Il padre di Giovannone ed i piani quinquennali di Stalin

Carissimo,

sono il padre di Giovanni, un ragazzone che attualmente milita in terza media e che pesa già 94 chili in mutande. Giovannone ha un carattere burbero ma gentile, gli piacciono le ragazze e se la cava bene con le parole. Non studia, questo no. Io stesso gliel'ho suggerito in quarta elementare: "non studiare cose che ti dimenticherai! non lo fare, mai! cerca di sviluppare le qualità che ti serviranno per sembrare una persona migliore di quella che sei: conversazione, improvvisazione, presenza". Ora, sulla presenza possiamo lavorare. Ma sull'improvvisazione, beh, mi commuovo. Questo è un estratto della verifica di storia, in cui ha rimediato un 4, ma che mi ha reso tanto orgoglioso. Ho chiesto alla Professoressa di poter fare una fotocopia adducendo come motivazione "sa lo vorrei punire, è un irresponsabile", ma in realtà appena uscito dal ricevimento gli ho comprato uno scarabeo 125. Sì, lo potrebbe guidare solo a 16 anni, ma lui è grande e grosso e quindi può dissimulare. Ecco qua il testo.
I piani quinquennali di Stalin.
Nell'affrontare l'argomento è bene specificare che i piani quinquennali, spesso erroneamente attribuiti a Dmitrij Dmitrievič Šostakovič, sono in realtà farina del sacco di Stalin. Stalin costruì il suo percorso politico sviluppando misurate doti di pianificazione, che gli permisero di poter gestire le riforme per lustri. Erano certamente altri tempi: cinque anni oggi sono un'eternità, un'era geologica, se pensiamo che solo quattro anni fa vincevano Sanremo Giò Di Tonno e Lola Ponce (CHI?). Dei piani quinquennali occorre quindi rimarcare il loro essere quinquennali (anche se Boris Michajlovič Ėjchenbaum ne evidenziò la minor durata, per un casino col calendario giuliano: durarono 4 anni e 11 mesi). Essendo "piani" e non "piano" si può dire con certezza che furono più di uno: la quantificazione esatta non è però importante, mentre va evidenziata la loro natura "piana", non inclinata, in quanto Stalin era poco incline alle storture della democrazia rappresentativa. Non a caso, poi, si parla di "piano" e non di "forte", trattandosi di provvedimenti eseguiti con decisione ma senza strappi, senza salti in avanti, senza quella fretta che spesso ha caratterizzato la politica spaziale e la "corsa alla luna". Sembrerebbe non essere rilevante, la "corsa al satellite" che americani e sovietici disputarono negli anni sessanta. Eppure, eppure. Nei piani quinquennali (di Stalin, ça va sans dire) c'era già in nuce uno slancio verso il futuro, verso l'alto (inteso – perchè no – anche in chiave spirituale) che poteva portare in ultimo solo verso la conquista del cielo. Ma di questo gentile Professoressa parlerò – se lo vorrà – nella prossima verifica di Storia.
Il padre di Giovannone, Teramo
 
Suo figlio verrebbe a darmi una mano qua con le lettere?
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