Il porto dei sogni incrociati

Uno stadio in riva al mare e una luce delicata ma decisa, che stranamente non permette di capire se è l'alba o il tramonto: è qui che si è gioca la partita di Finzionato della settimana. I giocatori sono caldi, o forse no; gli spettatori attenti, ma non si sa bene a cosa. Certo, il match non li aiuta. A tratti i giocatori sembrano essere dominati dal gioco piuttosto che dominarlo. Ma non disperate: nel caso vi foste persi qualche passaggio decisivo dagli spalti, ci pensiamo noi con le pagelle de Il porto dei sogni incrociati, di Bjorn Larsson.

Marcel, voto 9. È lui il capitano e non potrebbe essere altrimenti. Se a prima vista può sembrare la fonte principale di distrazione, in realtà non è altro che il catalizzatore in grado di fornire assist e aiutare a non immaginare, semplicemente, schemi di gioco ma a metterli in pratica durante la partita, qualunque sia il modo di giocarla e lo schema di ognuno.

Sundgren, voto 7. «Meglio la sicurezza della felicità». È il tipico terzino che ama la sicurezza e non spinge sulle fasce. Il suo gioco è chiaro e lineare e, pur avendo sprazzi di fantasia e inventiva, non riesce a dare quel che potrebbe in una squadra dove il capitano è uno come Marcel.

Rosa Moreno, voto 6. Prima di entrare in squadra sognava quel campo come si sogna un paese lontano, che non si conosce ma si desidera. In questa partita si è mostrata troppo impegnata a rincorrere il capitano invece di impostare il gioco nella propria porzione di campo.

Madame Le Grand, voto 6. Disponibilissima e pronta a correre per tutto il perimetro di gioco per affetto di Marcel e della sua squadra, si è resa una compagna preziosa per tutto il team. Difetto: il pensiero era, almeno per quanto riguarda il primo tempo, troppo concentrato sulle partite perse in passato.

Peter Sympson, voto 7. Ad inizio partita, troppo concentrato sulla palla per riuscire a capire il gioco nel suo complesso. Gli diamo un 7 sulla fiducia, perché sa cogliere gli spunti offerti dal resto della squadra e nel finale entra finalmente in partita.

Jacob Nielsen, voto 6. La bufala del calciomercato, un giocatore consapevolmente immobile. In un’intervista rilasciataci, il Presidente si è espresso in merito alle prestazioni opache del suo calciatore: «Indipendente e padrone di sé come pochi, poteva muoversi libero e leggero attraverso la confusione della vita, senza bisogno di un orologio né tantomeno di un'agenda. Che motivo poteva esserci, dunque, perchè proprio lui, Jacob Nielsen se ne stesse lì in riva al mare in preda all'inquietudine strisciante quanto insidiosa? Non aveva senso».

Mister Bjorn Larsson, voto 8. Sa dirigere molto bene la squadra e, stimolando a dovere il capitano, fa in modo che anche gli altri giocatori diventino capaci di azioni dinamiche, in grado di far scordare l'interesse per la vittoria in sé e rendere la partita uno spettacolo di fronte cui incantarsi… Magari lasciando che ogni tanto lo sguardo si perda tra le onde del mare, oltre il campo di gioco.

Marco Combi

Sostenitore del pensiero viandante e discepolo del nomadismo, interiore e non. Quando viaggia, legge. Quando legge, viaggia. In perenne ricerca della domanda giusta che gli faccia capire quali sono le risposte che sta cercando.

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