Il nuotatore

Bentornati a Guida al Finzionato, questa sera non entriamo negli stadi, ma ci occupiamo di una sfida che si svolge tutta sott'acqua, o almeno questi sarebbero gli intenti. Colleghiamoci subito con il nuotatore.

Neddy Merrill, voto 9. È il nostro uomo di punta, quello che ha uno sguardo sognante. Accoglie la sfida dei compagni e decide di tornare a casa a nuoto attraversando tutte le piscine e i rigagnoli che incontrerà nel cammino. Parte per un'esperienza epica che va al di là del pensiero, degli uomini e soprattutto del tempo. Un viaggio surreale per prendere contatto con la verità che manca completamente alla sua squadra.

I Westerhazy, voto 4. Sono la famiglia che ospita il party in piscina di metà estate al quale Neddy è invitato. Prendiamo loro come esempio di tutte le famiglie e le ville che Neddy attraverserà per tornare a casa. Insomma, queste famiglie incarnano in tutto e per tutto i mille difetti degli uomini: tristi, stanchi, bigotti, ipocriti e soprattutto insofferenti verso il quotidiano, verso il tempo che scorre ed è libero di tramare i guai altrui. 

Lucinda, voto 5,5. È la moglie di Neddy, ma è anche il nome dell'ipotetico fiume che verrà percorso. Lucinda è debole, senza reazioni e lascia che il marito parta per questo folle viaggio di ritorno senza batter ciglio; il fiume invece è una metafora della vita, col passare del tempo la bracciata si fa più faticosa, le condizioni dell'acqua peggiorano e la follia di questo viaggio diviene razionale, tutto si fa più chiaro e la realtà riaffiora. 

John Cheever, voto 10. In un racconto di sole undici pagine riesce a rappresentare il decadimento di un'intera società, la frustrazione senile della perdita della memoria e le problematiche della dipendenza alcolica. Animo turbato quello del Coach Cheever che attraverso una trama semplice e un'idea precisa riesce a dare il senso di abbandono, incompiutezza e solitudine della vita del protagonista.

In attesa del posticipo vi diamo appuntamento alla prossima settimana.  

Michele Danesi

È un temibile sociopatico. Da poco trasferitosi a Torino, lotta per il partito del maschio col ferro da stiro. Per lui non esistono limiti spaziali o temporali; quando non stira lenzuola, legge e scrive in continuazione: ha capito che in questo modo le persone evitano di parlargli. Nonostante questo, vive nell'insana consapevolezza di piacere agli altri.

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