Ucraina vs Portogallo

Immagine di Michele Danesi

«Oh Balotelli, he's a striker, he's good at darts. An allergy to grass but when he plays he's fuckin' class!». Batticuore, amici miei. Batticuore. Cuore azzurro. L'italia batte la Germania per 2 a 1, sia nella realtà che nell'Eurofinzionato. Se a Varsavia il mattatore è stato Supermario Balotelli, qui ci ha pensato Dante Alighieri a chiudere la partita. E oggi tocca all'Ucraina di Gogol' contro il Portogallo di Fernando Pessoa. I vostri commenti, come sempre, porteranno una delle due squadre in finale a sfidare gli azzurri!

E ora tutti in coro: «Oh Balotelli, he's a stricker…»

***

UCRAINA – Le Anime Morte
CT: Nikolaj Gogol'
 

Una squadra, quella messa in campo da Gogol’, che considera il calcio scommesse un giochetto per bambini: la frode, quella vera, è di casa – di spogliatoio – qui; oggi si vendono sottobanco anime di vecchie glorie del calcio mondiale facendo carte false per accaparrarsi la vittoria!

La nazionale ucraina si presenta al fischio d’inizio con l’audace e truffaldino Čičikov ancora impegnato con gli ultimi dettagli per decretare il risultato finale in favore di alcuni botteghini. A squadra schierata possiamo riconoscere i cinque possidenti contattati dallo stesso Čičikov. Centrale di difesa Manilov: la sua vita sul campo è occupata solo da sciocchezze, come preoccuparsi di abbinare le proprie mutande ai colori dei calzettoni avversari. Gioco poco fantasioso che rispecchia la sua pallida immaginazione: palla lunga e pedalare. La Korobočka è ben salda in porta: le hanno detto che gli attaccanti avversari hanno diritto a un premio partita per ogni gol segnato «Nessuno passerà mai, i premi li voglio io» queste le sue dichiarazioni: una certezza. A centrocampo il rissoso Nozdrjov, dove c’è lui c’è confusione e le caviglie altrui non se la passano troppo bene. Ala destra c’è il nerboruto Sobakèvič, testardo e caparbio pennella palle per l’emblema dell’egoismo, il centravanti Pljuskin che, imprecando contro i compagni, non sbaglia un colpo.
In panchina il mister schiera una serie di anime dei servi dei giocatori in campo. È convinto che ad un certo punto della partita saranno l’arma vincente. L’importante è crederci, diciamo noi. Per chi mettesse in dubbio la nazionalità del cittì Gogol’, vogliamo tacitare le polemiche in questo modo.

 

 

 
PORTOGALLO – Il libro dell'inquietudine di Bernardo Soares
CT: Fernando Pessoa
 

«Squadra che vince non si cambia» diceva il vecchio saggio del pallone, Vujadin Boškov. Così il Commissario Tecnico del Portogallo, Fernando Pessoa, continua a schierare una formazione composta di soli eteronimi, o semi-eteromini, o meglio, di un singolo semi-eteronimo che fa e disfa tutto quel che c'è da fare e disfare: Bernardo Soares. Dopo anni di promesse non mantenute da una squadra sempre ricca di talenti senza coesione, il Portogallo si affida alla certezza dell'incertezza. E la filosofia di gioco di mister Pessoa la dice lunga: «Non si è mai vissuto tanto come quando si è pensato molto». La superiorità del pensiero alla vita, insomma. Il mister questa partita l'ha pensata eccome e, che l'abbia vinta o persa, di sicuro l'ha giocata. E l'ha giocata schierando questa formazione.

In porta Bernardo Soares, che da una finestra affacciata sulle strade di Lisbona fa entrare il mondo intero, manco fosse un gruviera. In difesa Bernardo Soares, solido come solo uno che vive di solo spirito sa essere. A centrocampo Bernardo Soares, geometra delle pippe mentali e in attacco, manco a dirlo, Bernardo Soares, che danza sul pallone con leggiadria, tanto bello da vedere quanto impalpabile. Bernardo Soares è il giocatore che rappresenta meglio di tutti la filosofia di gioco di Pessoa, il quale non riesce proprio a privarsene. Ma in fondo, da uno che dice «ho già visto tutto, perfino ciò che non ho visto e che non vedrò mai» puoi aspettarti questo ed altro: una partita spumeggiante o, se gli prende lo spleen, di una noia mortale.
In panchina: Bernardo Soares.

 

La Redazione

Menino vanto altri delle pagine che hanno scritte; il nostro orgoglio sta in quelle che abbiamo letto

2 Commenti
  1. L’ucraina passa in vantaggio con un gran fendente del rissoso Nozdrjov! 1 a 0 per le anime morte!