La spossatezza al potere

Caro Bettoli,

Secondo me, quando si riuniscono, dormono narra del futuro distopico di un paese in perenne stagnazione, un tempo florido ma impoverito nelle decadi dalla cupidigia e dalla scarsa lungimiranza della classe politica, ingrigito e senza prospettive per i giovani, fai finta il Giappone, governato da una classe di splendidi novantenni "che c'hanno ancora il fuoco dentro e ciò che conta è quanti anni uno si sente". Il Giappone è diventato un paese in cui la spossatezza è indice di profonda dedizione alla causa nazionale e la narcolessia è concessa – anzi apprezzata! – durante il lavoro, gli spostamenti e le conversazioni a tavola, un po' come lo sputare per terra in Cina o lo sboccare dal triclinio nell'antica Roma. L'autore Agostino Tino Sacco legge questa nazione alla deriva, paralizzata e incapace di sognare, attraverso gli occhi di Bob, classico antieroe che si lascia alle spalle un paese martoriato da anni di autoritarismo carismatico, pensiero unico dettato dai media, conformismo arrembante ed una opposizione frazionata e inconcludente, mettiamo il Venezuela, e sbarca nel paese in stagnazione, abbiamo detto il Giappone, trovando lavoro – tipicamente – come cuoco (professione molto diffusa nel suo paese di origine). Nel paese alla deriva, che poi è il Giappone, incontra una giornalista proveniente da un paese corrotto, con un potere politico sclerotizzato, una popolazione divisa, una bandiera verde bianca e rossa, un alto tasso di criminalità ma bella musica e un gran bel sole, tipo il Messico, e insieme entrano in un incubo quando si amano, si fidanzano e lei viene assunta a lavorare nel Ministero per la Semplificazione Normativa. Qui trova una terribile conferma ai suoi pensieri peggiori: nel paese in perenne stagnazione, un tempo florido ma impoverito nelle decadi dalla cupidigia e dalla scarsa lungimiranza della classe politica, ingrigito e senza prospettive per i giovani, se non sbaglio il Giappone, il Consiglio dei Ministri viene convocato in una stanza piena di letti a baldacchino dove i ministri e i loro collaboratori non fanno cosacce (quello una volta, semmai) ma si assopiscono sotto le coperte. Poi, stravolti, escono dopo alcune ore da "una difficile riunione" e rispondono ai giornalisti frastornati con la prima cosa che viene loro in mente. Che pensieri ha?

Innocenzo, Campello sul Clitunno

Tutto il mondo è paese.

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