Bullet Park

Bentornati a Guida al Finzionato. Colleghiamoci subito con la provinciucola americana tanto cara – si fa per dire – al coach John Cheever che mette in campo la sua squadra a Bullet Park.

Eliot Nailles, voto: 6. Il "signor Chiodi", che inevitabilmente, verrebbe da dire, deve giocare in coppia con il signor Martello. Sì, ci deve giocare, ma non sappiamo quanto ne abbia davvero voglia. A noi comunque questo basta, uomo di mezza età, beve alcol scadente e abusa di sostanze stupefacenti, per lo più pasticchette per anziane signore. Però ha un buon lavoro, una bella casa, una moglie e un figlio che ama molto, anche se non sa mai che dirgli. E proprio questo figlio penserà  a fargli trovare lo spolvero, quel vecchio tocco di una volta, ma durerà poco. Uomo d'esperienza, ma sulla via del tramonto.

Paul Hammer, voto: 6. Eccolo qui, il "signor Martello": è proprio il caso di dirlo, genio e sregolatezza. Il tutto però condito da una "sana" dose di bigotta borghesia. Se avete bisogno di tinteggiare le pareti della camera da letto nuova, è senza dubbio l'uomo che fa per voi. Fatevi però piacere il giallo canarino. È un tantino ossessionato da alcune idee passeggere, tipo sacrificare un uomo a Dio all'interno di una chiesa. Trova anche la sua possibile vittima, ma, fortunatamente, il piattume della provincia – e un bicchiere in più di whiskey – fa tornare tutto alla triste calma e bellezza apparente di paese. Depresso cronico, ma chi non lo sarebbe se, figlio illegittimo, il proprio cognome derivasse solo dal fatto che all'anagrafe in quel momento passava un tizio con un martello in mano. Provaci ancora Paul.

Tony Nailles, voto: 7. Giocatore inconsapevole, ma non troppo. È causa scatenante dell'incrocio delle vite dei due pezzi da novanta di cui sopra. Non si capisce se faccia sul serio o per finta, fatto sta che una mattina decide di non riuscire più ad alzarsi dal letto e lì resta. Colpevole, ma gliene siamo grati, di ravvivare le azioni di gioco, di movimentare anche il risultato. Certo, magari ci va giù un po' troppo pesante e rischia di lasciarci la pellaccia. Il caro Hammer vede proprio in lui la vittima sacrificale.

Il santone indiano, voto: 6,5. Si occupa di curare Tony, ma l'unico risultato che ottiene è uno strano effetto d'eccitazione. Certo gli spiriti erotici evocati non sono proprio la soluzione migliore – o forse sì – per riattivare la vitalità di un diciassettenne senza pretese. Evoca immagini surreali, non più della storia in generale, ma in ogni caso gliene siamo grati, un giocoliere in campo fa sempre piacere, soprattutto per il pubblico. 

John Cheever, voto: 10. Un allenatore, una sicurezza, anche se si presenta alla conferenza stampa sempre ubriaco. Non gliene facciamo certo una colpa, anzi, riuscire a mettere in campo sempre squadre di questo livello è da grandi uomini.

In attesa del posticipo vi diamo appuntamento alla prossima settimana, sempre qui, con le temutissime pagelle di Guida al Finzionato.

Michele Danesi

È un temibile sociopatico. Da poco trasferitosi a Torino, lotta per il partito del maschio col ferro da stiro. Per lui non esistono limiti spaziali o temporali; quando non stira lenzuola, legge e scrive in continuazione: ha capito che in questo modo le persone evitano di parlargli. Nonostante questo, vive nell'insana consapevolezza di piacere agli altri.

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