Vita privata NON priva di significato

La Posta dei Lettori / Vita privata NON priva di significato

Egregio.

Sono organizzatore di corsi di autostima, mezzi spirituali e mezzi no, mezzi filosofici e mezzo no, completamente a pagamento, quello sì. Le scrivo in forma anonima via e-mail. Non provi a rintracciarmi dall’indirizzo, non è il mio. Mi trovo in India in un internet cafè, ho trovato aperto l’account di posta di un certo Zamil Ehduli e le scrivo, prima di scrivere alla mia ex per insultarla. Bè, sull’aereo ho trovato questo libro, Non si chiama vita privata perchè priva di significato, di Nevio Weskidini (edizioni Leoghepardi, 17 euro), che un po’ mi destabilizza. Mi trovo spesso di fronte, durante questi seminari da me organizzati in Asia, a giovini chiusi in loro stessi, depressi compensati, proiettati su una ricerca maniacale di significati che non troveranno in sé finchè non vedranno un po’ di mondo. Io lo so bene, e infatti sta gente la conosco, la sfrutto e ci guadagno. Ma io sono io, e voi non siete un [cut].

Zamil Ehduli

 

Photo credit  http://www.flickr.com/photos/madbastard/1108122812/

 

Lei fa come crede, ed è uno di quelli che il bicchiere lo vede sempre mezzo pieno perchè tanto da bere lo paga qualcun altro. Ma davanti a tanta aridità (e non basterebbe Roiterski con l’idratantismo di cui si parlava mesi fa) penso a quanto mi scriveva tempo fa un ragazzo di Sdiriglio. “Ho ricominciato a studiare”, diceva, “piuttosto che non combinare nulla non sapendo di niente, non combinerò nulla sapendo di meccanica applicata”. Mi sembra un bel messaggio e lo riproporrei. Il provarci sempre, se non altro per passare il tempo in maniera poco lamentosa, è ciò che fa andare avanti il mondo. Il messaggio di Weskidini è potente, ma torna con insistenza su quanto detto da 4847576 autori prima di lui: è la vita privata a dare un senso alla vita, e il proprio orto interiore va coltivato e concimato. Sono d’accordo, ma è molto anche quello che accade per le strade, in mezzo alla gente, in mezzo alle storie generazionali. Le generazioni esistono, anche se in Italia si vuole fare finta di no per non mettere in discussione l’individualismo tipico dell’homo italicus. Un pensatore a me vicino mi diceva in tempi recenti che “l’uomo dopo un po’ si stanca di fare la guerra ed impara a vivere assieme”. Ecco, assieme. Ce lo dice anche il finto Zamil, che pure è una persona di [cut].

 

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