Il bignamino e la toilette di Borges

Caro fantastico,

eh insomma quanta foga al salone del libro, tutti agitati, a Torino, e poi a mangiarsi i gelati, a Torino. Le scrivo perchè ho trovato una copia della Vostra rivista nella toilette delle signore. Non mi chieda cosa ci facevo, io, uomo coi baffi nella toilette delle signore, mi ero sbagliato, ecco. E poi generalmente i bagni sono più puliti. la compagnia è migliore […] insomma si chieda che ci faceva la rivista, nel bagno, non cosa ci facevo io. Sono totalmente e consapevolmente colpevole di non aver sfogliato Finzioni prima, pur avendone intravisto copie durante diversi aperitivi letterari. A mia parziale discolpa le dico che erano sempre in mano a grossi nerd […] e la politica c'entra comunque […] checcimporta a noi? ahah! […] favorendo i soliti raccomandati. Comunque le dicevo, e la ringrazio se sta ancora leggendo e se non taglierà la mia lettera (ho dovuto, ndr), che sono rimasto colpito favorevolmente dalla vostra rivista, fa ridere ma anche pensare, direi di più, sognare. In preda all'eccitazione mi sono andato a comprare Finzioni di Borges, quello originale, sempre citato agli aperitivi dei nerd di cui sopra ma mai letto per davvero. Questo è un nuovo inizio per me. Ci ho capito poco, soprattutto nel racconto La Biblioteca dei giardini pensili di Babilonia (sic, ndr), che parla della biblioteca ma non dei giardini e mi ha fatto venire il mal di mare con tutto quel fuffare di gallerie esagonali. Non è che c'è un bignamino di spiegazione?

Carlone62, Torino

 

Assolutamente sì.

Il racconto (che tra parentesi si chiama La Biblioteca di Babele: lei probabilmente ha pasticciato il titolo con Il giardino dei sentieri che si biforcano, che lo segue in Finzioni), sin dalla prima pagina, parla di due gabinetti (“uno permette di dormire in piedi; l'altro di soddisfare le necessità”). Per questo penso ad una provocazione, molto borgesiana, quando mi dice che ha trovato la copia in una toilette. Sospetto molto, inoltre, la descrizione della labirintite che lei fa fuori contesto e che ho dovuto – ahimè – tagliare nella sua lettera.

Procederò comunque con un comodo bignamino, utile anche per i lettori che non riescono a leggere racconti di 10 pagine scarse, e sono la maggioranza.

C'è una biblioteca che forse è infinita o forse no, con 'sti lunghi corridoi esagonali pieni di libri comodamente allocati in librerie – e qui subito tutti pensano al modello Billy dell'IKEA – con un botto di scaffali, tutti montati seguendo le istruzioni da uno degli anziani bibliotecari, gente curva e che a volte ritiene che “i libri non significano nulla di per sé”. Non stiamo parlando solo dei libri di Mario Giordano, beninteso. Qualcuno si accorge ad un certo punto che di libri ce ne sono tanti, ma proprio tanti, forse tutti quelli possibili: segue giubilo e/o inquisizione e/o distruzione. Banditismo. Illimitatezza, periodicità… un bel problema. Temi lontani per chi deve arrivare a fine mese, altro che “alla fine dei secoli”.

Saluti. 

 

3 Commenti
  1. Il contrario di un bigniamino, che consiglio solo per fan sfegatati e con una buona clutra scientifica, è “The Unimaginable Mathematics of Borges’ Library of Babel” (volendo, ehm, si trova anche online (tipo che vi posso prestare un pdf, poi me lo restituite)).

  2. “Per questo penso ad una provocazione, molto borgesiana, quando mi dice che ha trovato la copia in una toilette”….esilarante:

    -“Non sono mai stato a Cincinnati”-

    “Enjoyment of Laughter”di Max Eastman nota 103 pag.179 “Testi Prigionieri”
    Per Finzioni, che dire: Borges si Gérard Genot, Jorge Luis Borges di Porzio e Conversazioni Americane di Barnstone, e l’obolo di Calvino in Lezioni Americane e di leggersi tutta la Biblioteca di Babele…perché: “(..riflettei che ogni cosa, a ognuno accade precisamente, precisamente ora. Secoli e Secoli e solo nel presente accadono i fatti; innumerevoli uomini nell’aria, sulla terra o sul mare, e tutto ciò che realmente accade, accade a me..”)
    http://kolonistuga-simurg.blogspot.com/