Il pacco regalo di Finzioni a… mio figlio di 7 anni genio della Playstation

Photo credit: Tim Boyle

Il pacco regalo di Finzioni a… mio figlio di 7 anni genio della Playstation

Mio figlio, G., ha 7 anni. Molti lo chiamano affettuosamente “l’anfetaminico” perché pare caricato a molla. Non sta mai fermo, sembra in preda al gas nervino; e sono certo che questa energia incontrollata sia frutto della sua passione per i videogiochi.

La stanza di G. è un museo di videogiocheria contemporanea. Possiede ogni consolle uscita negli ultimi dieci anni – alcune in duplice copia – e pressapoco l’intero catalogo di Nintendo, Sony e Microsoft. Sembra un rappresentante di videogiochi. Il giorno in cui deciderà di accendere ogni consolle in suo possesso vedrete un funghetto atomico sollevarsi dalla centrale Enel di Corticella.

Sono fortemente convinto che quell’eccesso di energia sia dovuto al tempo passato con un controller in mano. Ogni suo muscolo va in estasi quando non è relegato davanti a uno schermo ma è lasciato libero di muoversi, un po’ come quei cani che non vengono mai portati fuori e che appena vedono il padrone afferrare il guinzaglio cominciano a sbavare e a girare in tondo come trottole. E tra una manciata di anni avrà quell’età in cui comincia il periodo ormonale – periodo che negli uomini si protrae fino ai 97-98 anni – in cui si pensa a una e una cosa soltanto. Ma lui pensa ai videogiochi.

Bisogna far sentire il richiamo della foresta al povero G., bisogna spingerlo nella natura così che tutti i suoi muscoli si sciolgano e smettano di invidiare i flessori dei due pollici.  Perderebbe anche quel colorito giallognolo da abbronzatura da tubo catodico.

Il libro da regalargli è Guerra agli umani di Wu Ming 2, dove il protagonista decide di abbandonare la civiltà bolognese immergendosi nei boschi dell’Appennino tosco-emiliano.  Niente tecnologia, niente comodità. Tra cinghiali mela-dipendenti e aspiranti terroristi anarco-ambientalisti, tra libri fantascientifici di quart’ordine e combattimenti clandestini di cani maltrattati, in quelle pagine c’è più azione che in buona parte dei videogiochi. E vedi mai che non gli venga voglia di una bella scampagnata.

Jacopo Donati

Jacopo Donati

Scrive per Finzioni Magazine e lavora per Bottega Finzioni. Al terzo lavoro con un "Finzioni" da qualche parte avrà la certezza di essere in Matrix o in qualche Truman Show.

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