La grande truffa della letteratura

Caro il nostro,

la letteratura e l'editoria non sono certo ambienti dove ci sta il grano, e in effetti la scarsissima incidenza di truffe a sfondo letterario non dovrebbe farci dormire sonni tranquilli: quando il malaffare ed il suo corollario di farabutti snobbano un settore intero, ne converrà, butta male male male. Nonostante i soliti uccellacci del malaugurio le armi, gli stupefacenti, la prostituzione, l'azzardo e la speculazione edilizia non conoscono crisi, tanto che c'è chi propone che le scuole formino profili specializzati che sappiano rendere questi settori veri volani della crescita. Io però non amo concentrarmi su ciò che è ovvio e preferisco abbracciare sfide impossibili: per questo ho deciso di restituire dignità e rispetto alla letteratura attraverso la maxi-truffa che noi tutti riteniamo meriti. Ad essere onesti qualcosa in passato è stato fatto, ma si trattava di robe tristi e stropicciate tipo J.T. Leroy con tanto di parrucco o dei diari falsissimi di dittatori o premi Nobel. Io intendo fare le cose in grande e ho organizzato The great letteratura swindle, la grande truffa della letteratura. "Letteratura" nel titolo della mia truffa lo lascerò in italiano, che fa esotico. Mi affido alla sua riservatezza, Bettoli. Senti qua: ho sotto casa una libreria piuttosto glam, frequentata da spostati e perdigiorno. Ho messo un annuncio in bacheca qualche mese fa: cercasi ragazzi/e con attitudine da fenomeni per creare collettivo di scrittori postmodernisti. Hanno risposto 5 scappati di casa, tutti fenomeni da baraccone e tutti subito arruolati. Classiche le fisime e le timidezze: "scusa capo" mi scrive uno via sms "ma io non la ha sicuro che s'ho scrivere molto bene". "Non ti preoccupare" gli ho detto "ti ho preso perchè sei simile a Benicio Del Toro". Un altro ha voluto portare nel collettivo pure la sua ragazza, cubista molto gelosa di Portogruaro che però fa un'ottima carbonara. Ho cominciato a organizzare eventi atipici nelle macellerie, nei robivecchi e nelle drogherie. Il mio collettivo si palesa con fare spontaneo, incontra i giornalisti e legge (male) pezzi inediti in Italia di Lev Petkova, romanziere di Sofia, tradotti dalla badante bulgara della nonna del mio vicino di casa. L'unica preoccupazione al momento è che si facciano vivi gli eredi di Petkova, morto giovane sul calcinculo del lunapark di Volvograd, ma ci siamo assicurati che il parente più prossimo sia un pronipote che vende ciambelle a Ottawa. Il risultato dei reading è sorprendente. L'interesse sta montando e gli articoli sono entusiastici. Abbiamo già ricevuto richieste per un libro ambientato a Tor Pagnotta, una sceneggiatura per la Rai con protagonista Claudio Santamaria e diverse minifiction per la tv giapponese, più una comparsata nel Cayo degli eletti dell'Isola dei Famosi. Righe scritte, zero. Mi godo il successo del mio collettivo, e mi sento un po' il Malcolm McLaren della situazione che sfrutta i suoi Sex Pistols. Al momento giusto "staccherò la spina", come fosse un qualunque governo tecnico, e completerò The great letteratura swindle, che uscirà pure in ebook.
Saludos.
 
God save the queen.
 
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