Essere indie a… Londra (est)

Quando mi sono proposta per scrivere un articolo sulle librerie indipendenti di Londra, l’ho fatto a cuor leggero, “faccio quattro passi” mi sono detta “vado a ficcare il naso in qualche libreria e scrivo l’articolo per Finzioni. In una giornata ho fatto”. Dopo diversi mesi di ricerca, decine di pound spesi in mezzi pubblici, chilometri e chilometri in metropolitana e pagine e pagine di appunti per l’equivalente della Recerche, ho deciso che avrei iniziato con Londra est e piano piano avrei provato a raccontare tutto. 

Se amate indossare giacche di flanella rattoppate, se portate occhiali con montatura rotonda degli anni ’70 e leggete solo edizioni ingiallite Penguin degli anni ’60, se sorseggiate latte da un ex-barattolo di marmellata seduti su qualche divano sformato, se siete gli ultimi rimasti a servirsi dei servizi postali e scrivete le vostre lettere con una Olivetti, se venite a Londra e non uscite dal quartiere di Dalston per provare l’ebrezza di non sentirvi in imbarazzo con un gilet scamosciato, allora siete degli hipster fatti e finiti e state leggendo l’articolo giusto.

Ogni colto hipster, perché ci interessiamo solo di hipster colti, qui trova pane per I suoi denti. Solo Londra est (immaginatevi tutta la City!) offre una vasta, variegata, ottima lista di eccentriche librerie indipendenti che propongono non solo I migliori pezzi vintage e le più sconosciute e introvabili edizioni per la gioia degli hipster, ma un catalogo inesauribile di stupende pubblicazioni e attività per la felicità di tutte le persone normali.

Se solo passeggiate a Broadway Market il sabato mattina (il giorno del mercato), in una via che misura sì e no 500m, vi imbatterete in tre librerie, diverse per storia e prodotti e clientela.

brodway_bookshop[1]La Broadway Shop, che vedete fotografata da me medesima durante un’inconsueta giornata di sole, nasce nel 2005, dedica un’area (ben fornita) alla letteratura di viaggio e alla letteratura per bambini, una selezione di libri vintage, in particolare degli anni ’30-’60, bigliettini fatti a mano e ogni mese si organizzano reading, concertini di jazz, folk e blues.

Fai ancora 50 metri ed ecco la Artwords Bookshop fotografata sempre da me dieci minuti dopo la foto precedente. La Artwords è un posto super cool: specializzato in contemporary visual culture, propone un ampio catalogo di riviste che giungono direttamente dall’America e dal resto dell’Europa;  inoltre, oltre che libri di arte contemporanea, fotografia, moda, design, hanno anche una collezione di libri autografati e, come se non bastasse, la libreria è connessa a nomi come Banksy e Tim Noble! Esagerati veramente.artworks[1]

Ma non è finita; rimaniamo nel raggio di 500 metri, ed ecco alla fine della via, dalla parte dove inizia London Fields, spuntare, discreta ed elegante, la Donlon Books (la foto è sempre mia, sempre più sole). In vetrina, un libro di Munari della Corraini Edizioni e alcuni della Rizzoli. Sul sito dichiarano di offrire “idiosyncratic selection of books, periodicals and printed matter”. Organizzano, poi, pranzi con gli artisti, procurano libri universitari agli studenti e incitano chiunque è alla ricerca di un libro introvabile a contattarli.

Questo solo a Broadway Market! Poi se da Broadway Market prendete il 236 in direzione Hackeny Week, dopo una mezz’ora arrivate al Book Box, colorato e rinomato in tutto il quartiere, soprattutto per il reparto dedicato ai bambini, come anche il Victoria Park Books (commovente la sezione about del sito dove riassumono la storia della libreria intrecciata con quella della loro vita). Però, se volete donlon[1]raggiungere il Victoria ParkBox, prima dovete prendere il 425, o farvi un chilometro e mezzo a piedi verso sud.

Vero punto di riferimento di Londra Est è, però, la Newham Bookshop. Fondata nel 1978 ha compiuto ormai 35 anni e, come i proprietari sottolineano, la libreria non si limita a “sopravvivere”, ma cresce ed evolve. Da loro potete trovare di tutto, da libri accademici a quelli per bambini (le loro specialità) a uno scaffale fornito di self help. Gli eventi non mancano, anzi.

Ma  se vi è rimasto ancora qualche pound sulla Oyster e cercate una libreria più particolare, luminousdal design alternativo o  titoli fuori stampa, allora dovete fare un salto alla Luminous Books. Non vi sembrerà nemmeno di essere in una libreria, infatti è gestita da niente di meno che veri e propri artisti. Di fatto è una mostra itinerante (ora, per esempio, non è più in Frederick Terrace ma in Granary Square, e forse neppure lì perché sul sito dice che rimarranno dal 24/9 al 9/11). Qui il cineforum è un must.

Degne di nota sono anche la Stoke Newington Library, alla quale sono molto affezionata dato che è la mia vicina di casa, la Pages of Hackney che, nonostante la crisi, se l’è cavata diffondendo autori locali e scrittori in erba, e la Brick Lane BookShop, se amate la storia.

E queste erano solo alcune!

Dopo questo giro sarete stremati e senza soldi ma soddisfatti e probabilmente anche stupiti. Stupiti di aver trovato così tante (e variegate) librerie indipendenti nell’arco di qualche chilometro e soddisfatti per il servizio che ognuna di queste librerie avrà saputo offrirvi. Quindi potete arricciarvi i baffi, che sicuramente avete, e godervi il viaggio di ritorno verso casa nei vostri mocassini verde acqua.

Emma Piazza

Vivo a Londra, lavoro in editoria, studio portoghese brasiliano e non vedo mai il sole. Però ingrasso.

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