Sfigati come me: un libro collettivo

Carissimo,
qualche mese fa ho vissuto una giornata determinante per la mia vita. Ero a San Felice sul Panaro e mi ero appena rifatto avanti con la mia ex che mi aveva detto sprezzante "non son proprio per le minestre riscaldate". Io le avevo urlato in faccia "guarda che se non magni tra un po' te mori de fame", avevo sbattuto la portiera della sua auto (alla mia avevano messo le ganasce) ed in mezzo alla nebbia della bassa padana mi ero messo a riflettere lucidamente: non ho soldi, non ho amici, non ho più una ragazza di medio cabotaggio, non ho competenze, non ho prospettive, c'è la nebbia. Il "c'è la nebbia" era l'unico pensiero che non denunciava un'assenza, bensì una presenza. Mi ero quindi detto: mi concentro su ciò che c'ho piuttosto che su ciò che non c'ho. C'ho la nebbia. Un po' poco, grazie, lo so anch'io.
Poi il lampo. Visto che vanno di moda i libri collettivi e vanno di moda i casi umani, ho deciso di unire due elementi di forza e partecipare alla stesura di un libro collettivo sui casi umani. Sfigati come me, questo il titolo, era già una realtà. Surfando sul web e facendo un po' di scouting ho scoperto un mondo variegato, composito, ricchissimo di sfigati. La categorizzazione è venuta da sè: sfigati in amore, sfigati negli affari, sfigati letterari, potenti sfigati e sfigati potenziali, sfigati geografici, metasfigati, sfigati tout court. Tutti hanno accettato di raccontare la propria storia, ed è venuto fuori un libretto apprezzabile che c'ha fruttato un bel po' di grana. Ora lei si chiederà dov'è, sto libretto. Non esiste, non è in commercio. Abbiamo venduto i testi ed i diritti a Vanilla, una società di produzione televisiva olandese che crea format e li vende ovunque nel mondo. Particolarmente caratterizzanti per la Vanilla sono i talk show con casi umani, sempre bisognosi di "benzina", di storie e food for thought.
Essendo un libro collettivo, per promuoverlo abbiamo creato una società ad azionariato diffuso con un migliaio di azionisti. Siamo un brand. Siamo una bella novità.
Però, c'è un però. Non di sole sfighe vive l'uomo. Abbiamo nel nostro portfolio anche alcuni casi di successo, che evidenziano tristemente quanto all'estero ci siano più opportunità che nel nostro paese: è il caso di Franco, che in Italia con la sua laurea in Conservazione dei Beni Culturali lavorava a gratis in un archivio pieno di acari ed ora vende salsicce ad Adelaide per 2000 dollari australiani al mese, e Ginevra, che dava ripetizioni di Latino e Greco in nero per 5 euro l'ora a figli di amici ed ora vende scatole di mentine porta a porta a Singapore, consapevole di rendere il mondo migliore grazie all'innalzamento della qualità dell'alito-medio.
Giovanni, San Felice sul Panaro

Me ne mandi una copia, prometto di non diffonderla.

Nessun commento, per ora

I commenti sono chiusi.