Rayuelando #73

Fuori Collana / Rayuelando #73

Sì, ma chi ci guarirà dal fuoco sordo […] che ci brucerà dolcemente fino a bruciarci.

Dal fuoco sordo, dal capitolo che non è il primo eppure lo è eppure è impossibile non è così che ci è stato insegnato, dal fuoco sordo, diceva, che non sente, che non sente lo scrivo io, potrebbe non essere affatto così ma è così è così che ci hanno insegnato, i cinque sensi, la cosa più facile del mondo dopo la numerazione araba (ehm), uno due tre quattro, facilissimo.

Allora è meglio patteggiare come i gatti e le muffe, […] sopportando la bruciatura centrale che avanza come lento maturare di frutto, […] non sarà ancora letteratura?

Julio Cortazar ha scritto questa cosa che assomiglia molto tanto a una cosa e molto poco a un libro: Rayuela. Rayuela è il libro. Rayuela vale la pena una scrittura, o una lettura, casomai non diventassimo, noi medesimi, Julio Cortazar (situazione tutt’altro che improbabile alla fine del controromanzo). Un buon inizio sarebbe parlare il castigliano con la erre parigina e un buon inizio sarebbe partire dal capitolo #73, anziché, chiaro, dal capitolo #1, come da prassi (come ci è stato insegnato) (anche se, a dirla tutta, per i conservatori o per i lettori-femmina, [lo vedremo, chissà], c’è questa possibilità, pare, pure).

Tutto è scrittura, ossia fabula […] La nostra verità possibile deve essere invenzione, ossia scrittura, letteratura, pittura, scultura, agricultura, pescicultura, tutte le ture di questo mondo.

Se siamo qui è perché siamo seguaci delle ture, ma va benone anche essere quel napoletano di cui parla Morelli, quello che si inventa un mondo con una vite, una vite dalla forma di vite (come potrebbe essere altrimenti, come?), quello poco avvezzo alla Grande Abitudine, quello che sceglie le ture, il di più. Come Cortazar che sceglie Parigi (la Gran Vite, l’orribile ago con la sua notturna cruna dalla quale passa il filo della Senna). Tutta questa resa coltissima e spocchiosissima, tutta questa divisione in ture e Grandi Abitudini, non è altro che il capitolo #73, sì, il capitolo #1 di Rayuela, una cosa bella da piangere (la bellezza, tura delle ture.) che ha scritto Julio Cortazar, e ce ne sarebbero altri 154 di capitoli, tutto il tempo che ci serve.

Inventiamo il nostro incendio.

 

Andrea Meregalli

 

 

 

Andrea Meregalli

Vivo con Isabella e Arturo Bandini. Lavoro come giornalista freelance aka una maniera edulcorata di lavorare come giornalista precario. Faccio gli articoli e i siti e i social e i comunicati stampa e gli speech e il seo e la seo: parità di genere. Ho un blog di letteratura e ho scritto un libro, come tutti.

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