Markessen, una vita a cento all’ora

La Posta dei Lettori / Markessen, una vita a cento all’ora

Caro Bettoli, le scrivo da Wanegooga, Hawaii. Ebbene sì, pure qua in mezzo al Pacifico leggiamo Finzioni. Leggiamo… insomma, io lo leggo. Ogni tanto. Perché ci scrive pure il nipote di un mio caro amico d’infanzia, che mi ha detto “dai fagli sto piacere, che sennò Jacopo mi si scoraggia”. Non è malaccio. Abito alle Hawaii dagli anni 60: a chi mi diceva “don’t give up on your dreams, buddy” ho replicato “ci mancherebbe” e sono venuto a trafficare gemme preziose in questo paradiso. Chi me lo faceva fare di stare nella bassa padana? Ma veniamo al motivo della lettera. E’ uscita da poco una biografia di J.F.Kroninger sulla vita di Markessen, consigliere di una buona metà del presidentame democratico post-kennedista. Ed un capitolo è interamente dedicato a Morandi, Gianni Morandi.


SpiritoLibero68, Wanegooga

Markessen

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Markessen, una vita a cento all’ora (13 euri su edizioni Jerry P Roman) è l’incendiario volume voluto da William Clinton alla fine del suo secondo mandato presidenziale per celebrare l’amico e collaboratore Markessen, il cui nome di battesimo -come per i calciatori brasiliani- è sempre passato in secondo piano. Lei accennava a Markessen e Gianni Morandi, un connubio improbabile nato per caso quando, durante una visita diplomatica nel belpaese del Presidente Lyndon B. Johnson nel 1965, il consigliere venne a contatto con la Morandi-mania italiana. Fu amore. Ciò che sbalordisce è che da quel viaggio in poi Markessen cominciò zitto-zitto ad inserire versi delle canzoni del Gianni nazionale in numerosi discorsi presidenziali, slogan elettorali ed interventi nelle università. Un pazzo, o un burlone. Se Johnson nel 1968 davanti al Congresso dichiarava qualcosa che in inglese assomigliava pericolosamente a “il soldato americano non suona la chitarra ma uno strumento che sempre fa la stessa nota rattatatà” (cfr. C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones, 1966), appare ancora più inquietante che Jimmy Carter nel 1977, parlando della questione petroldollari, dichiarasse davanti ad una platea di accademici assopita “fatevi mandare dalla mamma a prendere un gallone di benza”. Corrispondenze morandiane di questo tipo, nelle partecipazioni di Markessen, sono frequentissime. Neanche William Clinton fu risparmiato: in un suo discorso seguente alla bufera causata dalla Monicona Lewinsky, dichiarò “non ho barato né bluffato mai, e questa sera ho messo a nudo la mia anima. ho perso tutto ma ho ritrovato me… uno su mille ce la fa”.

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