Hanno tutti ragione

Dalla curva sud dello Stadio San Paolo di Napoli, una caloroso benvenuto a tutti a questa quarta puntata della Guida al Finzionato! Oggi è sceso in campo uno squadrone, con prestazioni fuori dall'ordinario, che nelle malelingue hanno suscitato forti sospetti di doping. Vediamo le pagelle di Hanno tutti ragione di Mister Paolo Sorrentino.

Mimmo Repetto, voto 7. Si dice sia lui che negli allenamenti rivesta il ruolo del Mister – tanto da meritarsi il soprannome di "Maestro" – e nella partita dà il via alla squadra sgombrando il campo da ogni insicurezza. Gioca poco e corre ancora meno, ma il suo tocco presenta un'ineguagliabile sfumatura di classe. Imprescindibile.

Tony Pagoda, voto 9. I sospetti di doping e i suoi tic nervosi gli impediscono di arrivare al voto massimo. Performance straordinaria, inarrestabile, ricorda i fasti di un Maradona ormai passato alla mitologia. Tocca palla ed è pura estasi, coordina il gioco alla perfezione, fraseggia con stile con i suoi compagni. L'esperienza in Brasile deve averlo segnato, in positivo. Strafottente.

Alberto Ratto, voto 8. Una macchina da guerra, una via di mezzo tra il Gattuso più incarognito e un Cannavaro saracinesca, dove si piazza lui non basta un esercito per passare. La sicurezza della squadra è nelle sue mani, peraltro monche di quattro dita. Peccato per certi brutti falli di reazione. Mastino.

Fabietto, voto 5. Nonostante i miliardi che è costato, scende in campo solo per mettere in mostra la chioma. Come Beckham, ma almeno Beckham i gol li fa. Poi capita per caso in area e fa l'assist del secolo, mandando in rete Tony P. Fortunato.

Mister Paolo Sorrentino, voto 9. Alla sua prima prova in Serie A, mette su uno squadrone di talenti intorno ad un unico grande fantasista, e se non arriva allo scudetto di sicuro non manca una qualificazione per la Champions. Da Oscar.

eFFe

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eFFe sarebbe un antropologo, ma ha lavorato come lavapiatti, professore, pubblicitario, ghost-writer e sandwich-man. Di conseguenza non crede che un uomo possa essere definito dal lavoro che fa, ma solo da come lo fa.

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