Factotum

Bentornati al consueto appuntamento con Guida al Finzionato. Oggi la sfida sui campi della West Coast, precisamente a Los Angeles, in campo la squadra di Factotum capitanata da Henry Chinaski.

Henry Chinaski: voto 8,5. Capiamo perché il mister ha spinto così tanto per volerlo acquistare a tutti i costi durante il mercato invernale quando in mezzo al campo si trova a fare il Jolly tra un ruolo e un altro; inoltre è praticamente la fotocopia del mister quando calcava gli stadi più prestigiosi: un po' come Mark Lenders e Jeff Turner.  Passa con disinvoltura da magazziniere a inserviente, da sguattero a taxista. L'unico vero problema è che non riesce a sfondare in nessuna di queste posizioni. Va spesso vicino alla panchina, dove quei simpaticoni dei suoi compagni gli fanno bere ogni tipo di sostanza alcolica con ovvie conseguenze sul campo. Ha comunque la lucidità per dare risposte taglienti alle quali seguono azioni più che efficaci. Genio e sregolatezza

La miseria: voto 7. Sul campo la fa da padrona. Si comporta come il vero numero 10 della squadra; è lei la compagna a cui tutti si affidano: purtroppo ogni minuto del match è sgradevole, aspro e disperante. E lo è ossessivamente, in modo ripetitivo, così ai protagonisti di una Los Angeles crudele non resta che prendere coscienza del suo ruolo, rispettarla e giocarci insieme come meglio possono.  

Le innumerevoli donne: voto 4,5. Le donne sono dappertutto, in panchina, negli spogliatoi, sugli spalti e pure fuori dallo stadio. Non lasciano in pace il povero Henry nemmeno per un minuto e lo inondano di inutili problemi e paturnie. Lui, in quanto uomo sensibile e fragile non resiste al loro fascino, al loro semplice essere donne e ne viene travolto. Menzione speciale per Jan che gli trasmette le piattole. Attimi di match davvero esilaranti.

Gli innumerevoli datori di lavoro: voto 5. Certo li vediamo dal punto di vista del Sig. Chinaski, ma, a ragione, possiamo dire che sono dei veri stronzi. Unico che si può salvare è forse il capo dei taxisti, dove per altro Henry si dimostra davvero capace, ma, ahinoi, quando ci sta pe rivelare il segreto per mantenere il controllo di una macchina mentre si starnutisce, viene portato a forza in questura. Guastafeste.

c.t. Charles Bukowski: voto 9. Il realismo con cui mette in campo il protagonista Henry è disarmante e il coraggio con cui si mette a nudo, sempre attraverso il suo protagonista è a dir poco affascinante. Narratore d'eccezione.

"Quando scopriranno che il mondo ha quattro dimensioni invece delle solite tre, si potrà andare a fare una passeggiata e sparire: niente lacrime, niente funerali, niente illusioni, niente inferni e paradisi"

Aspettando il posticipo tra Juve e Inter vi auguriamo una buona serata, in attesa di risentirci la prossima settimana con le pagelle di Guida al Finzionato.

Michele Danesi

P.s.: Andrea H. Sesta, il vero esperto del caro e vecchio Hank, mi spedì per posta questo libro nell'estate del 2008. Ancora lo ringrazio. 

Michele Danesi

È un temibile sociopatico. Da poco trasferitosi a Torino, lotta per il partito del maschio col ferro da stiro. Per lui non esistono limiti spaziali o temporali; quando non stira lenzuola, legge e scrive in continuazione: ha capito che in questo modo le persone evitano di parlargli. Nonostante questo, vive nell'insana consapevolezza di piacere agli altri.

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