato – per ogni 100.000 euro – in dieci anni, un guadagno per i correntisti di 427 euro, ma un guadano per le banche di 203.576 euro.
    -La quinta è il decreto legislativo 385 del 1993, art. 50, con il quale si è stabilito che è sufficiente una dichiarazione del direttore della banca (quindi ‘di parte’) per far diventare «certa, liquida ed esigibile» la somma scritta in fondo a un qualsiasi estratto conto bancario. Con la conseguenza, ove si rompano i rapporti, che la banca, anziché dover iniziare un giudizio civile con citazione, cosa che ti consentirebbe di difenderti adeguatamente, può depositare un ricorso per decreto ingiuntivo: decreti ingiuntivi che spesso i giudici (sempre larghi di manica con le banche per motivi meglio noti a loro) rilasciano in forma esecutiva, sicché la banca può subito pignorarti quello che hai. Una norma assurda (solo le banche possono ‘autocertificare’ i propri crediti), oggi divenuta grottesca perché quasi tutte le voci dell’estratto conto sono ormai oggetto di censura giurisprudenziale, per cui si sa a priori che il saldo, all’esito dei giudizi, risulterà errato.
    -La sesta è l’art. 2 bis, comma 1, legge n. 2 del 28.1. 2009, con il quale il nostro incredibile ‘legislatore’, siccome la commissione di massimo scoperto, che in passato vigeva praticamente per prassi, è stata oggetto di clamoroso e generalizzato superamento giurisprudenziale, anziché prenderne atto e vietarla, l’ha ri-introdotta per legge, per di più raddoppiandola quasi. Alfonso Luigi Marra

  16. Questo invece è il riferimento dell’intervista di Marra da Selvaggia Lucarelli del 19 ottobre: a Glossip preconizza, tra breve, «un nuovo 92, però internazionale e ben più grave», con l’arresto dei governatori delle banche centrali, dei capi di stato, dei ministri, dei responsabili delle banche commerciali, e insomma di tutti i più diretti responsabili del crimine del signoraggio bancario.

    http://www.youtube.com/watch?v=omgMWdfg9Q0

  17. E ancora..di seguito il link della prima intervista di Marra a Glossip di qualche settimana fa:

    “Obama un pagliaccio, un cretino, un idiota che ha venduto l’America alle banche”
    Clicca qui per vedere l’intervista di Selvaggia Lucarelli ad Alfonso Luigi Marra su “La3” da youtube.
    http://www.youtube.com/watch?v=YGIvcdiC7_k

  18. SARA TOMMASI NUDA PER IL PROSSIMO VIDEO DI MARRA

    Sarà Sara Tommasi, nuda in un nuovo video di Marra, a invitare i dissidenti d’Italia, il 26.11.11 ore 10.30, in Roma, presso il teatro Quirino, via delle Vergini 7, all’incontro costitutivo del Comitato Promotore del referendum per l’abrogazione delle 6 leggi regala-soldi alle banche nonché della lotta per l’eliminazione del signoraggio.

    Sara, resa da Marra, insieme a Rossy de Palma e Ruby, icona della lotta contro le banche, inviterà il popolo degli intelligenti a non farsi confondere dai depravati di regime che, per distogliere dai contenuti e difendere così le banche, si fingono scandalizzati della sua nudità, che offre quale contributo alla lotta contro questi demoni.

    LO SPOT SARà GIRATO MARTEDì 8 NOVEMBRE E PER IL PROSSIMO FINESETTIMANA SARà VISIBILE IN RETE.

  19. LA RISPOSTA DI MARRA ALL’INFIDO LUCIANO
    Ti scrivo, infido Luciano, per dirti che sei una nullità unitamente – pochi o molti che siate, e foste pure un milione, ma siete in realtà quattro gatti – a quelli che ti sostengono sia dall’interno che dall’esterno di Lo-Sai.
    Una nullità perché hai utilizzato l’unica occasione di visibilità della tua vita, che peraltro ti avevo fornito io, per prostituirti al nemico.
    Ovviamente non sei infatti, non dico un economista o un giurista, ma nemmeno semplicemente una persona di particolare acutezza o cultura, sicché sei solo riuscito a capire – in virtù della forza della disperazione di avere anche tu un momento di visibilità – che quello era il momento di venderti agli avversari miei e della lotta al signoraggio, preoccupatissimi di parare gli effetti del mio intervento (vedilo da http://www.marra.it, visto che da Lo-Sai insistono a cancellarlo) e delle mie iniziative in generale.
    Questo dopo che tu e la tua fidanzata, che conoscevate da tempo sia me che le cose contro le quali ora sembrate agitarvi, siete venuti ¬– non professando altro che grande stima e apprezzamento – a cena insieme ad altri a casa mia; avete partecipato al mio convegno al Teatro Quirino; poi a quello all’Università di Teramo; se non erro, tempo fa, anche a una manifestazione con Scilipoti eccetera.
    Un prostituirti però inutile, per il semplice fatto che i media non pubblicizzeranno più di tanto il tuo intervento perché, se lo facessero sarei il primo a esserne lieto, dal momento che farebbero comunque pubblicità a me e alle mie tesi, che è la cose che appunto cercano di impedire con tutte le forze e sfruttando ogni mezzo, compresa la tua inaffidabilità.
    Né comunque devi preoccuparti gran che per il mio futuro, perché sai qual è il motivo per cui nessuno, in oltre 25 anni, è mai riuscito a fermarmi? Perché i filosofi sono sempre soli, ma non hanno mai paura di nessuno perché sanno trovare i loro amici nel cuore stesso dei loro nemici.. e io so già che, guardano il video del mio intervento del 13.12.11, e i tanti altri, e leggendo i miei scritti, tu stesso e la tua fidanzata vi vergognate di quello che avete fatto e che, nonostante vi siate illusi di potermi vendere alla stampa filo-bancaria, mi amate, sia pure perfidamente, perché la perfidia è quella forma emotiva che si prova verso coloro che si amano ma dai quali si vorrebbe essere amati diversamente o di più, laddove io, mi spiace dirlo, non vi penso proprio.
    Quanto a Lo-Sai, mi hai indotto a rispondere come parlassi all’intero gruppo perché hai professato tu che stavi parlando a nome degli 80.000 iscritti, ma è falso, perché stavi parlando solo a nome di coloro che se ne sono arrogati il controllo, e che, ridicolmente, valutano come un gesto di coraggio l’esserti posto contro di me perché gli sfugge che invece sei solo uno che, non avendo da perdere alcun prestigio culturale o intellettuale, non ha pertanto ostacoli a parlare meramente in funzione dei fini, ovvero del predetto fine di avere un fuggente istante di sia pure ingloriosa visibilità. Voglio poi ricordare sia a te che alla tua fidanzata che l’inveramento non è una mia ‘invenzione’, ma una mia scoperta: una cosa cioè che manca sia in Auriti che in tutta la letteratura precedente in materia e che è indispensabile per capire il fenomeno del signoraggio, rimasto infatti incompreso nonostante ampliamente conosciuto da sempre fin quando non l’ho spiegato, unitamente all’inveramento, nel volantino che si può leggere sempre da http://www.marra.it E faccio osservare a te e agli altri sapientini come te, ma anche a qualcuno di quelli che qualcosa, diversamente da voi, la capisce, che, nonostante le sollecitazioni che ho avuto da tutte le parti a scrivere un libro sul signoraggio, non ho voluto farlo perché considero quel volantino da un lato più che sufficiente a spiegare tutto quel che occorre per una conoscenza di massa del fenomeno, e dall’altro efficacissimo ai fini di una veloce divulgazione. Fermo restando che ogni parola di esso potrà poi essere oggetto, da parte della nuova economia, di tutti gli approfondimenti che si vorranno. In ogni modo, ti spiacerà saperlo, ma, così come tutti i cretini che, fingendo deliberatamente di ignorare quel che dicevano, facevano il verso alla cattiva recitazione di Arcuri o alla nudità di Sara o alla svestizione di Ruby, hai dato anche tu il tuo modesto contributo alla diffusione delle mie tesi, salvo che tu, nel farlo, ti sei bruciato, perché qualunque cosa tu dovessi mai diventare, e a mio avviso non diventerai mai nulla, rimarresti sempre una persona esageratamente scorretta e in mala fede, oltre che poco competente.
    16.12.11
    Alfonso Luigi Marra

  20. Alfonso Luigi Marra circa Barnard e la così detta «moderm money theory».

    Quello che innanzitutto manca, a tacer d’altro, è proprio la ‘theory’, descritta solo attraverso un profluvio di esemplificazioni tanto confuse quanto insufficienti a rapportarla alle fonti, visto che, in più di un secolo, è stata oggetto di varie formulazioni, e non è dato capire qual è la ‘versione’ o gli aspetti di essa che si intendono oggi proporre o riproporre.

    Viene cioè annunziato da Paolo Barnard, per poter apprendere di cosa si tratti, un evento al quale si può partecipare solo ascoltando, ma non si vede perché non si provveda nel mentre a scrivere un articolo di chiarimento, anziché presentare la ‘theory’ come fosse un oggetto misterioso.

    Lo scrivo perché ricevo da tempo sollecitazioni, in relazione a Barnard, a ‘unire le forze’, sicché sento infine l’esigenza di chiarire che non posso farlo perché ritengo a-tecnica, confusa e in molti punti errata la sua analisi, oltre a non condividerne né l’antieuropeismo né l’auspicio del ritorno alla lira, perché, quanto all’Europa, va solo risolto il problema che il Parlamento europeo non ha il potere di promulgare le leggi che vota e che i deputati non hanno il potere di iniziativa legislativa; e, quanto all’Euro, il problema è che vanno nazionalizzate le banche, centrali e non, compresa ovviamente la BCE.

    Quanto, più in dettaglio, alla ‘theory’, credo che la riproposizione – alle soglie del 2012 e dopo tutto quanto si è detto del signoraggio primario e secondario – di una teoria basata sulla privatezza delle banche centrali e non, ha di ‘moderno’ solo l’inesauribilità delle forme dietro le quali un sistema è capace di trincerarsi – magari facendo confusione – pur di non andare verso un vero cambiamento: un cambiamento basato cioè sulla confisca penale e sulla nazionalizzazione delle banche sia centrali che di credito, in quanto entrambe produttrici di denaro dal nulla: funzione che può competere solo allo Stato.

    Stato che, in virtù del fenomeno dell’inveramento (che – mi scuso per l’immodestia, visto che l’ho definito io – ma è indispensabile per capire la questione monetaria, e di sicuro non è stato capito da nessuno dei sostenitori della ‘theory’), può produrre tutto il denaro che occorre senza causare svalutazione.

    Svalutazione che si vede relativamente poco perché è assorbita dalla continua diminuzione dei costi causata dall’altrettanto continua semplificazione dei processi produttivi e distributivi. (Rinvio per il resto al documento sul signoraggio primario e secondario di cui a http://www.marra.it).

    Il mio caro amico Salvatore Tamburro, giovane economista serio e refrattario alle suggestioni cervellotiche che affascinano i meno competenti, ha fornito i dettagli dell’erroneità della ‘teory’, oltretutto per nulla ‘modern’, risalendo la sua prima formulazione al 1895.

    Alfonso Luigi Marra

  21. Leggi come il regime – nel mentre, per fini molto gravi, gira e rigira come un calzino la vita privata delle persone – si è inventato, come diversivo, la 'crociata' per la tutela di quella che potremmo definire una «privacy delle cazzate» allo scopo di includervi,
    Un Coordinatore del Comitato Promore del Referedum per l'abrogazione delle sei leggi regala soldi alle banche.