La Posta dei Lettori / Il saluto à la Max Pezzali
Bettoli, colpevolmente si esime dal parlare di politica, da vero veteroqualunquista. Crede di poter ambire a orizzonti trasversali, platee plaudenti, quando in realtà il non schierarsi la circoscrive nella folla dei quaqquaraqquà, come Lodili e la Porrini che tanto sembra apprezzare. Probabilmente non l’ha letto, impegnato ad occuparsi di baggianate, ma Cadono gli ideali se mi saluti à la Max Pezzali di Arghiello, edizioni Trami, merita 3 ore del suo tempo. Leggalo.
Fabiana, Rho
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Perchè quest’astio, Fabiana? Mi spiace sentirla così, ma la realtà è che essendo qui a parlare di libri ho dovuto fare i conti con l’attuale scarsità di titoli *politici* di qualità, stante l’abbondanza di quelli marchettari e furbeschi. Colgo però l’occasione da lei fornitami per accennare al meritevole Cadono gli ideali se mi saluti à la Max Pezzali, in cui Arghiello torna ad occuparsi di politica in maniera a lui congeniale, attraverso le persone ed i riti.
Il saluto à la Max Pezzali, estrinsecazione nata pochi anni fa (in seguito al broadcasting mondovidéo di un video in cui il Pezzali, dopo aver fatto robe matte e dolcissime per conquistare la sua bella, si rivelava a mezzo busto, con un gilè da safari e una camicia a scacchi & maniche corte, alzando la mano in un imbarazzato saluto), assume qui la connotazione della battaglia politica che è anche battaglia di coppia, arte del compromesso -a sentire Liszt- che si *sfa* causa il tarpamento dello slancio.
Insomma, raccogliamo: Laura e Perseo, militanti del Partito Socialista Unitario (PSU) dal 1969 sino alla sua dissoluzione avvenuta pochi anni fa, dividono la loro vita tra dimora, circolo e gite al fiume. Il loro parlottare fitto li tiene sulla strada più che a casa, in mezzo a manifestazioni sindacali ed espropriazioni all’acqua di rose, sull’asfalto con striscioni variopinti e biciclette scassate. Il loro essere proletari senza prole ce li consegna ancora ragazzini nello spirito, cristallizzazione -non consapevole- della perpetuazione. Poi ci sorprende la crisi dello PSU e il macello di storie che porta con sé: ecco che Arghiello si chiede, tra le righe di questa sua opera, se la storia romantica e politica di Laura e Perseo non sia in realtà la storia di un idealismo ormai sepolto sotto il cinismo di Morgenthau & discepoli. Si sgretolano gli ideali, come accenna il titolo, ma a quelli politici non dovrebbero corrispondere quelli di coppia: d’altra parte, i pensatori che hanno affermato la relazione tra etica privata e politica sono stati derisi e presi a pizzichi nelle orecchie dal mondo, da Machiavelli a Schmitt. Eppure è Perseo, barba da nazareno e fisico da adolescente, a non vedere futuro in una storia che era stata scandita da congressi, consultazioni, volantinaggi, salsicciate, soglie da superare, comizi, risse tra orazi e curiazi, quorum da raggiungere: mancano questi e scompaiono le ragioni di un sodalizio. Perseo si sente solo, il suo pugno resta chiuso ma la presa è sempre più debole. Sapersi lasciare -almeno- raccogliendo ciò che si può, quando resta solo l’importanza di un saluto? Ma magari. E’ invece proprio a questo punto che Perseo posiziona il braccio a mezz’aria e con un sorriso poco convinto sul volto scazza di peso, facendolo à la Max Pezzali. Ed è il saluto che definisce questa storia, dequalificandola.





