L’approfondimento poi, se c’è tempo

Caro Bettolo,

Finzioni, la letteratura creativa, le classifiche di Wikio, un approccio obliquo, tutto molto, MOLTO bello. Ho però una domanda: ad quid? Qual è il motivo di tutto questo? Qualche tempo fa mi sono letto qualcosa sul sito e mi è bastato per rimorchiare nei bar di tutta italia per 2-3 mesi. Poi il materiale si è fatto obsoleto, dopo qualche giorno (come il pesce e come gli ospiti) puzzava proprio, non per le orecchie innocenti di chi mi ascoltava (non era mai la stessa persona), ma per le mie: non ne potevo più di ripetere “se mi spedissero su di un’isola deserta e mi potessi portare solo un libro, io sceglierei il Re Lear di Shakespeare” citando un'amica di Andrea Sesta ed accompagnando l'esternazione con un "roar" ed un'artigliata simulata, oppure «l’uomo nella sua arroganza si crede un'opera grande, meritevole di una creazione divina. Più umile, io credo sia più giusto considerarlo discendente degli animali» citando Darwin ma soprattutto Alessandro Pollini e la sua riflessione sull'animalità. Allora mi sono fatto un'altra mezz'ora di sito, ora ho in batteria altre amenità e posso andare avanti tranquillo per un altro trimestre. Rimanendo sempre sul mondo animale, ritengo probabile giocarmi il "se abbiamo Hello Kitty è colpa degli Egizi. dai loro dei semiumani o semianimali, come si preferisce, la strada è tutta in discesa" di Michela Capra. Questo perchè Hello Kitty, e i gattini in generale, scaldano il cuore anche della più arcigna bellezza norvegese. Ma ora veniamo a noi. Finzioni all'inizio voleva servire per creare legami, collegamenti, relazioni: soprattutto nei bar e soprattutto senza impegno, aggiungo io. Mi sembra che sia un po' venuta meno quella che era la mission iniziale. No grave, no problem, può succedere. Propongo di rimediare con un volume intitolato L'approfondimento poi, se c'è tempo da distribuire nei luoghi di ristorazione in cui si serve alcool. I contenuti potrebbero essere più o meno questi: Capitolo 1, suggestioni (emozioni?) derivanti da 100 libri random degli ultimi 300 anni, e qualche slancio fino a Boccaccio, utile in certe situazioni. Fondamentali soprattutto i richiami ai gattini, al tempo che passa e che non torna più, carpe diem a profusione quindi, qualcosa di David Herbert Lawrence anche se si passa (subito) per maniaci, un po' di sangue e sofferenza (ma non quella pensata che ammorba e intristisce: duelli, sangue, epopee con poppute). Capitolo 2, terminologia: parole a caso, parole in libertà. Un esempio? Attante/attore, da abbinare a lattante/lettore. Qui già si manda in confusione la norvegese: devi pensare che tutto è sotto l'egida del prosecco. Poi un "ontologicamente" di qua, un "i fiori del male non facevano veramente male e non erano veramente fiori" di là, un "pensiero debole" ovunque. Capitolo 3. Qui si parla del lato umano del rimorchiatore finzionico. Quindi via libera all'improvvisazione per non far sentire inadeguato/a l'interlocutore/trice: spesso e volentieri soggetto al singolare e predicato verbale rigorosamente al plurale. Congiuntivi pochi, avverbi molti. Gestualità, risate misurate, starnuti solo con la mano davanti. Ecco ho finito. Grazie e a presto.
Mirko, Foggia
 
Grazie a te per aver colto il lato più puro di Finzioni.
 
1 Commento