Questa è l’Inghilterra

Mettiamo subito le carte in tavola: la serie tv di cui parliamo è This Is England '86 e '88 (Shane Meadows, regista del film che anticipa la serie e di parte di quest'ultima, ha dichiarato che la sua speranza è di chiudere la saga con TIE '90) e il libro è Io sono il calciatore misterioso, edito in Italia da ISBN.

Fatte le presentazioni, è facile trovare i punti d'incontro  tra le due opere: il calcio ovviamente, di cui sono tifosi i protagonisti del film/serie (in particolare, ricordiamo la visione comune dei Mondiali del 1986 in Messico, vinti dall'Argentina di Maradona che elimina l'Inghilterra ai quarti di finale in una partita epica, caratterizzata dalla sua doppietta: uno di mano (de Dios) e uno dribblando mezza squadra avversaria portiere compreso) e la Gran Bretagna, terra, detto banalmente, di grandi opposti.

La serie segue le vicende di un gruppo di amici e nemici, giovani alle prese con drammi personali mastodontici, conflitti sentimentali comuni, dipendenze varie e tutto quanto caratterizzi la vita del facente parte della classe operaia media, il tutto raccontato con trasporto e conoscenza del tema, il che rende la storia un qualcosa che si avvicina molto alla definizione di capolavoro.

La vita della classe operaia inglese viene raccontata, in parte, anche dall'autore anonimo del libro: il calciatore misterioso racconta sul Guardian (nel volume sono raccolti gli articoli della sua rubrica rivisti ed editati) le sue umili origini e l'avvicinamento al successo, che porta nella sua vita somme ingenti di denaro, donne e vizi di ogni tipo.

Nulla che scandalizzi davvero in quanto a contenuti – ben scritti e non morbosi –  il giocatore, oggetto di investigazione in rete per scoprire la sua identità, si limita a riportare episodi che ben possiamo immaginare, senza generalizzare, se pensiamo alla vita di uno sportivo professionista, in contrapposizione con la volontà da parte di molti media – in Italia, poi… – di venderci dei modelli o dei santi da prendere come guida esistenziale (o, al contrario, dei demoni da scacciare, a volte entrambe le cose sulle spalle di una stessa persona): risse, soldi sperperati, depressione da passaggio violento di classe sociale, avvoltoi sempre all'erta.

Due ritratti veritieri e impietosi di una realtà che affascina molti, se siete tra questi avete di fronte un buon quantitativo di ore di lettura e visione.

Stefano Fanti

Stefano Fanti è fuggito da Milano e ora vive nella bucolica provincia alessandrina. Scribacchino per varie testate online e non, si occupa principalmente di musica e letteratura. Soffre di una grave dipendenza da serie tv che lo porta a confondere Randy Hickey con Randy Marsh. Ama, tra le altre cose, fantascienza, horror e la psichedelia in ogni sua veste.

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